Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Stampati volantini di protesta da distribuire ai pazienti

 

Come già annunciato settimana scorsa, il Comitato di Agitazione Perenne, organizzato dagli specialisti dei centri convenzionati dell’Asl Napoli 1 e mossi dal Dott. Amodeo Alfredo, si è riunito anche questo lunedì per discutere direttive e iniziative da intraprendere al fine di risolvere la situazione legata a questa fetta di Sanità Campana.

Alla riunione tenutasi erano presenti non soltanto i titolari di centri cardiologici e radiologici (i maggiormente colpiti dalle disposizioni anti-convenzione) ma, questa volta, anche organi politici o legati ai sindacati, come il presidente dell’ANISAP (Associazione Nazionale Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private). Contattati, ma non presenti, presidenti o portavoce di altri sindacati per medici e laboratoristi.

Rispetto a sette giorni fa la situazione sembra cambiata in qualche aspetto, nel senso che alcuni articoli pubblicati su importanti testate e che riportavano diverse interviste dei medici interessati, hanno cominciato a fare rumore e qualche vocina, anche se ancora molto flebile, è arrivata all’orecchio di “qualcuno”.

Del resto, quando si comincia ad alzare la voce, si mobilitano un po’ tutti!

Benché, comunque, qualche politico o sindacalista abbia saputo della nascita del Comitato, la situazione non è stata ancora risolta. Ed è per questo che i medici della Napoli 1 non si vedono per niente intenzionati a mollare la presa.

Il primo passo, quello di informare la stampa e, quindi, una bella fetta di cittadini, è stato fatto. Ne restano ancora parecchi. Il successivo step sarà la distribuzione di volantini informativi di protesta che saranno recati ai vari centri coinvolti per esporli e consegnarli ai propri pazienti, i quali saranno i primi coinvolti nell’ambito di future manifestazioni. Gigantografie di tali volantini saranno, inoltre, affisse in punti nevralgici della città di Napoli per far si che la gente cominci non solo a capire, ma anche a toccare con mano lo stato di degrado in cui versa la Sanità nel capoluogo campano.

In un momento di crisi come questo, in cui migliaia di cittadini vedono fare ombra sui propri diritti, nessuna mossa è sbagliata né vana.

Bisogna fare di tutto, anche l’impossibile, affinché la gente possa di nuovo usufruire dei servizi pubblici.

Giuseppe Annunziata

 

Medici e laboratoristi accettano l’ipotesi della nascita di un comitato

Non bastava il pagamento dei farmaci per via dello sciopero generale dei farmacisti.

A gettare fango sulla Sanità pubblica napoletana è, adesso, una situazione ancor più imbarazzante che sta colpendo l’Asl Napoli 1.

A breve verrà sospesa la convenzione per laboratori di diagnostica per immagini e per i centri cardiologici.

Tac, radiografie, risonanze magnetiche e consulenze cardiologiche, a partire dal mese di Settembre, non potranno più essere effettuate gratuitamente mediante presentazione di impegnativa del medico curante, anche per i cittadini esenti al 100%.

Una situazione che ha dell’inverosimile, trattandosi di una società civile in cui dovrebbero essere messi in primo piano i diritti del contribuente, specialmente se si parla di malati.

La ragione di questo grave disservizio? L’Asl Napoli 1, che risulta essere la più indebitata della Campania, ha dissipato prematuramente i fondi destinati alla retribuzione delle prestazioni convenzionate, costringendo centri polispecialistici e studi a non poterle più effettuare.

Medici costretti a lavorare, praticamente, a titolo gratuito e strutture destinate ad un prossimo fallimento.

Battenti chiusi, dunque, e camici appesi al chiodo. Questo sta creando la Giunta di Santa Lucia all’Asl Napoli 1, un triste e deleterio sodalizio di malcontento ed inefficienza che continuerà, come un cancro, a gettare sale sulla ferita aperta di una già rovinosa società.

Una situazione destinata a non terminare nel prossimo futuro e che andrà sempre più a scapito dei contribuenti, i malati in questo caso.

I MEDICI NON POTRANNO PIU’ ASSISTERE I PROPRI PAZIENTI!

Questo si legge tra le righe dei vari Decreti e scartoffie varie che la Regione continua a mettere in circolo.

Se i camici bianchi non verranno pagati, non potranno continuare il proprio operato, e strutture saranno destinare a chiudere ed il malato sarà costretto a trasferte chilometriche od attese estenuanti per una TAC, piuttosto che una radiografia.

Una situazione insostenibile, ai limiti della vergogna. Una situazione alla quale deve ribellarsi in primis il cittadino che, in questa circostanza, sta vedendo mettere sotto i piedi i propri diritti.

L’ASSISTENZA SANITARIA PUBBLICA E’ UN DIRITTO DA CUI NESSUNO PUO’ ESIMERSI E CHE NESSUNO PUO’ E DEVE LIMITARE O ELIMINARE.

I medici dell’Asl Napoli 1 sono al limite di una crisi.

Ma c’è qualcuno che li tutela? Sì, o meglio, sulla carta.

Associazioni e sindacati, come la Federlab, svolgono da anni il ruolo unificatore tra i laboratoristi campani o, come nel caso della Federlab stessa, su territorio nazionale.

Il principale ruolo di un sindacato, o di un’associazione che in qualche modo cura i diritti degli iscritti, dovrebbe essere quello di mediare i rapporti con le Istituzioni  e garantire un corretto svolgimento delle proprie funzioni lavorative, previo problemi e disservizi.

Negli ultimi tempi, invece, associazioni e sindacati che curano gli interessi di medici e laboratoristi, stanno giocando una politica di completo disinteresse nei riguardi della problematica situazione legata all’Asl Napoli 1.

Una cosa che forse molti non sanno: le altre Asl della provincia di Napoli, nonché quelle di Caserta, Salerno, Benevento, Avellino hanno in passato, e continuano oggi, retribuito le proprie strutture, per cui non vengono coinvolte in processi di sospensione della convenzione per alcun tipo di prestazioni. I medici vengono pagati, le strutture funzionano efficientemente ed i cittadini possono continuare ad essere curati gratuitamente della struttura sotto casa.

Perché questo non accade con la Napoli 1?
Perché questa resta l’unica Asl della Campania a destare problemi a medici e pazienti?
Perché i pazienti della Napoli 1 non possono essere curati dalla Sanità pubblica senza essere costretti a recarsi in altre Asl?

Non esistono precise risposte a questi interrogativi. La situazione è così tragica ed inverosimile che è quasi difficile  trovare sentenze a tali assurdità.

Stiamo parlando di decine, quasi centinaia, di centri e strutture convenzionate con ottimi ed efficienti collaboratori che stanno vedendosi costretti a chiedere soldi per le prestazioni che erogano, benché presentino sul bigliettino da visita la scritta “Convenzionato Asl Na 1

È uno scandalo!

I cittadini non possono e non devono restare scoperti dall’assistenza sanitaria pubblica. Ed invece, qualcuno crede che così debba andare!

A questa situazione, però, i medici della Napoli 1 non ci stanno più.

Dopo le ripetute, negli anni, richieste di immediati provvedimenti alla Federlab e dopo la sordità di quest’ultima a tali richieste, i centri che hanno avuto la sfortuna di capitare in questa indebitata Asl hanno deciso di agire da soli.

A seguito di una riunione tenutasi tra direttori tecnici e collaboratori delle varie strutture in questione, si è decisa una serie di celeri provvedimenti per tentare di risanare, almeno in parte, questa situazione al limite del baratro.

Come prima cosa il gruppo di professionisti, coordinati e mossi dal Dott. Amodeo Alfredo, sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di contattare altre sigle sindacali che si dimostrio sensibili versa la problematica sopra esposta.

Si va, dunque, verso la dichiarazione ed istituzione, non solo verbale ma anche per iscritto, di un comitato d’azione di medici che combatteranno, pacificamente e senza doppi fini, solo ed esclusivamente per far valere i diritti propri e dei pazienti.

Un comitato che non si prefigge una concorrenza agli altri, già affermati, sindacati. Sarebbe un’assurdità, ma anche un’ingenuità.

L’unico scopo di questo comitato sarà quello di fare in modo che le strutture della Napoli 1 non debbano chiudere e che i propri pazienti possano essere assistiti così come la legge dichiara.

Oltre all’istituzione del comitato, però, è in fieri anche l’organizzazione di stand e gazebo informativi che saranno collocati in punti strategici della città di Napoli ed informeranno i cittadini sullo scempio politico che sta colpendo la sanità napoletana.

Il primo passo per la risoluzione di questo problema è l’informazione, e questo è il La che muoverà la macchina del comitato dei medici. I contribuenti devono sapere quello che i politici stanno manovrando alle loro spalle. Devono sapere che a qualche politico non interessa se un cittadino può permettersi o meno di spostarsi per una prestazione o di pagarla fior di quattrini.

A quanto pare non questo il loro cruccio.

La Sanità a Napoli dovrà risorgere e non dovranno più esserci medici, strutture o pazienti di serie B. Nessuno dovrà essere declassato.

L’assistenza sanitaria pubblica è un diritto e tutti devono averlo!

Giuseppe Annunziata