Archivio per la categoria ‘2.6 musica: un mondo nel mondo’

Il vero rap non è altro che la controparte musicale della parola “denuncia”.Poi,il fatto che questo genere sia diventato sinonimo di musica da club,accompagnato da testi inutili e appariscenti,su basi “plasticose”,lo sanno tutti.

E’ discostando questa seconda tipologia di rap,che ora vi parlo di un album che,secondo il mio quanto più oggettivo parere , è una pietra miliare del vero rap:il rap della denuncia sociale.

I Co’sang sono un duo formato da O’Luchè e da ‘Ntò, cresciuti a Marianella, ai confini con Scampia,Piscinola,Chiaiano e Miano. Sono proprio queste zone,che possono essere propriamente detti “ghetti”,che fungono da cornice alle atmosfere del disco, amalgamate ottimamente con le dure voci e i testi taglienti e diretti dei due rappers.

Il disco ,composto di 16 brani,è prodotto interamente da O’Luchè (13 brani) e da O’red (“Nient a’ vedè cu ll’ ati”,”O’ spuorc”,”Try me”).I due rappers dimostrano la loro bravura stilistica e di contenuti in lingua napoletana,il che è ,si, molto diretto e vicino al contesto di cui si parla,ma nello stesso tempo è anche molto lontano dalle orecchie del resto d’ Italia, nonostante siano presenti nel booklet le traduzioni delle canzoni.

All’album partecipano il rapper napoletano Lucariello nella bellissima ” ‘O spuorc”,il rapper giamaicano 2Bad nella cupa e poco ispirata “Underground Faja”,i Fuossera nell’ accattivante “Poesia cruda” e il cantante reggae americano Elementree nel ritornello della ben riuscita “Try me”.

Di spicco senz’altro “Ind ‘o rione”,diventata un pò l’emblema del disco e del duo,in cui all’abilità nel comporre versi si aggiunge la veridicità di ciò che si vede e si vive quotidianamente,rendendo molti altri rappers della scena italiana dei ridicoli attori. Per fare un esempio di un verso di quest’ultima canzone: “Prima impennano poi muoiono e si bruciano ed intanto le nostre rime suonano ci mandano 1. 500 poliziotti in più non fermano nessuno di noi perché la fame urla a petto nudo so che la pace è un’utopia per questo porto la rabbia per strada”.

Altri brani di spicco riguardanti le difficoltà della vita sono senz’altro “Fuje tanno” e “Povere Mmano”.Quest’ultimo dedicato ad un loro amico scomparso prematuramente e in generale a tutti quei ragazzi morti giovani.Come dice nel ritornello :”Non commuoverti, non è un pezzo triste questo è per salutare chi se n’è andato giovane è’ polvere, non è memoria la tocchi ancora con le mani ti aiuta per la vittoria, scorre nelle cose che fai”.
Belle anche la cupa ed aggressiva “Chello ca veco”,l’onirica “Pomeriggio pigro” e la valente “Chi more pe’ mme”. Il ritmo dell’album è spezzato dai skit,che sono vere e proprie registrazioni di una frequenza radio napoletana che ha come scopo quello di far salutare alle famiglie dei detenuti i propri cari in carcere.

Venendo alla conclusione penso che sia uno dei migliori album hip-hop del 2005,capace di portare un pò di ossigeno in una scena ,quella italiana,che rischiava di essere stagnante e viziata.Consiglio a chiunque di ascoltare quest’album,a napoletani e non-napoletani, ad italiani e stranieri.

Alessandro Aliberti

ASCOLTA I CO’SANG

Ind ‘O Rione

O’ Spuorc

Chello Ca veco

Poesia Cruda

Oggi quello della musica elettronica è un genere molto vasto e seguito e, di conseguenza, anche fortemente commercializzato.

Bisogna però sapere che il termine “musica elettronica” è diventato alquanto fuorviante e poco preciso in quanto, col tempo, si sono aggregati ad esso molti generi.

Un termine che è stato inghiottito da questa sorta di Blob è quello di Big Beat, sottogenere della musica elettronica nato negli anni ’90, influenzato fortemente dal rock e dal synth rock. Al Big Beat aggiungiamo la musica techno, il rock e del talento ed ecco sfornato questo grande lavoro dei Prodigy datato 1994.

Ebbene si, era il 1994 quando ai Prodigy, al loro secondo album, si aprono le porte del successo diventando, insieme ai Chemical Brothers e Fatboy Slim, gli artisti della scena Big Beat più famosi ed influenti.

L’album “Music for jilted generation” non è certamente solo un album ben riuscito, esso rappresenta una pietra miliare della musica elettronica, grazie alle sue sonorità cupe e pesanti ed alle sue originali contaminazioni. Ad esempio troviamo “pezzi” notevoli nati dall’ interessante matrimonio tra metal e techno, come l’intrigante “Their Law“, o il formidabile “Voodoo People“, inconfondibile già dai primi secondi per il suo riff di chitarra.
Altro brano di spicco è certamente la cattivissima “Poison“, malizioso miscuglio tra musica elettronica,hip-hop,raggamuffin ed industrial riuscito senz’altro benissimo.
E’ presente anche la sigla del telefilm Fastlane, ovvero la velocissima “Speedway (Theme from Fastlane)” e l’ inno al ballo e alla musica rave “No Good (Start the dance)”.

Nell’album c’è anche spazio per brani meno contaminati ma pur sempre notevoli come “Claustrophobic Sting“,la veloce ed assillante “The Heat (The Energy)” e la martellante “Break & Enter“.

L’album è comunque vario e prodotto con mani sapienti. Forse una pecca è costituita dall’eccessiva lunghezza di alcune tracce che rende quest’ultime troppo ripetitive.

Comunque nel complesso “Music for jilted generation” è un lavoro innovativo ed oggettivamente ben prodotto che ha saputo accogliere sonorità anche molto diverse tra loro, per dopodichè rielaborarle in chiave personale e completamente nuova.

Certamente da ascoltare per chi ama la “musica elettronica”.

Alessandro Aliberti

 

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E’ stata lanciata la nuova rubrica di questo blog che tratterà di musica, curata interamente da Alessandro Aliberti.

La suddetta rubrica tratterà dei più svariati generi musicali, dai più affermati e riconosciuti, a quelli sperimentali, perchè non esiste differenza di generi musicali ma solo di sentimenti ed emozioni che quest’ultimi suscitano in noi.

Alessandro Aliberti