Archivio per la categoria ‘3.2 CONCORSO LETTERARIO – LE ALI DELLA PAROLA’

Ti ripenso

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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Il mondo torce lo sguardo
cercando meraviglie; Roma
occhi casuali vaghi
via dei Mille seduto ad un bar
consumo qualche ora del mattino.
(Anche loro)
i tedeschi come i tedeschi
gli inglesi come gli inglesi
gli indiani uguali a se stessi
gli italiani confusi.
Tutti si incontrano senza cercarsi
senza vedersi
ogniuno al suo posto
imbevuti d’ abitudini,
i più belli sono sempre giovani.
(Poi) fissando remoti ricordi
ti ripenso con rinnovata nostalgia
rimuovo qualcosa
sollevo l’ umore
di questa consumata estate.
In questo mattino ancora acerbo
nato dal tuo sorriso
dal sapore della tua bocca.
Tutti i diritti riservati all’ autore

Alfonso Severino

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Il graffio dell’anima

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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Cos’e’ che fa sanguinare l’anima quando un amore finisce spezzando le illusioni in esso riposte, cos’e’ che fa dire domani il sole sorgerà ma non per me, quel vuoto immenso che lacera ogni forma o dimensione vitale. Solo il tempo, solo quello potrà dirci quando le ferite finiranno di sanguinare se finiranno di sanguinare!  Laila ripensava ogni giorno a quanto era bello il suo amore a quante volte diceva “ sarà per sempre? Un freddo mattino d’inverno la neve cadeva copiosa, silenziosa quasi a voler sottolineare quanto dolore e quanto ancora doveva provare, con quale unità di misura si arriva a misurare l’apice di tanta sofferenza .   La sua vita si trovò di colpo sbalzata in una dimensione del tutto sconosciuta, mai e poi mai Laila poteva immaginare di non  poter vivere senza lui, il petto le doleva fino a  bloccarle il respiro. Un suono improvviso distolse Laila dai suoi funesti pensieri, chi sarà a quest’ora? Non aspettava nessuno, i suoi passi risuonavano nel lungo corridoio di casa Moretti, guardò dallo spioncino timorosa e vide per sua grande sorpresa la sua adorata Rebecca imbacuccata fino alla punta del naso, aprì senza indugiare buttandole le braccia al collo felice per quella inaspettata visita, le lacrime le salirono agl’occhi finalmente poteva dare libero sfogo a quella rabbia repressa. “Dio il suo  ben amato Dio “le aveva tolto ciò che più di bello aveva il suo: Mirko, spazzando via la sua giovane vita in una manciata di secondi, per un tragico incidente d’auto. I singhiozzi la scuotevano tutta, e vani erano  i tentativi di Rebecca di consolarla, lenendo il dolore immenso che Laila provava.  Rebecca “amica  d’infanzia di  Laila “ si domandava se  quel graffio nell’anima  si sarebbe lenito col tempo, e se l’essere umano fosse davvero capace di combattere contro un’avversaria tanto forte come la morte ! ? Fuori era già buio quando Laila si addormentò esausta  dopo il lungo piangere.  (altro…)

Naufrago

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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Oh vento

che danzi nei boschi

che scuoti gli alberi

e fai tremare le foglie

arresta, ti prego,

queste onde impazzite

poi porta lontano

il mio canto di dolore

Oh sole

che accendi la vita

che colori le nuvole

ed infuochi le montagne

scalda, ti invoco,

le anime di ghiaccio

di queste anime oscure

traghettatori di schiavi

in un viaggio nel nulla

Oh notte

che giungi in silenzio

stringimi nel tuo abbraccio

portami nel tuo sogno:

la mia terra

che era lontana

la mia casa

che s’era perduta

i miei frateli

rapiti dal mare

ora sono qui

dentro il mio sogno

e dormono con me.

Maria Concetta Bertuca

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Cogli ogni occasione che ti si presenta,

potresti non averne più.

Viaggia, ridi, ubriacati di felicità, fai l’amore,

la vita è troppo breve.

Non voltarti mai indietro,

potresti perder la forza di correre in avanti.

Non rimpiangere ciò che non è stato,

costruisci ciò che sarà.

Quando ti assale la tristezza, sogna,

perché è nel sogno che, a volte,

si compie il tuo destino…

 Raffaele Meola

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Libertà

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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E adesso il cuore respira,

lo sento penetrare da aria senza filtri,

lo sento abbandonato su un letto

che non brucia,

ma accoglie le piaghe

per rimarginarle con olio profumato

di tempi migliori

mai appassiti.

Sento l’aria profumata

che mi penetra,

sento di voler tener stretto

questo soffio vitale.

Sento di amare la vita,

di non sentire le ferite

né le perdite.

Non sento più il tempo,

c’è solo scansione di un corpo

che vibra di vita aperta.

Sì,

il mio cuore respira.

Valeria Lo Cicero

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Racconto

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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Papa Alino, il papa nero come i bambini

-Santa Maria In Trastevere?
-Sì, bravo proprio quella.
-Ma, sua Eccellenza, non le sembra un tantino… inappropriato?
-La Boston Mailing Group mi ha assicurato che le funzioni non saranno soppresse, i crocefissi saranno rispettati. Cosa chiedere di più? D’altronde per un prezzo così…

Quando il conclave si riunì per la duecentosettantaquattresima volta fu eletto Papa Alino, che entrò di prepotenza nella storia. Non solo perché il suo colore della pelle tendeva drasticamente al nero-qualcuno direbbe fosse un po’ troppo… “abbronzato”- ma poiché fu il primo papa della lunga storia ecclesiale ad essere eletto con tutti i voti, dico tutti, a favore. Nessuno metteva in dubbio, nemmeno nei meandri più intimi del dubbio personale, la rettitudine di quest’uomo, la sua capacità di parlare alle folle, la fortezza nel condannare le ingiustizie. Tutti, nessuno escluso, pensarono che papa Alino fosse la persona giusta, una manna dal cielo caduta a fagiolo, per risanare le crepe nella Chiesa, per riportarla a quella credibilità che da tempo le spettava. E tutto, almeno all’inizio, andò secondo i piani.

Quando il fascio bianco di fumo si avviluppò lungo il cielo di Roma, e la piazza si riunì di curiosi più che fedeli, fu strano vedere da lontano quella macchiolina scura vestita di bianco, qualcuno avrebbe detto che fosse addirittura nera. Un papa nero? Sì, un papa nero.

Papa Alino approfittò di quel palcoscenico per mostrare al mondo intero riunito al suo microfono tutte le sue abilità retoriche. Le parole che rimbombarono tra le fontane e le statue della piazza furono salde e precise, piene di calda speranza e di ferma condanna. Finalmente, un papa così. Finalmente!

Passarono giorni, qualche mese. L’attenzione dei giornali scemò come qualsiasi attenzione umana, che zompetta di evento in evento come un’ape che vola di petalo in petalo, troppo avida di curiosità per mettere radici su di un fiore. Ma, come sempre accade per la memoria umana, facile a dimenticare e altrettanto facile a riprendere un argomento come se niente fosse stato, il picco fu raggiunto prontamente durante una normalissima udienza settimanale. La sala vaticana era piena in ogni ordine di posto- usanza letteraria quanto mai azzeccata in un caso del genere- e, tra la folla, un folto gruppo di bambini si distingueva per il malcelato baccano. Papa Alino entrò su di una macchinetta blindata, con vetri appositamente neri per l’occasione. Raggiunse il microfono con abilità fisica quasi sconcertante rispetto ai suoi predecessori. E chi lo uccide questo? Pensarono in molti.

Papa Alino si prodigò in un saluto in mille lingue diverse, tutte universali. Poi, quasi timidamente, cominciò la sua riflessione.

“Care amiche, cari amici, care bambine, cari bambini. Vorrei parlarvi oggi di una decisione che ho maturato in questi miei primi mesi di pontificato. Molte cose sono cambiate in questo seppur breve tempo, e molte cambieranno. Il giudizio di Dio è sempre più vicino, il suo tempo sta per compiersi. Prepariamoci al meglio. Perché noi non sappiamo quando arriverà il Salvatore, ma dobbiamo farci trovare sempre pronti, sicchè ognuno di noi possa dire al Redentore “Io ho amato il prossimo mio come me stesso, come tu ci hai insegnato”. Anch’io, nel mio piccolo potere che ho su questa terra, ho deciso di darmi da fare. E lo dimostrerò. Giuro che ve lo dimostrerò.”

Giornali e televisioni subito ritornarono a piazzare i loro segugi tra le colonne del Vaticano, allarmati dallo scoop che lasciavano presagire quelle parole. E, come spesso accade, la notizia non si fece attendere. Un informatore segreto, che acconsentì a farsi chiamare il corvo II (qualcuno ricorderà forse un episodio simile che generò il primo vero corvo della storia) rilasciò dichiarazioni sconvolgenti attraverso una serie di interviste a raffica per 10 televisioni diverse e 15 giornali di tutto il mondo. Riportiamo, qui di seguito, il discorso segreto del Papa Alino con i suoi più stretti collaboratori al momento della discussione.

-Santa Maria In Trastevere?
-Sì, bravo proprio quella.
-Ma, sua Eccellenza, non le sembra un tantino… inappropriato?
-La Boston Mailing Group mi ha assicurato che le funzioni non saranno soppresse, i crocefissi saranno rispettati. Cosa chiedere di più? D’altronde per un prezzo così…

Papa Alino aveva mantenuto la parola. In nome dell’amore verso il prossimo come se stessi egli decise di vendere la storica Chiesa di Santa Maria in Trastevere agli americani della Boston Mailing Group per tre triliardi di dollari. Con quei soldi, di cui buona parte fu fatta stampare subito dal papa per evitare che finisse nelle profondissime fortezze delle banche vaticane, 100 mila bambini furono salvati dalla fame e coinvolti nel progetto- dal nome tutt’altro che fantasioso- “Anche Papa Alino aiuta il prossimo”. I bambini furono inseriti in strutture moderne e, insieme alle proprie famiglie, studiarono nelle migliori università del mondo. Quando si chiedeva loro in cosa credessero, subito ti rispondevano “Nel mio prossimo, come Papa Alino!”. Visto il successo dell’iniziativa, e data la freschezza atletica del papa nonostante la veneranda età, 20 anni dopo egli decise di dare avvio alla seconda edizione del progetto.
In esclusiva mondiale riportiamo il dialogo tra Papa Alino e i suoi funzionari, in base alla testimonianze di un informatore segreto, fattosi chiamare per l’occasione il corvo III (qualcuno, tra le righe dei giornali, aggiungeva con blasfemia il termine la vendetta) .

-Egregi Cardinali, non guardatemi così. Mi sento ancora in piena forma.
-Ma, sua Eccellenza, noi tutti vogliamo che lei viva il più a lungo possibile.
-Colgo l’occasione, allora, per comunicarvi la mia nuova decisione. L’azienda americana Facebook mi ha appena presentato un’offerta per 10 triliardi di dollari. Riuscite a immaginare quanti bambini potremmo salvare dalla fame?
-Tantissimi sua Eccellenza, tantissimi. Ma, ci dica, per cosa le hanno offerto tutti questi soldi?
-State tranquilli, miei cari. Gli americani mi hanno assicurato che niente sarà cambiato. Al massimo qualche verniciata di blu e qualche f dipinta al centro della cupola.
-La cupola? Di quale cupola sta parlando, sua Eccellenza?
-Naturalmente, della cupola di San Pietro. Non è un’offerta incredibile?!

Qualcuno dice che molti cardinali svennero saputa la notizia. I bambini, quelli, cominciarono a festeggiare.

Raffaele Nappi

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Il tuo sorriso

Pubblicato: 16/09/2012 in I edizione

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Il tuo sorriso è il trionfo dell’amore

In maniera soave ha colpito il mio cuore

Il  tuo sorriso  con dolcezza

Penetra nella  mia anima con delicatezza

Sei bella, hai un angelico viso

Dove Dio ha disegnato il tuo splendido sorriso

Il tuo sguardo è impresso nel mio cuore

Penetra all’interno parlandomi dell’amore

Il tuo sguardo delicato

Con il tuo stupendo sorriso mi hanno conquistato

Sei per  me  speciale, e solo a pensarti

Voglio amarti

Sei cosi serena, ti fai amare

E hai quel sorriso che non potrò mai dimenticare

Dominic Salamone

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