Archivio per la categoria ‘2.1 shiatsu in meditation’

di Giuseppe Annunziata

Comuni disturbi di origine gastrointestinale – nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, meteorismo – possono avere un’eziologia sicuramente da ricercare in eventuali Intolleranze alimentari. La statistica clinica ne riporta un gran numero di casi che, fino a pochi anni fa, venivano riuniti sotto la diagnosi di allergia alimentare o, in mancanza di riscontri di natura biochimica, in sindrome psicosomatica. Malgrado talune manifestazioni organiche (eritemi cutanei, affaticamento muscolare, emicrania) palesassero da tempo un interessamento gastrointestinale o, quantomeno, alimentare, solo nel 1991 l’allergologo Allen P. Kaplan descrisse con esattezza la differenza che intercorre tra allergie ed intolleranze alimentari, indicando quest’ultime come allergie non allergiche, sottolineando l’aspetto patologico di interesse immunologico.

Inutile, ora, soffermarci sulla triste diatriba che esiste, in materia di Intolleranze alimentari, fra gli operatori del settore, più o meno vicini alla visione olistica della Medicina, che non riconoscono in toto tale fenomeno, in quanto non supportato da sufficienti prove di carattere scientifico, nonostante la letteratura clinica abbia riservato un piuttosto ampio capitolo a riguardo.

E’, tuttavia, necessario tener presente che si tratta di un fenomeno in largo sviluppo (circa il 40% della popolazione soffre di intolleranze alimentari o lo sospetta) e, per quel che riguarda la fisiologia, diverso da quello delle allergie.
Le allergie rappresentano il risultato di una risposta immunologica anomala che si verifica dopo che l’organismo sia venuto a contatto con una o più sostanze apparentemente innocue, ingerite od inalate. Si tratta, dunque, di una reazione immuno-mediata, costituita da meccanismi di ipersensibilità immediata. Tale reazione è dovuta alla produzione, da parte dei globuli bianchi, di anticorpi (gamma-globuline ed Immunoglobuline) che, legandosi all’antigene, lo inattivano. Nel caso delle allergie alimentari, le Immunoglobuline coinvolte sono le IgE: queste vengono sintetizzate a seguito della prima ingestione poi, in caso di seconda assunzione, reagiscono in maniera diretta con l’alimento producendo istamina. Il manifestarsi di un’allergia è, quindi, dovuto ad un’anormale capacità di produrre IgE specifiche in presenza di naturali antigeni introdotti in maniera fisiologica. La sintomatologia legata alle allergie è molto variabile e può interessare diversi organi ed apparati: si va da un interessamento della mucosa orale – con orticaria, gonfiore o edema –  alla regione oculare –  con sintomi di congiuntivite, lacrimazione ed edemi palpebrali – ed ancora all’apparato respiratorio – con episodi di asma bronchiale. Il quadro clinico di maggiore importanza è rappresentato dall’anafilassi sistemica manifestata da disturbi gatrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, prurito, orticaria) con successivo interessamento delle vie respiratorie (edema della glottide e laringospasmo); il culmine è il collasso cardiocircolatorio, o shock anafilattico.

Non del tutto differente è il tipo di reazione legata ad un’Intolleranza alimentare. Sicuramente si tratta di una reazione non IgE-mediata della quale non è possibile dimostrare una patogenesi immunologica. Numerosi studi clinici hanno, tuttavia, evidenziato un interessamento del sistema anticorpo-antigene a carico delle IgA. A differenza delle allergie, le Intolleranze alimentari sono dose-dipendente e con eziologia legata ad un aumentato passaggio di macromolecole antigeniche per alterazione della mucosa intestinale, conseguenza di fenomeni di disbiosi con presenza di candidosi nella mucosa del medesimo viscere e, relativo accumulo tossinico a carico di uno o più organi emuntori. In presenza di tale situazione è, quindi, compromesso il sistema immunitario intestinale. Un’ulteriore differenza è rappresentata dalla mancata immediatezza della reazione conseguente all’ingerimento dell’antigene e da una scomparsa dei sintomi nel momento in cui esso viene eliminato.

Le cause dell’insorgenza di intolleranze alimentari sono varie:
– condizioni genetiche (il figlio di due persone con intolleranze alimentari avrà il 40-60% di possibilità di contrarre anch’esso un’intolleranza alimentare);
– sostituzione, durante la prima infanzia, del latte materno con altro latte di origine animale o vegetale;
– svezzamento precoce;
– disturbi della digestione e dell’assorbimento di carboidrati, proteine e lipidi;
– ingestione di alimenti ricchi di ammine vasoattive, come tiramina ed istamina (formaggi fermentati o stagionati, salmone, aringhe, sardine, tonno, acciughe, sgombro, insaccati, fegato di maiale, pomodori, spinaci, bevande fermentate) o liberatori di istamina (pomodori, fragole, crostacei e frutti di mare, albume d’uovo, cioccolato, alcuni tipi di pesce ed alimenti in scatola);
– deficit enzimatici (deficit di lattasi nell’intolleranza al lattosio);
– presenza di sostanze tossiche naturali (aflatossine nei cereali) o aggiunte (coloranti ed additivi);
– effetto farmacologico indesiderato (causato dall’ingerimento di sostanze nervine);
– ipersensibilità a farmaci ed alimenti;
– azione fermentante su alcuni substrati ad opera della flora batterica del colon (vino ed alcolici);
– stress persistente e sensibilità cerebrale.

Nonostante l’eziopatogenesi differente, esiste una correlazione fra Intolleranze alimentari ed allergie. In primo luogo, un sovraccarico alimentare può, dopo lunghi periodi in cui si è sviluppata un’intolleranza, evolversi in allergia; in secondo luogo, le Intolleranze alimentari possono essere fenomeni predittivi dello sviluppo di allergie ad inalanti. (Calkhoven et al. 1991; Kemeny et al. 1991; Hidvegi et al. 2002).

Sia in caso di allergia che di intolleranza alimentare, si verifica una reazione avversa al cibo. Tali reazioni sono classificate in maniera differente da vari autori. L’Accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica classifica le reazioni avverse al cibo in: tossiche (che non dipendono dall’individuo ma dalla dose) e non tossiche (che dipendono dalla suscettibilità individuale e si divisono in Intolleranze ed Allergie).

Le metodologie diagnostiche in uso per determinare la presenza di un’Intolleranza alimentare sono varie e ciascuna di esse sfrutta differenti parametri di valutazione.

  • CITOTEST: si effettua mediante prelievo di un campione di sangue che viene messo a confronto con una serie di sostanze alimentari; al microscopio viene, dunque, valutato il livello di rigonfiamento dei granulociti e classificato secondo quattro livelli di allergia (lieve rigonfiamento, discreto rigonfiamento, notevole rigonfiamento e rottura). Numerosi pareri critici sono stati espressi sul citotest a causa della mancanza di prove scientifiche che ne supportino la validità. Esiste, per altro, un grande dilemma legato al tipo di sostanze utilizzate per la diagnosi: la reazione può essere valutata correttamente solo usando sostanze idrosolubili (caffè zucchero sale ecc.), mentre l’uso di sostanze solide (frumento, formaggio, mais ecc.) o oleose, determina una reazione di rigonfiamento dei globuli bianchi del tutto indipendente dalla presenza di allergia.
  • ALITEST: segue gli stessi principi di svolgimento e parametri di valutazione del citotest.
  • ALCATEST (Antigen Leucocytar Cells Test): successivamente ad un prelievo di sangue venoso vengono messi a confronto due campioni: uno posto a contatto con gli estratti alimentari, l’altro non esposto a tale contatto ed utilizzato come campione di controllo. I campioni vengono, quindi, analizzati per identificare alcuni parametri fondamentali – numero di granulociti e neutrofili, dimensioni cellulari e curve di distribuzione dimensionale – ed i grafici di tali dati confrontati per sovrapposizione. Un adeguato software, dunque, identificherà le reazioni con ciascun alimento classificandole in quattro categorie: alimenti non reattivi, alimenti con reazione moderata, alimenti con reazione grave ed alimenti con reazione estrema.
  • TEST KINESIOLOGICO: il fondatore della kinesiologia applicata è stato il Chiropratico George Joseph Goodheart Jr. che sperimentò il test muscolare, messo, poi, a punto dal Dr. Kendall. Il test muscolare, che consente di valutare la risposta del sistema nervoso della persona a fronte di differenti fattori di tipo strutturale, biochimico, emozionale ed energetico, è considerato il codice per comunicare al corpo, senza la mediazione della mente. Il paziente viene messo a contatto con estratti degli alimenti (attraverso contatto diretto con fiale che lo contengono o somministrazione sublinguale) e successivamente se ne valuta il tono muscolare: cali di forza od indebolimento muscolare suggeriscono la presenza di un’Intolleranza alimentare.
  • DRIA TEST: rappresenta una variante del test Kinesiologico, nel quale la forza muscolare è rilevata da un computer mediante sensori collegati al paziente.
  • VEGA TEST: test di bio-risonanza dove il paziente entra in contatto con delle fiale test attraverso un macchinario che ne identifica un eventuale intolleranza o sovraccarico.
  • E.A.V. (Elettro-agopuntura secondo Voll): test di bio-risonanza che effettua misurazioni elettrofisiche in specifici punti di Agopuntura dislocati su mani e piedi. Le frequenze degli alimenti sono già memorizzate nel software. Secondo le teorie della fisio-bio-cibernetica, se si lascia passare attraverso un meridiano di Agopuntura una determinata corrente a bassissima tensione, questa deve entrare ed uscire invariata: il rilevamento di un indice di caduta suggerisce  la presenza di un «ostacolo» lungo il decorso del meridiano, quindi, un probabile difetto bio-energetico a carico dell’organo interessato. A questo punto, dunque, prendendo in considerazione quanto detto dal Prof. Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, il quale sostiene che ogni evento fisico precede sempre un evento chimico, non risulta impensabile sostenere che una suddetta caduta di energia suggerisca una prossima insorgenza di disturbi organici a carico dello stesso organo, magari ancora non evidenziati da relativi esami biochimici.

Dall’esito del test, qualunque esso sia, si evince che, nella stragrande maggioranza dei casi, il sovraccarico è causato dagli alimenti che si assumono abitualmente. Questo perché tali alimenti provocano uno stato di momentaneo malessere, non così evidente da causare un rifiuto, ma tale da giustificare un rilascio di endorfine, le quali, a loro volta, creano uno stato di apparente benessere, pertanto l’organismo richiede tale cibo per produrre queste molecole analgesiche.

Gli alimenti risultati positivi al test, che sono, quindi, causa di intolleranza, vanno momentaneamente sospesi dall’alimentazione (per un periodo variabile a seconda dell’intensità del sovraccarico, ma, in ogni modo, non superiore ad uno o due mesi) e poi reintegrati con una dieta a rotazione. In questo modo, l’organismo subirà una desensibilizzazione a tali alimenti. Questo metodo si riallaccia al concetto di terapia omeopatica. La sospensione di tali alimenti può, talvolta, provocare disturbi come cefalea, stanchezza, nausea o vomito. Questo status, che può protrarsi per 2 o 3 giorni, è causato proprio dal mancato rilascio di endorfine.
Uno studio austriaco, pubblicato nel 2007 su International Journal of Obesity, ha messo il luce un importante interessamento del fenomeno delle intolleranze alimentari sulle cause di obesità, malattia cronica associata ad un’infiammazione di basso grado e ad una crescente presenza di macrofagi nel tessuto adiposo (ATM). Le intolleranze alimentari sono responsabili dell’insorgenza di questi processi infiammatori che, a loro volta, inducono ad insulino resistenza per interferenza degli ATM con gli adipociti. Eliminando gli alimenti causa di tale intolleranza, si ottiene una riduzione dell’infiammazione, il ché permette, oltre al conseguente dimagrimento, un miglioramento dei disturbi totali ad essa correlati. Modulando l’infiammazione, quindi, si interviene anche sul metabolismo. In questo modo, il paziente dimagrirà non per riduzione della quantità di cibo assunto, ma per ottimizzazione del proprio metabolismo.
Le Intolleranze alimentari possono essere causa, come visto prima, di disturbi gastrointestinali e metabolici (diabete, dismetabolismi, iper/ipotiroidismo, sovrappeso, obesità, cellulite, colon irritabile, meteorismo, costipazione, diarrea) o non strettamente legati all’apparato digerente (allergie, asma, rinite; cefalee, emicranie, nevralgie; micosi, candidosi; disturbi del ciclo mestruale, perdite vaginali; aritmie cardiache, palpitazioni, ipertensione; disturbi del comportamento, depressione, insonnia, crisi di panico; artrite reumatoide, artrite; acne, eczema, orticaria, psoriasi; condizioni genetiche). Fattori aggravanti possono essere: terapie farmacologiche (cortisone, antibiotici, antinfiammatori); interventi chirurgici; inquinamento ambientale; frode alimentare; OGM. Ciò che è importante sottolineare, è che la relazione fra patologia ed intolleranza è probabilistica, nel senso che la patologia può dipendere dall’intolleranza, ma non dipende necessariamente da essa.

(tratto da: Tesi per Master in Fitoterapia ed Erboristeria “Approccio olistico alle Intolleranze alimentari” – candidato Giuseppe Annunziata)

(fonte foto: web)

 

Annunci

La trasformazione in Uomo Reale

L’antica sapienza dell’India così parla dell’Uno nelle Upanishad:
<<Si guardò intorno e nulla vide di diverso da se medesimo “QUESTO SONO IO”, furono le prime parole che pronunciò. Egli ebbe paura. Perciò ha paura chi è solo. Ma poi pensò “Di chi dunque ho paura, se nulla vi è all’infuori di me”. Quindi gli passò la paura. Egli non era contento. Perciò non è contento chi è solo. Egli sentì il desiderio di un altro.
La sua grossezza era allora quella di un uomo e di una donna abbracciati. Egli si scisse in due parti. Così ebbero origine il Principio Maschile ed il Principio Femminile>> .

Nella cultura cinese l’Uno si identifica con il Dao. La più chiara definizione del Dao ci viene da Lao Tze: << Il Dao produce l’Uno.L’Uno produce il due (Yin Yang).Il due si manifesta come tre.Il tre produce i diecimila esseri>>.

Quindi la manifestazione,il tre,è possibile solo se l’energia dell’Uno si trasforma in due : Yin Yang,le due forze complementari ed opposte che permettono l’apparizione della vita.

Ogni manifestazione della realtà,compreso l’essere umano, è determinata dalla contemporanea e contestuale presenza di queste due forze (yin yang).

Non esistono yin e yang assoluti.

La Creazione si manifesta continuamente attraverso il Principio Maschile (Volontà), attivo, centrifugo, ed il Principio Femminile (Intelligenza), passivo, centripeto. L’agire e l’accogliere, interagenti in ogni individuo.

L’uomo e la donna evolvono attraverso la comprensione, la consapevolezza e la manifestazione armonica di entrambi i Principi all’interno di sé, tramite l’esperienza esterna della relazione, ossia nel rapporto di coppia.

In questo mondo, nel quale viviamo e siamo, l’uomo contemporaneo esprime energie femminili distorte faticando a manifestare energia maschile, mentre la donna esterna energie maschili distorte con relativa carenza per quello che riguarda le energie femminili: ma cosa significa in pratica? Le donne prendono troppe decisioni (che non spetterebbero a loro) ed è per questo che sono così tese, così nervose… Altresì gli uomini sono così remissivi, sempre stanchi… e non è cosa buona, tutt’altro…

Non si tratta di un problema di identificazione nei ruoli di vittima e/o carnefice, illusione alquanto diffusa. Nessun essere umano è indifeso rispetto ad influenze e/o poteri esterni, ma lo è relativamente alle parti della sua coscienza frazionate, disarmoniche, non ancora riconosciute, accolte e trasformate.

In questo mondo non c’è più rispetto per l’uomo né per la donna, a partire da noi stessi.

Quello che possiamo cercare di sviluppare, costruire e comprendere è il ruolo di un uomo che sia uomo e di una donna che sia donna, in grado di rapportarsi nel modo più costruttivo e armonico possibile.

L’uomo e la donna evolvono attraverso la comprensione, la consapevolezza e la manifestazione armonica di entrambi i Principi all’interno di sé, tramite l’esperienza esterna della relazione, ossia nel rapporto di coppia.

Ora, nella misura in cui nella coscienza dell’essere umano albergano odio, ostilità, repulsione, etc., non importa se a livello plateale o mascherato, il principio maschile attraverso la volontà produce distruttività, nell’uomo come nella donna. Si tratta della cosiddetta distorsione del potere connotata dall’aggressività in tutte le sue forme, gradazioni e degradazioni, più o meno manifesta, ma comunque produttiva di effetti. Il rifiuto di assumersi le proprie responsabilità riguarda invece il principio femminile nella dimensione in cui l’attitudine all’accoglienza ed alla arrendevolezza non sono motivate da intelligenza e fiducia nella vita, ma dalle paure e dalle insicurezze; parliamo allora di distorsione dell’amore con una comportamentalità connessa alla sottomissione, anche qui con infinite dinamiche e modalità, in entrambi i sessi.

Abituiamoci allora a considerare consapevolmente che il comportamento è originato non dalle maschere, che fungono da protezione, ma da ciò che sta sotto ad esse. Quindi i reali moventi rappresentano le cause, per lo più non riconosciute (mascherate), che generano i relativi effetti, per forza di cose, sgraditi (“l’ignoranza è la fonte della sofferenza” afferma il Buddha). È necessario quindi disattivare le radici di questi processi per acquisire la capacità di un utilizzo creativo ed armonico della volontà facendosi carico delle proprie responsabilità. E ciò è direttamente proporzionale ad una crescente innocuità che è presenza attiva e gioiosa, utile alla vita. La vera spiritualità sta nel divenire uomini e donne più completi, in fin dei conti, ed è per questo che l’evoluzione passa anche attraverso la ricerca di relazioni di tipo più avanzato. Essere, o meglio, divenire forti e al contempo responsabili non è un optional, ma l’obiettivo dell’esistenza stessa: l’uomo e la donna perfetti che consentono l’adombramento dell’Anima sulla personalità, una possibilità tangibile oggi.

L’uomo deve imparare ad armonizzare il principio femminile in sé, se vuole attivare costruttivamente quello maschile, e la donna deve attivare quello maschile per arrendersi a quello femminile: una straordinaria complementarietà. In altre parole, la relazione può essere veramente gratificante nella misura in cui all’interno di ognuno dei partners il maschile ed il femminile interagiscono in armonia. Si trasla dalla contrapposizione e dal conflitto all’unione e alla integrazione delle coscienze frazionate e fratturate. Quando i due Principi si riconciliano, le due forze apparentemente opposte si protendono verso una sola meta, la manifestazione dell’Amore, dentro e fuori di noi.

Sia gli uomini che le donne, dunque, attraverso la relazione, devono riconoscere, purificare, trasmutare l’aggressività del potere basata sull’egoismo nonché imparare ad assumersi le proprie responsabilità sciogliendo le dipendenze. Molto più “comodo”, certo, addossare la colpa della propria insoddisfazione, frustrazione, a questo o a quello e soprattutto all’altro, ma il disagio “stranamente” ritorna…

All’interno del singolo individuo poi i due principi si compensano vicendevolmente nelle distorsioni, in quanto, pur nella necessaria imperfezione, ci deve sempre essere un equilibrio (nello squilibrio); laddove si manifesta iperattività in certe aree del polo maschile, parallelamente si svilupperà un’eccessiva passività in altre aree del polo femminile e/o viceversa, non si sfugge. Considerati i due Principi e le loro implicazioni, potremmo dire che qualunque problematica è connessa in qualche modo con la nostra virilità e/o con la nostra femminilità, semplicemente perché la creazione funziona in questo modo: ad unum convergere, in sanscrito yoga.

Divenire, maschile, volontario, ed Essere, femminile, involontario.

Quindi, quando si afferma che la donna oggi esprime energie maschili distorte si intende una manifestazione di tagliente aggressività molto diffusa, a danno di una difficoltà ad esprimere dolcezza ed accoglienza mentre dall’altra parte l’uomo cede il passo ad una passiva mansuetudine che non esprime certo la volizione, unitamente alla temperanza, che dovrebbero caratterizzarlo. Questo a causa delle reiterate erronee interpretazioni ed applicazioni di superiorità maschile ed inferiorità femminile. Il movimento storico che ha visto la donna affrancarsi da una condizione esteriore di sfruttamento e oppressione ha avuto come successivo sviluppo la ricerca da parte della donna di un’identità diversa, ma con la tipica aggressività distorta del maschile, che non ha certo favorito l’espressione delle sue qualità e potenzialità interiori. L’uomo, sentendosi aggredito, ha reagito di conseguenza.

Assistiamo quindi ad una compensazione disarmonica delle energie maschili e femminili dentro e fuori ognuno dei partners attraverso un’inversione dei ruoli. Ovviamente questa è una delle tante modalità possibili presa ad esempio. L’opposizione dinamica tra uomo e donna tiene conto degli elementi dell’uno e dell’altro, giorno dopo giorno, favorendo sintesi e armonia tra mascolinità e femminilità, anche individualmente. Prevale invece largamente la sola opposizione, reiterata, cristallizzata, nella miopia della personalità avida: “Devo essere amato come dico io…”.

Tutti, indistintamente, cercano amore, per come possono, ma invece di fare la propria parte, si pretende dagli altri, dall’altro, perché ci è dovuto, e l’altro, nella misura in cui disattende alle pretese-aspettative, diviene il nemico, l’avversario.

Il nodo poi alla fine qual è? Il bisogno di affermarsi, che include la competizione, la prevaricazione, quando da sempre l’obiettivo unico ed imprescindibile è imparare ad amare. Occorre riconoscere il piacere legato al male; il male è distorsione (momentanea) del bene e quindi anche del piacere. E c’è anche piacere, purtroppo, nell’allontanare, nel respingere, nel castrare, nel soffocare l’altro. Riconoscere l’altro, dunque, calarsi nei suoi panni, togliere attenzione da sé, consente progressivamente di esprimere qualcosa di diverso. Maggiore virilità, maggiore femminilità; stare lì, dunque, non scappare di fronte alle difficoltà, non tradire, ma congiungere, unire, attraverso la presenza, la comprensione, l’azione; sanare le fratture, attraverso l’altro, con l’altro, dentro di noi, maschile e femminile, e fuori di noi, cosi è. Non è fuggendo che si sanano le ferite; invece di recriminare, si dovrebbe accogliere; l’illusione del male è la facilità, la linea di minor resistenza, è pretendere tutto senza dare nulla. E da dove si parte? L’insoddisfazione è la molla. L’umana specie è caratterizzata dall’impossibilità dell’unione perché la coscienza ancora si ribella. E del resto se non ci fosse la sofferenza chi si preoccuperebbe di crescere, di migliorare?

Invece di pretendere di cambiare gli altri, bisogna tornare a sé, alle cose che gli altri ci fanno vedere che  sono in noi e che dobbiamo cambiare. In particolare, la relazione (quanto più stretta tanto meglio) offre la possibilità di risolvere quei legami, di comprenderli per armonizzarli, consente di integrare, unire (dentro ognuno di noi in primis). Ricordiamoci che finché c’è conflitto, c’è del non risolto.

Dove vi è limite, restrizione, ignoranza, generanti sofferenza e quindi lamentela e recriminazione, non possono manifestarsi il buono, il bello, il vero.

Allora prendiamo l’iceberg dalla punta visibile e penetriamo quel limite e quella restrizione che sono in noi, cercando di superarli.

In realtà la donna, per avere fiducia, deve avere al suo fianco un uomo “vero”, e lui per potere agire deliberatamente e creativamente deve avere una donna responsabile e accogliente. Dobbiamo crescere come grandi uomini, grandi donne, nel modo di essere, amare, sapere, recuperando il nostro ruolo e perseguendo così la realizzazione della nostra reale identità.

Quanto più si è liberi, tanto più si è compassionevoli. La castrazione tipica delle relazioni è la paura di mostrare la vitalità, la sensualità e l’erotismo reciproci. Ci si fa un gran male a vicenda. E invece bisogna ritrovare il piacere del gioco, della vita, dell’incontro. Vogliamo fare in modo che sia il piacere l’obiettivo, e non la sofferenza. La recriminazione respinge e alimenta la distorsione anche nel partner, altro che stimolo al cambiamento… Dal disprezzo bisogna passare all’apprezzamento ed evitare il disprezzo a tutti i costi.

Noi, che ci lamentiamo tanto di chi abbiamo vicino, se fossimo un po’ più solerti (e soprattutto disponibili), capiremmo che l’altro ci fa vedere il maschile e il femminile in noi, e allora forse quella lamentela ci potrebbe ricondurre alle radici del nostro odio e guidarci nel percorso inverso e quindi all’umiltà, al desiderio di comprendere, alla capacità di amare.

Sussistono, a tutto ciò, vie di fuga molto diffuse e praticate, in particolare l’isolamento e il tradimento, comunque sfaccettature dello stesso aspetto:

IL NON VOLER ESSERCI.

Ma per “esserci” devi diventare CONSAPEVOLE.

E le vie che portano alla “consapevolezza” sono infinite.

Nessuna è migliore dell’altra.

Devi soltanto trovare il coraggio, in te, di individuarla e percorrerla.

Perché è il solo modo per determinare il proprio sviluppo interiore,per trascendere l’ordinarietà,per comprendere chi sei,cosa vuoi,dove vai…

E’ l’unica strada che porta alla tua “realizzazione” :

LA TRASFORMAZIONE IN “UOMO REALE”

L’uomo “reale” è colui che decide di staccarsi dalla “ordinarietà dell’Essere”. L’uomo ordinario è caratterizzato da una falsa personalità formatasi nel corso della sua esistenza dalle influenze che riceve dall’esterno: famiglia, educazione, società, religione etc.  Questa falsa personalità consente all’uomo di vivere esclusivamente in maniera meccanica, come un automa.

Noi riteniamo di essere la “personalità” che ci costituisce. Ma essa è fatta da funzioni che col tempo sono state forgiate nel crogiuolo della società, della religione, famiglia, educazione etc.

L’uomo ordinario medio è uno schiavo incosciente interamente asservito a disegni di origine universale estranei alla propria individualità. Può restare tutta la vita così come è nato e come è stato formato, sotto l’azione di influenze di ogni tipo, poi come tale, dopo la morte, essere distrutto per sempre. Al tempo stesso ha una possibilità di liberarsi attraverso un percorso evolutivo che consiste in un “lavoro su se stessi” che si articola sulla simultaneità di azione sul corpo emozionale, sul corpo fisico e sul corpo mentale.

Il lavoro sul corpo emozionale

Le influenze esterne governano le funzioni del corpo fisico dell’uomo ordinario, le quali incideranno su tutte le altre funzioni: l’uomo ordinario, infatti, avrà un mondo interiore emotivo (corpo emozionale) estremamente vulnerabile, preda di manifestazioni negative provenienti dall’esterno. Le emozioni negative  non hanno di per sé un centro reale che le produce, non possono essere prodotte da cause esterne, esistono perché le accettiamo, le giustifichiamo, attribuendole a cose esterne.

<<…non esiste assolutamente una sola ragione inevitabile per cui l’azione di qualcun altro o qualche circostanza debba produrre un’emozione negativa in me! È soltanto la mia debolezza. Nessun’emozione negativa può essere prodotta da cause esteriori se noi non lo vogliamo. Abbiamo emozioni negative perché le permettiamo, le giustifichiamo, le spieghiamo con cause esterne e in tal modo non lottiamo contro di esse. Bisogna smettere di concepire che qualcuno possa avere potere sul nostro stato emozionale! >>

L’uomo “reale” prende coscienza dell’importanza estrema che assume la “non espressione delle emozioni negative”, sul suo percorso evolutivo. La non espressione delle emozioni negative non corrisponde alla loro soppressione, ma consiste nel trovare le ragioni, nel pensare correttamente, perché l’espressione delle emozioni negative è sempre basata sul pensiero erroneo, sull’ “identificazione” che è una manifestazione di tal pensiero. Quindi il controllo delle emozioni è un processo mentale. Tutte le possibilità di sviluppo evolutivo sono contenute nel vincere e trasformare le emozioni negative.

<<dobbiamo smettere di reagire interiormente! >>

Il lavoro sul corpo mentale

Il lavoro sul corpo mentale è il lavoro sull’intelletto: pensare in maniera nuova, positiva, creare un pensiero corretto permanente, creare nuovi punti di vista, distruggere le illusioni. La mente dell’uomo è continuamente impegnata in pensieri incontrollati. Il lavoro consiste nel cercare di esercitare un controllo su di essi che a sua volta determinerà il controllo su altri aspetti della vita (emozioni, azioni, movimenti incontrollati, etc.). La mente va focalizzata sugli scopi che spingono l’uomo a “lavorare”. Se l’uomo ricorda il suo scopo, ci pensa, trova un numero sempre maggiore di ragioni, la sua volontà si muoverà in un’unica direzione e sarà più forte.

<<… dobbiamo creare un centro di gravità permanente >>

Ciò avviene quando il “lavoro” occupa il posto principale nella vita. Se le cose sono semplici non vi è attrito, se ci sono ostacoli al “lavoro” ci sarà attrito. Bisogna scoprire cosa ostacola il lavoro e lottare, bisogna sforzarsi e lo sforzo sarà la “moneta” che pagheremo, perché se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo “pagare”, perché questo crea energia.

<<si ottiene in proporzione di quanto si è disposti a pagare.>>

Il lavoro sul corpo fisico

Il cambiamento del proprio stato di consapevolezza presuppone anche un’azione sul corpo.

I centri intellettuale, emozionale, motorio, lavorano in un uomo ordinario sempre simultaneamente, sono interdipendenti: cioè un certo tipo di pensiero è inevitabilmente legato ad un particolare tipo di emozione (o stato d’animo), ed ad un certo movimento (o postura). Quindi un certo tipo di emozione fa scattare dei movimenti o determinai pensieri, così un certo tipo di movimento ( o posizione del corpo) fa sorgere emozioni determinate, stati d’animo particolari. Spesso le possibilità di far “lavorare” in modo nuovo i centri consiste col cominciare con il centro motore, cioè con il corpo. I movimenti e le pose controllano la forma del pensiero e la forma del sentimento, così come il tipo di movimento e le pose sono legati a determinate forme d pensiero e sentimento. Tutte le pose motrici, intellettuali ed emozionali sono collegate tra loro, dipendono le une dalle altre. L’automatismo dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti corrisponde esattamente all’automatismo dei nostri movimenti. Ognuno di questi automatismi non può essere cambiato senza cambiare gli altri.

Ma il lavoro sul corpo fisico si concretizza soprattutto nella realizzazione di una condizione di rilassamento.

Osho ci trasmette che: << …l’osservazione distaccata e consapevole distrugge la mente.Devi semplicemente rilassarti in qualsiasi cosa sei e vedere semplicemente ciò che è,senza alcuna interferenza della mente,cioè senza alcuna interpretazione di ciò che vedi o vivi…>>.

Si diceva,sopra,che  “le vie che portano alla consapevolezza sono infinite”.

Percorrendo una di queste “vie”,la mia via,il mio sentiero di ricerca e di realizzazione,ho trovato sui miei passi qualcosa che apparentemente sembrava un ostacolo,ma che poi,lo stesso stato di rilassamento acquisito,rafforzando in me la sensazione di “io sono qui ed ora”,si è rivelato uno strumento essenziale per la mia “crescita” :

La OSHO DIVINE HEALING ARTS

Dott. Michele Annunziata

 

 

Dopo il grande successo riscosso dall’innovativa “Dieta della Luna”, proposta su questo sito dal Dott. Michele Annunziata, il piano alimentare che tiene conto dell’influenza delle fasi lunari, torna anche per il 2011.

A seguito delle richieste di molte lettrici, il Dott. Annunziata ha reso possibile la dieta anche per questo nuovo anno.

Completa ed esplicativa come sempre, e corredata di una piccola introduzione, nonché del piano alimentare giorno per giorno,  la nuova “Dieta della Luna 2011” sarà disponibile su richiesta contattando il Dott. Annunziata all’indirizzo e-mail: animama@libero.it oppure lasciando un commento a questa pagina.

Richiedete la nuova “Dieta della Luna 2011” e riscoprite un nuovo approccio al cibo.

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK

Iscriviti al gruppo di Living on Air Magazine o alla pagina fan

LA REDAZIONE

 

CIAO A TUTTI,

CI TENEVO A RINGRAZIARE TUTTI I LETTORI CHE CI HANNO SCRITTO PER AVERE LA DIETA DELLA LUNA DEL Dott. Annunziata. INNOVATIVA ED EFFICACE HA COLTO L’ATTENZIONE DI MOLTI AMICI CHE CI TENEVANO AD AVERE QUESTO PIANO ALIMENTARE CHE RISPETTA LA LUNA.

DI SEGUITO RIPORTERO’, IN ORDINE CRONOLOGICO, I PRIMI COMMENTI INVIATI PER RICEVERE LA DIETA, COSI’ DA PERMETTERE ANCHE AD ALTRI AMICI DI SCRIVERE IL LORO DESIDERIO DI PROVARLA O LA LORO PERSONALE ESPERIENZA.

GRAZIE PER ESSERCI VICINO.

BUONA VITA E BUON 2011 A TUTTI.

LA REDAZIONE
Giuseppe Annunziata

COMMENTI

luigia scrive:

Visti i buoni risultati ottenuti,con questa dieta, negli ultimi tre mesi ,sarei felicissima di avere la versione per il 2011.
Grazie e auguri di buon anno!
Luigia

Grazie Luigia,
giro la tua richiesta al Dott. Annunziata e ti faccio inviare da lui stesso la Dieta della Luna 2011.

Grazie per averci scelto e grazie per la tua testimonianza!

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

Arianna scrive:

ho trovato oggi questo post facendo una ricerca sulle fasi lunari, vorrei provare anch’io :)
Grazie mille

Ciao Arianna,
come per l’amica Luigia, anche per te giro la tua richiesta al Dott. Annunziata e ti faccio inviare la Dieta della Luna 2011.

Poi ci fai sapere come è andata :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

Roberta scrive:

Questa dieta mi ha incuriosita e vorrei provarla. Grazie mille!!!

Ciao Roberta,
ti ringrazio innanzitutto per esserti iscritta al nostro giornale. Adesso girerò la tua mail al Dott. Annunziata e lui ti invierà la Dieta della Luna 2011.

Mi auguro che possa piacerti :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

angela scrive:

Ho qualche chilo in più e sono incuriosita da questa dieta. Mi piacerebbe provarla. Angela

Ciao Angela,
io seguo questa dieta da ormai un annetto e ti assicuro che una volta provata non l’abbandonerai più :)

Come per le altre amiche, giro la tua mail al Dott. Annunziata e lui stesso ti invierà la Dieta della Luna 2011.

Fra qualche mesetto, però, facci sapere come sei trovata :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

Lorena scrive:

Vorrei provare la dieta della luna 2011. E’ possibile provarla?

Ciao Lorena,
certo che puoi provare la Dieta della Luna 2011.

A breve riceverai una e-mail dal Dott. Annunziata con allegato la Dieta.

Facci sapere poi eh :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

Mariasilvia scrive:

Questa dieta mi affascina molto! Sono in sovrappeso di circa 10 chili e come molti farò il proposito di mettermi in forma! Posso avere questa dieta?

Ciao Mariasilvia,
bhe bisogna dire che 10 chili in più non sono poi così tanti e difficili da perdere.

Credo che la Dieta della Luna 2011 potrà esserti molto d’aiuto :)

In pochi giorni riceverai la tua dieta dal Dott. Annunziata.

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

paola scrive:

ciao vorrei provare anch’io questa dieta!!
potreste mandarla anche a me??
grazie

Ciao Paola,
certamente! In pochi giorni ti sarà inviata via mail dal Dott. Annunziata.

Grazie per averci letto e Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

mari scrive:

ho un sovrappeso di 8 kg e mi piacerebbe provare questa dieta!
grazie,
m.

Ciao Mari,
come avrai potuto vedere dai messaggi delle altre amiche, adesso invierò la tua richiesta al Dott. Annunziata che provvederà a spedirti via mail la Dieta della Luna 2011.

Poi facci sapere se li hai persi questi kili :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

fede scrive:

Salve
vorrei provare anche io la dieta della luna..

Ciao Fede,
sono felicissimo di poter far provare anche a te questo spettacolare piano alimentare :)

Buon 2011
Giuseppe Annunziata

***

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Correlazioni tra centri energetici, ghiandole endocrine, meridiani di agopuntura, Fiori di Bach, colori,  profumi, emozioni, pensieri…

Il corpo umano è rappresentato come un insieme di corpi energetici,ognuno dei quali avvolge come un involucro quello sottostante. Il corpo fisico è il corpo più interno caratterizzato da un livello energetico o vibrazionale più basso degli altri,è una condensazione sul piano fisico dei corpi energetici superiori:corpo eterico,emozionale,mentale,spirituale.

Questi corpi sono profondamente interconnessi tra di loro e uno squilibrio energetico che colpisce uno di essi si riflette su quello sottostante.

I corpi sono attraversati ed interconnessi da due strutture energetiche:le Nadi e i Chakra.

Le nadi,o canali energetici,o meridiani,o condotti supersottili,nascono da Kanda,situato nel perineo,tra ano ed organo genitale. In essi fluisce l’energia vitale. Sono in numero di 72.000.

I 3 principali sono: Ida,Pingala e Sushumna.

Pingala contiene l’energia solare,narice e catena latero-vertebrale destra.

Ida contiene l’energia lunare,narice e catena latero-vertebrale sinistra.

Sushumna è nel midollo spinale,contiene la Kundalini,quando questa è risvegliata.

Questi canali energetici si intersecano in punti particolari,chakra.

Essi sono dei centri in cui si concentra maggiormente l’energia del corpo eterico.

Sono dei ponti con le varie dimensioni o mondi ultravisibili.

Fungono da ponti di trasmissione dell’energia da e verso  l’interno del corpo.

Ogni chakra presiede alla funzionalità di un certo numero di organi corrispondenti.

Il cattivo funzionamento di un chakra,cioè la sua eccessiva chiusura o apertura,produce uno squilibrio energetico nei vari corpi sottili e di conseguenza nei corrispondenti organi del corpo fisico.

A seconda di quale centro è maggiormente attivo, l’energia che scorre in noi viene diretta in diverse zone del nostro essere e ha un diverso effetto corrispondente.

I principali chakra sono 7,ed a ciascuno corrisponde una ghiandola endocrina,la quale funge da ponte tra il livello o corpo emozionale e quello fisico.

Infatti il corpo eterico assorbe le energie del corpo astrale (emozionale),e le trasferisce al corpo fisico.

Così le emozioni vengono utilizzate,spesso inconsapevolmente,per ottenere un effetto sul corpo fisico.

Ciò avviene attraverso la secrezione di ormoni da parte delle stesse ghiandole correlate ai chakra.

L’equilibrio dei chakra dipende quindi dall’equilibrio del corpo astrale.

Secondo Dietmar Kramer:

I chakra sono situati sulla superficie del corpo eterico. Sarebbero situati sulla parte anteriore del corpo,mentre,sulla parte posteriore del corpo,le corrispondenti proiezioni di ciascun chakra,rappresenterebbero i punti d’uscita.

Vi sono altri chakra secondari,i più importanti dei quali sarebbero localizzati nelle mani e nei piedi,dove svolgerebbero un ruolo determinante nella Magnetoterapia e nel Reiki.

Dietmar Krame

Dietmar Krame

Esistono centri di energia,chakra,su vari livelli,ma nella maggior parte dei casi col termine chakra si intendono i centri eterici situati sulla superficie del corpo eterico.

I chakra raccolgono le vibrazioni che sono in grado di assorbire dal piano sul quale si trovano. Quindi i cosiddetti chakra eterici,situati sulla superficie del corpo eterico,assorbono le vibrazioni dal piano superiore,che è quello astrale,e le trasmettono all’interno del corpo.

Ma questo avviene anche per la sfera astrale dell’ambiente che ci circonda,assorbiamo cioè anche le vibrazioni degli altri,positive o negative che possono essere.

I chakra collocati sul corpo astrale assorbono le vibrazioni dalla sfera mentale,e quelli che si trovano sul corpo mentale,assorbono vibrazioni provenienti da un piano di materia ancora più fine,la sfera causale (spirituale).

Le vibrazioni raccolte dai chakra sono necessarie alla costruzione di sentimenti,pensieri e processi interiori,alla costruzione dei nostri processi psichici.

Per mezzo dei chakra,attraverso la secrezione di ormoni,le vibrazioni del piano astrale,diventano emozioni,sentimenti,psiche, nel corpo fisico.

Quindi l’energia assorbita dai chakra è diversa dall’energia che serve a mantenere il corpo fisico. Questa energia,che in India è il Prana,ed in Cina il Qi,è assorbita dai meridiani (dell’agopuntura cinese),dall’aria e dagli alimenti. Questo tipo di energia è collegata all’elettricità ed al magnetismo.

E’ possibile,attraverso particolari tecniche respiratorie caricare i chakra di energia prana.

Attraverso i punti d’uscita viene espulso il materiale non necessario.

Un’altra funzione dei chakra è quella,quali organi di comando, di sorvegliare il meccanismo di controllo sulle energie che circolano nei meridiani dell’agopuntura.

Il chakra sulla parte anteriore del corpo è sempre in relazione con un meridiano yin.

Il 1° chakra è in relazione col meridiano Rene,il quale,nel Ciclo dei Mutamenti o ciclo di controllo,è in relazione col meridiano yang dell’elemento Terra,cioè il meridiano stomaco.

Quindi il 1° chakra,sul piano energetico,controlla i meridiani di Rn e ST.

In questa visione,ogni chakra,oltre ad avere relazioni con i meridiani,ha relazioni con i binari dei Fiori di Bach ad essi correlati: così il 1° chakra ha relazioni coi M.Rn e St, con i Binari di Mimulus e Gentian,e col Fiore Elm (che è il fiore relativo al meridiano yin,nel trattamento con binari interi).

Secondo la Dottrina segreta di Elena Petrowna Blavatsky:

il corpo eterico dell’uomo è un frammento del corpo eterico planetario e solare,e lo collega direttamente ai campi superiori Eterico-cosmici.

Il corpo eterico separa l’uomo “denso” dai piani sottili,a partire da quello astrale.

Elena Petrowna Blavatsky

Elena Petrowna Blavatsky

Sul corpo eterico sono posti 77 punti nevralgici di energia fremente,esattamente là,ove l’energia del più vasto blocco planetario vi si unisce,per determinare le funzioni vitali alla biologia organica.

La più o meno avanzata evoluzione dell’uomo fa sì che i chakras siano sopiti,appena risvegliati,o addirittura splendenti e quindi portatori dei relativi poteri occulti innati,che da essi derivano.

Nei nadis circola l’essenza vitale dell’ampio Tutto,cioè il Prana.

Il corpo eterico si manifesta nella materialità dell’organicità in questo modo:

i nadis si oggettivano nella complessità del sistema nervoso;il prana nella corrente sanguigna;ognuno dei 7 chakra principali si esprime materialmente in una ghiandola endocrina.

Il rapporto tra i chakras e i 3 corpi sottili dell’uomo,influenza la secrezione degli ormoni,i quali,attraverso il sangue,raggiungono il sistema nervoso e l’organico,permettendo all’uomo di manifestarsi nel mondo sia come un genio,sia come idiota.

I chakra determinano il nostro stato di coscienza.

I chakra pongono in relazione l’uomo,da un lato, con i suoi piani più sottili e con l’Universo,

dall’altro,l’uomo con il suo piano più materiale e con la Terra.

Il blocco o l’insufficienza energetica nei chakra provoca disordini nel corpo,nella mente e nello spirito.

Se i chakra superiori si sono sviluppati maggiormente rispetto a quelli inferiori,si avrà la sensazione d’essere “fuori dal mondo”,vivendo profondamente un senso d’estraneità e di solitudine assoluta e senza speranza.

Relazioni tra i singoli chakra

Ogni cosa in natura tende ad associarsi al proprio contrario:luce/buio;yin/yang,ecc.

I due opposti si completano a vicenda.

Anche i colori hanno un opposto o complementare:

rosso->verde

arancio->blu

giallo->viola

Queste corrispondenze consentono di mettere in relazione il 1° chakra (rosso) col 4°(verde):le forti passioni e l’aggressività del “rosso” sono stemprate dall’amore che deriva dall’apertura del cuore.

Quindi avremo che il 1° dei 3 inferiori è in relazione col 1° dei 3 superiori,e così via.

1°->4°

2°->5°

3°->6°

4°->7°

1°  chakra,chiamato,Muladhara

posizione: nel perineo (VC1-VG1),tra orifizio anale ed organi genitali

colore: rosso

elemento: Terra,regno minerale

profumo: cedro

qualità: coraggio

ostacolo: accidia

organo correlato: ghiandole surrenaliche

relazioni:

-agopuntura: Meridiano ST e Rn

-Fiori di Bach: Binari Mimulus e Gentian + Elm

-musica:tamburo,batteria,ritmi tribali.Se questi suoni creano disagio,danno fastidio,è possibile che

non si vive bene nel proprio corpo.

Primo Chakra - Muladhara

Primo Chakra - Muladhara

Rappresenta  il “sostegno della base“.
Il primo Chakra è in relazione con la nostra sopravvivenza come individui o con il nostro istinto di autoconservazione. Sviluppando l’attività di questo centro, si rafforza il nostro senso di identità e di indipendenza da ciò che ci circonda. Un’attività carente del primo Chakra si esprime con una mancanza di autonomia e di individualità, mentre l’iperattività di questo Chakra ha come conseguenza un atteggiamento egoistico e un esagerato attaccamento alle cose materiali

Questo chakra sta ad indicare come sta in quel momento la persona rispetto alle sue energie fisiche,se è contenta di vivere,se è in buona salute,se crede d’essere in buon rapporto col corpo,se ha voglia di divertirsi,di giocare.

E’ correlato alla parte inferiore del corpo,dai piedi al basso addome,riflettendo la sua azione sulla colonna vertebrale,sui reni e surreni,ossa e unghie,intestino crasso,genitali sistema nervoso centrale.

E’ legato alla sopravvivenza,alla volontà fisica,alla voglia di vivere,al radicamento,al senso dell’equilibrio,presenza,sicurezza,piacere.

Se riceve giusta energia,la persona è dinamica,attiva,pronta ad affrontare la vita e le sue difficoltà.

Se non riceve un’adeguata energia,la persona manca di vitalità,si sente stanca,annoiata ed affronta negativamente la sessualità (qui intesa come istinto,materialità,priva della componente emotiva o sentimentale,cioè senza erotismo),assume comportamenti egoistici ed incentrati sulla materialità.

Le patologie che possono manifestarsi dal suo disarmonico funzionamento sono:emorroidi,obesità,

stipsi,sciatalgia,artrite deformante,anoressia nervosa,gonartrosi,gotta.

Rientrano nella sua sfera d’influenza i bisogni primari dell’individuo,relativi alla sopravvivenza.

Se c’è un funzionamento eccessivo di questo chakra,sia i pensieri che le azioni sono orientati alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale;si vorrà possedere tutto ciò che si desidera,mentre sarà difficile dare o donare qualcosa. Qualora ostacolati si reagisce con aggressività,collera,violenza (atteggiamento difensivo per la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere.

In caso di insufficiente funzionalità,si avrà debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale,molte cose verranno vissute con eccessiva preoccupazione,ogni evento della vita diventa insormontabile,si genereranno fughe mentali dalla realtà contingente

I cibi utili per attivare o riequilibrarlo sono quelli proteici(carne,uova,fagioli,formaggi,noci).

2° Svadhsthana

posizione: posteriormente,tra 2a e 3a vertebra lombare (VG2- VG3)

anteriormente,al di sotto dell’ombelico (VC2-VC3)

colore: arancione

elemento: Acqua,regno vegetale

profumo: gelsomino

qualità: creatività

ostacolo: lussuria

organo correlato: organi della riproduzione,reni,vescica,utero,prostata,intestino.

relazioni:

-agopuntura: M. TR e V

-Fiori di Bach: B. Rock Rose e Centaury + Star of Beth. + Larch

-musica:melodica con suoni lenti e profondi,flauto,danze sud americane.Chi ha difficoltà o  è infastidito da questi suoni è probabile che abbia una sessualità repressa,con una certa difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso.

Secondo Chakra - Svadhsthana

Secondo Chakra - Svadhsthana

E’ il centro della sessualità.
Il secondo Chakra regola la nostra creatività e la nostra sessualità. Da una scarsa vitalità di questo Chakra derivano problemi sessuali, come l’impotenza e la frigidità, mentre la sua iperattività può condurre a un dominio totale della corporeità e della sessualità

E’ correlato all’energia sessuale,nella sua valenza erotica. E’ il chakra delle sensazioni e della sensualità,ma anche delle forti emozioni:paura,angoscia,gioia,rabbia.

La sua funzione è legata al desiderio,al piacere,alla sessualità,alla procreazione,alla capacità di provare emozioni primordiali,non mentali.

Le disfunzioni provocano a livello fisico impotenza,frigidità,patologie dell’apparato genitale(prostata,utero),dell’apparato urinario e rigidità lombosacrale.

Dal punto di vista psicologico un secondo chakra scompensato comporta mancanza di autostima,fobie,panico,ansietà.

Dal punto di vista emozionale,lo squilibrio provoca ricerca ossessiva del piacere,soprattutto a livello sessuale,se iperfunzionante,o al contrario,se ipofunzionante ad una totale chiusura nei confronti della sessualità e della vita,ad una sorta di anestesia della capacità di provare gioia non intellettuale.

Il 2° chakra indica la nostra parte emozionale,le nostre paure,le cose che ci hanno spaventato,che ci paralizzano.

3° Manipura

posizione: anteriormente,plesso solare,al di sopra dell’ombelico,zona epigastrica

posteriormente,tra 12a toracica e 1a lombare

colore: giallo

elemento: Fuoco,regno animale

profumo: bergamotto

qualità: vitalità

ostacolo: avarizia

organo correlato: pancreas

relazioni:

-agopuntura: M. M.P e VB

-Fiori di Bach: B. Cerato e Sclerantus + Gorse

-musica:pianoforte,violino,chitarra,musica classica (Wagner,Beethoven).

Quelli che sfuggono a questi suoni potrebbero avere scarsa autostima.

Terzo Chakra - Manipura

Terzo Chakra - Manipura

E’ il centro dell’ombelico.

Il terzo Chakra è il centro dell’energia e della volontà. Un’attività limitata di questo Chakra si esprime nel sentirsi privi di forze, apatici, privi di energia o di capacità d’imporsi. Un sovrappiù di questa energia conduce a un attivismo estremo o anche ad aggressività, che si può esprimere sotto forma  di avidità e di brama di potere.

L’equilibrio del terzo Chakra è proprio di una persona ben equilibrata. Conferisce una motivazione stabile all’azione

E’ il punto dove viene assorbita ed emessa l’energia solare. E’ il punto del potere personale,della fiducia in se stessi.

E’ in relazione al corretto funzionamento dell’apparato digerente e del sistema nervoso.

Dal punto di vista psicoenergetico la sua funzione più importante è relativa all’affermazione personale ed all’esercizio del potere personale rispetto al sociale ed all’ambiente.

Le patologie principali riguardano tutte quelle metaboliche,diabete,dislipidemie,insufficienze epatiche,patologie gastro-duodenali.

Dal punto di vista psicoenergetico è a livello di questo chakra che si generano le forze emotive dirette verso l’ambiente esterno:sentimenti d’amicizia,rancore,simpatia,antipatia,ecc.

Il suo funzionamento disarmonico genera il desiderio sfrenato di potere,di manipolazione,di poter stravolgere la realtà a proprio favore.Si potrà notare un comportamento iperattivo che viene messo in atto per nascondere il senso di inadeguatezza e vuoto causato dall’impotenza a gestire le situazioni di potere assoluto che si pretenderebbero di esercitare.

Si è portati a perdere il controllo delle proprie emozioni ed a sviluppare un atteggiamento aggressivo. Tipico è il soggetto che abusa di alcool o altre droghe,con un atteggiamento fortemente aggressivo in famiglia. A questo atteggiamento segue una fase depressiva in cui l’obiettivo sarà quello di essere benvoluto dagli altri,magari conformandosi al modo di pensare degli altri e contestualmente accentuando l’atteggiamento aggressivo e prevaricatore in famiglia.

Gli alimenti che possono essere utili per riequilibrare sono gli amidi,le farine integrali e gli zuccheri semplici.

4° Anhata

posizione: anteriore,tra i 2 capezzoli

posteriore,4a – 5a vertebra toracica

colore: verde

elemento: Aria,regno umano

profumo: rosa

qualità: amore incondizionato,comprensione,empatia

ostacolo: invidia

organo correlato: timo

relazioni:

-agopuntura: M. C e V

-Fiori di Bach: B. Vervain e Centaury + Star of Beth. + Larch

-musica:melodie romantiche,sentimentali (Heart’n’song).

Quarto Chakra - Anhata

Quarto Chakra - Anhata

E’ il chakra del Cuore. .
Il quarto Chakra determina la misura della nostra capacità di amare. E’ responsabile della possibilità individuale di aprire il proprio cuore e di donare in modo disinteressato. Una persona con un quarto Chakra poco attivo è poco sensibile nei confronti del prossimo, mentre se questo Chakra è iperattivo, si diventa ipersensibili. Quando questo centro è bloccato, si prova freddezza oppure si hanno forti freni inibitori nel contatto con gli altri esseri umani.
Il centro del cuore governa anche la nostra visione generale della vita ed è l’organo che controlla tutti i nostri sentimenti.

E’ in relazione al corretto funzionamento del cuore,del sistema circolatorio ematico e linfatico,della parte inferiore dei polmoni,del nervo vago.

Le patologie connesse al suo squilibrio sono asma,ipertensione arteriosa,patologie cardiache e polmonari.

E’ possibile avvertire sintomatologia come palpitazioni,sensazione di costrizione,dispnea,asma,

aritmie,senza il riscontro oggettivo delle indagini cliniche.

Dal punto di vista psichico ed emozionale si tende ad amare gli altri solo in funzione dei riconoscimenti e della gratitudine che questi possono dare in cambio.

Qualora è ipofunzionante si evidenzierà un cattivo funzionamento del diaframma,con disturbi cardiaci e respiratori,mentre dal punto di vista psichico ed emozionale si tenderà ad esprimere sentimenti d’odio e rancore,oppure di freddezza,indifferenza ed insensibilità.

Il 4° chakra è il centro dell’intero sistema energetico dei chakra. Infatti esso collega i 3 centri inferiori,di natura fisica ed emotiva,legati alla Terra,con i 3 centri superiori,più mentali e spirituali,legati al Cielo.

E’ per mezzo dell’attività armonica di questo centro che le persone sono in grado di entrare in simpatia con tutto ciò che esiste,e di coglierne la bellezza e l’armonia.

Infatti la funzione di questo centro energetico è quella della capacità di esprimere amore,puro ed incondizionato.

E’ il centro che consente lo sviluppo e l’utilizzo della capacità di trasformazione e guarigione di sé e degli altri.

Gli alimenti in relazione a questo chakra sono i vegetali,poiché racchiudono in sé l’energia vitale della luce solare (Cielo),e contemporaneamente l’energia vitale che proviene dalla Terra.

5° Vshuddha

posizione: anteriormente,al centro della fossa soprasternale

posteriormente,tra 7a cervicale e 1a dorsale

colore: blu

elemento: Etere,regno angelico

profumo: lavanda

qualità: calma,armonia interiore,libera espressività e comunicazione

ostacolo: golosità

organo correlato: tiroide

relazioni:

-agopuntura: M. P e PC

-Fiori di Bach: Chicory e Wather Violet + Walnut

-musica:canti meditativi,musiche con toni particolarmente alti,musica new age.

Quinto Chakra - Vshuddha

Quinto Chakra - Vshuddha

Il centro della gola.
Il quinto Chakra controlla la nostra voce. Una voce debole è segno di una scarsa attività di questo centro, mentre una voce forte, potente è l’espressione di una grande attività del Chakra. Questi sintomi più esteriori sono collegati alla capacità di comunicazione e alla possibilità di esprimere noi stessi. Così, eventuali difficoltà, che si possono avere nell’immagine di sè e nella comunicazione con il prossimo, indicano la presenza di un certo blocco di questo centro.

E’ in relazione al corretto funzionamento di gola,trachea,bronchi,parte superiore dei polmoni,esofago,tiroide e paratiroidi,orecchie,braccia.

Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del 5° chakra:tanto più la voce è armonica,piena e rotonda,tanto più questo centro è in equilibrio.

E’ il centro della capacità umana di esprimersi,comunicare ed ispirarsi.

Quando sviluppiamo questo centro,i nostri pensieri non saranno più dominati dalle emozioni o dalle sensazioni fisiche,il che rende quindi possibile una conoscenza oggettiva.

Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a questo centro sono tutte riferite alla capacità di comunicare,non solo verso l’esterno,ma anche verso la propria interiorità.

E’ tramite questo chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo;perciò le malattie psicosomatiche possono essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo centro.

6° Ajna

posizione: anteriormente,tra le sopracciglie,o al centro della fronte,a circa due dita al di sopra della radice del naso,posteriormente,VG16 (sotto la protuberanza occipitale)

colore: indaco (viola)

elemento: Luce – Regno di Arcangeli e Maestri

profumo: eucalipto

qualità: saggezza,intuizione,sensitività,percezioni psichiche

ostacolo: ira

organo correlato: ipofisi

relazioni:

-agopuntura: M. F e GI

-Fiori di Bach: B. Impatiens e Clematis + Aspen

-musica:campane tibetane,musiche da meditazione,canti gregoriani,canti indiani,Bach.

Sesto Chakra - Ajna

Sesto Chakra - Ajna

E’ il chakra del 3° occhio.

Il sesto Chakra ci aiuta a sviluppare la nostra intelligenza e la nostra intuizione. Una riduzione del’attività di questo Chakra ha come conseguenza una scarsa chiarezza e una certa confusione nel pensiero, o una scarsa o, perfino, totale incapacità di percepire i fatti in modo diretto e intuitivo. L’evoluzione e l’apertura completa di questo Chakra permettono invece lo sviluppo di una grandissima intuizione, da cui deriva una percezione di determinate regioni dei piani sottili o energetici di questo mondo, che con i sensi normali non sono accessibili.
La capacità suddetta di percepire otticamente il corpo pranico e i Chakra è da ricondurre all’apertura di questo centro.

E’ in relazione al funzionamento dell’ipofisi,sistema nervoso,occhi,naso,orecchie.

La sua importanza è soprattutto sul piano psichico. Ad esso correlate sono l’equilibrio psicospirituale e la corretta percezione di sé in relazione a sé stessi.

Con lo sviluppo di questo centro,la nostra immaginazione potrà produrre l’energia necessaria per realizzare i nostri desideri.

Quando il chakra del Cuore è aperto ed in congiunzione col 3° occhio,possiamo trasmettere le nostre energie guaritrici sia da vicino che da lontano.

7° Shasrara

posizione: vertice della testa

colore: viola(bianco brillante)

elemento: Coscienza cosmica,Creazione divina

profumo: incenso

qualità: gioia,autorealizzazione

ostacolo: superbia

organo correlato: epifisi

relazioni:

-agopuntura: M. P e IT

-Fiori di Bach: B. Chicory e Agrimony + Walnut

-musica:arpa,silenzio profondo,OM…

Non vi sono patologie note e specifiche legate a questo centro.

Si può considerare come l’interfaccia tra la coscienza individuale e quella cosmica,universale.

Settimo Chakra - Shasrara

Settimo Chakra - Shasrara

Il settimo Chakra è il centro della coscienza cosmica. Se questo, sulla sommità del capo, è completamente aperto, si possono superare i limiti del tempo e dello spazio. Si riconosce esperienzalmente il proprio nucleo divino e si sperimentano la propria identità con Dio e l’unità con l’intero universo.

I chakra simboleggiano pure,singolarmente, i centri funzionali – energetici dei diversi corpi dell’uomo.

Corpi Chakra

Fisico              1°

Eterico             2°

Astrale             3°

Mentale           4°

Spirituale         5°

Cosmico          6°

Nirvanico         7°

Secondo la Dottrina Taoista:

Il TAO è un processo cosmico in cui sono immerse tutte le cose.

La principale caratteristica del Tao è la natura ciclica del suo movimento.

L’idea di configurazioni cicliche nel moto del Tao acquistò una struttura definita con l’introduzione del concetto del QI e delle polarità Yin-Yang.

Il Qi è costantemente sottoposta alle influenze di due forze opposte e complementari:Yin e Yang.

Questo concetto fu la chiave di interpretazione della natura e di tutte le sue leggi e dell’uomo come microcosmo in armonia con il macrocosmo,cioè con la realtà che lo circonda.

Yin e Yang sono complementari,in continua trasformazione l’uno nell’altro allo scopo di generare il flusso della vita tracciando un cammino,cioè il Dao o Tao, che è il percorso che l’uomo si trova di fronte al momento della nascita e che lo accompagnerà fino alla morte.

“Tutte le cose contengono lo Yin e comprendono lo Yang,le due forze si fondono in armonia”.

Il Tao è lo spirito primordiale

Può essere inteso come legge determinante tutti i fenomeni naturali. Come via da percorrere per arrivare alla conoscenza, nel pieno compimento del sé attraverso il non agire, cioè il non interferire con il corso naturale delle cose.

È un processo cosmico in cui sono immerse tutte le cose. È un processo invisibile, inudibile, inafferrabile, quindi inconoscibile. Ciò che possiamo conoscere è il suo riflesso nella realtà, cioè il TAI JI, cioè il simbolo dello yin – yang.

Il Tao produce l’uno che è il fondamento dell’essere, cioè comprende l’energia.

L’uno comprende il due, la materia. Il due si manifesta come tre: la vita si realizza per l’opposizione complementare di energia e materia. Quindi l’energia prodotta dal Tao non può prendere forma, cioè dar luogo alla manifestazione (tre) se non trasformandosi in due forze, yin – yang (due).

Secondo Osho:

La vita giunge a manifestarsi sul piano fisico per un gioco dialettico di polarità.

L’esistenza non può che essere tensione,il prodotto di una costante tensione dialettica di presenza e assenza,nascita e morte.

Osho Rajneesh

Osho Rajneesh

Questa è la causa che la determina.

Ogni suo momento è di moto fra due poli opposti.

La manifestazione dell’invisibile nel visibile avviene attraverso un flusso ascendente e discendente dell’energia vitale,che determina la bipolarità: yin-yang;luce-buio;notte-giorno;maschio-femmina;inspirazione-espirazione;vita-morte;ecc.

La Vita non può esistere prescindendo da questa bipolarità,da questo flusso ascendente e discendente della sua energia vitale,da questa immissione ed emissione,da questa inspirazione ed espirazione.

La Vita “respira”,sia nel macrocosmo ( la fase crescente della Luna è la sua inspirazione,e quella calante,la sua espirazione),che nel microcosmo-uomo.

Le fasi del nostro respiro sono movimenti dell’energia pranica:inspirazione-espirazione.

Ma questo movimento in entrata ed in uscita dell’energia non si limita all’attività respiratoria dei nostri polmoni,ma è un movimento presente in tutti i sette corpi dell’uomo.

Quindi la vita,con queste peculiarità,si manifesta,”respira” nei diversi corpi.

Nel corpo fisico la Vita,si manifesta con la respirazione,con questa bipolarità dell’inspirazione e dell’espirazione,con questo flusso ascendente e discendente dell’energia vitale.

Ma un fenomeno corrispondente avviene negli altri corpi:immissione ed emissione,inspirazione ed espirazione.

Nel corpo eterico,il corpo delle emozioni,di cui la forma più intensa è quella sessuale,il processo di immissione-emissione è una questione di influssi,puri e semplici,che determinano una forza attrattiva o repulsiva verso cose o persone:amore-odio;simpatia-antipatia;propensione-avversione.

E’ la respirazione del corpo eterico:

Quando ami è l’inspirazione. Poi provi repulsione:è l’espirazione.

Perché ogni momento d’amore è seguito da un momento d’avversione. Questa dualità polare è la caratteristica fondamentale dell’energia vitale,che non esiste mai a un unico polo.

Osho Rajneesh

Osho Rajneesh

L’odio coesisterà con l’amore poiché la forza vitale non può esistere concentrata attorno ad un unico polo.

La forza vitale esiste in entrambi i poli,in mutua antitesi.

Ogni cosa è indissolubilmente connessa al suo contrario.

Nel corpo fisico questa”mutua antitesi” non ci determina alcun turbamento,perché comprendiamo che è un fenomeno “fisiologico”,naturale.

Ma non siamo propensi a definire altrettanto,le antitesi che avvengono a livello eterico.

A questo livello,interviene la morale,scegliamo:odio o amore. E ciò determina una situazione conflittuale.

Queste polarità opposte,nel corpo eterico,continuano incessantemente a trasformarsi una nell’altra e viceversa,non c’è attimo in cui ciò non avvenga.

Se si comprende questo,non ci potrà essere turbamento,si rimarrà equilibrati e tranquilli,in quest’altalenare di polarità opposte:tutto viene e va,l’amore,l’odio,la simpatia,l’antipatia.

Non ci sarà una “cristallizzazione” verso un polo o l’altro,si rimarrà solo “testimoni” di quanto avviene.

Si considererà anche questo un fenomeno “fisiologico” e naturale come quello della respirazione,non c’è differenza.

Se si prende coscienza del corpo eterico,con la sua peculiarità di propensione e avversione,e se ne diviene “testimoni”,sarà possibile conoscere il terzo corpo.

Nel corpo astrale agli influssi del corpo eterico corrispondono le forze magnetiche.

La sua respirazione è il magnetismo.

La bipolarità è ottimismo-pessimismo;ora sei potente e l’attimo dopo impotente;ora sei pieno di speranza e l’attimo dopo sei disperato.

Questo è solo la conseguenza della tua carica magnetica.

E questa carica magnetica va e viene,è forte e poi debole,in un alternarsi di due estremi,come il giorno e la notte.

Questo flusso e riflusso dell’energia magnetica è in stretta connessione con la respirazione.

Osho nell'ashram di Poona

Osho nell'ashram di Poona

Il terzo corpo vive in una sfera magnetica analoga all’atmosfera. Tutto lo spazio che ci circonda pullula di correnti magnetiche.

Se diverrai consapevole di questo affluire e defluire,trascenderai la polarità di forza e debolezza,di potenza e impotenza.

Il quarto corpo è il corpo mentale,la cui respirazione consiste nell’andirivieni del pensiero:il pensiero che entra ed il pensiero che esce.

La respirazione mentale trova riscontro nel corpo fisico:il pensiero nasce nell’inspirazione,essendo la espirazione un momento di impotenza mentale.
Nei rimanenti corpi le cose cominciano a farsi davvero strane ed inusitate.

La descrizione dei processi che in essi avvengono risulta molto difficile comprenderla se prima non si attraversano,ad uno ad uno i primi quattro corpi.

Attraversarli significa divenirne consapevoli e trascenderli.

Nei sette corpi l’energia vitale si manifesta in regni multidimensionali.

Dovunque è possibile trovare la vita,là è presente il duplice processo di immissione-emissione,entrata-uscita,inspirazione-espirazione.

Dovunque la vita si manifesta lo fa in questo modo,senza quest’articolazione in poli contrapposti la vita non può esistere.

Il prana è l’energia cosmica. Il nostro primo incontro con esso avviene nel corpo fisico,e si manifesta come respirazione.

Successivamente continua a manifestarsi negli altri corpi,nella polarità tipica della respirazione,sotto altre forme:influssi,magnetismo,idee…

Se si acquista la consapevolezza del processo che avviene in ciascun corpo,si potrà trascendere la dialettica dei poli e giungere ad un terzo punto:la sintesi.

Si trascenderà allora il corpo in questione e si accederà al successivo:dal 1° si passerà al 2° e così via…

Questo è il sentiero evolutivo da percorrere,al quale nessun Uomo può sottrarsi…

Gli ostacoli principali che ostacoleranno il percorre questo sentiero,sono rappresentati,come si è visto nella descrizione dei singoli chakra, dai sette vizi,o peccati capitali.

vizi capitali compaiono per la prima volta in Aristotele che li definisce “gli abiti del male”.

Al pari delle virtù, i vizi derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che le compie una sorta di “abito” che lo inclina in una certa direzione.

Nel Medioevo i vizi sono visti come un’opposizione della volontà umana alla volontà divina. Nell’Età dei lumi la differenza tra vizi e virtù perde importanza, poiché anche i vizi, come le virtù, concorrono allo sviluppo industriale, commerciale ed economico.

Dopo il periodo illuminista i vizi compaiono in alcune opere di Kant che vede nel vizio un’espressione della tipologia umana o di una parte del carattere.

I vizi diventano la manifestazione della “psicopatologia” dell’uomo. I vizi diventano quindi malattie dello spirito.

Nella dottrina morale cattolica, i vizi capitali sono desideri non ordinati verso il Bene Sommo, cioè Dio, dai quali tutti i peccati traggono origine.

I sette vizi capitali sono:

Superbia (desiderio disordinato di essere superiori agli altri, fino al disprezzo degli ordini e delle leggi).

Avarizia (desiderio disordinato dei beni temporali)

Lussuria (dedizione al piacere e al sesso).

Invidia (tristezza per il bene altrui, percepito come male proprio).

Gola (abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola).

Ira (disordinato desiderio di vendicare un torto subito).

Accidia (lasciarsi andare al torpore dell’animo, fino a provare fastidio per le cose spirituali: in particolare, abbandono della preghiera e dell’amicizia verso Dio perché faticosa).

Ogni chakra è ostacolato,nel suo evolversi,dalle qualità negative espresse da questi sette atteggiamenti emozionali e mentali.

Il mancato sviluppo di un chakra comporterà il ristagnare del soggetto in quello stadio che esso determina.

Ad esempio la lussuria bloccherà il soggetto nella sfera della sessualità,impedendogli di “elevare”quelle energie che possono essere utilizzate per uno scopo più”raffinato”:la creatività.

La rimozione degli ostacoli consente l’equilibrarsi dei chakra ed il loro successivo sviluppo.

E l’evoluzione dell’Uomo avviene elevando le energie dei centri inferiori,sottodiaframmatici (1°,2° e 3° chakra),ai centri sopradiaframmatici.
In conclusione,Osho:

<<…questi sono solo strati…Nascosto dietro tutti questi strati c’è il tuo essere reale. Quell’essere è un puro testimone,colui che osserva dalla cima della collina…Ricorda solo una cosa,l’unica cosa che fa di te un Buddha:osservare,essere testimone>>.

(tratto da: michele-annunziata.docvadis.it)

Dott. Michele Annunziata

 

In condizioni ordinarie l’uso della nostra mente si concretizza attraverso un processo di “immaginazione”,produciamo e proiettiamo cioè su ogni oggetto o persona con cui entriamo in relazione,pensieri legati all’affettività o alla razionalità.

Così facendo ci costruiamo un “mondo nostro”,una “realtà nostra” : questa cosa o quella persona è bella,l’altra è brutta;questa è simpatica,l’altra antipatica;questa interessante e culturalmente valida,l’altra no e così via.

Questo tipo di “immaginazione” è nient’altro che una rappresentazione effettuata dal nostro “io”,basata sull’affettività e sulla razionalità,e riflessa su ciò che osserviamo,che diventa in tal modo una rappresentazione tutta personale.

E ,se c’è diversità tra “io”,ci sarà diversità tra “immaginazioni”.

Ci saranno realtà diverse come diversi sono in “punti di vista”,i “modi di vedere le cose”,come diverso è il “percepire”.

Leggendo Gurdijeff:

L’uomo ordinario ha il solo corpo fisico col quale vive come un automa,meccanicamente.

Subisce le influenze esterne:famiglia,educazione,società,religione etc.,formando una falsa personalità che avrà funzioni emotive (emozionali) che   potremmo definire “ inferiori”: desidero – non desidero – mi piace – non mi piace. Ed avrà funzioni mentali “inferiori”, costituite da un processo mentale (pensieri) completamente automatico,basato su associazioni,non arrestabile. La volontà “ superiore “ manca,avendo solo volontà inferiori,derivanti dai desideri. E saranno volontà più forti o più deboli per la maggiore o minore permanenza dei desideri.

Saranno molteplici volontà per quanti saranno i desideri ed i diversi “ io “.

Molteplici volontà,molteplici “io”,molteplici realtà.

Analoghi concetti li trovo in un articolo, pubblicato sulla rivista “Re Nudo”,a cura di G.Tarozzi:

Secondo la tradizione Kahuna delle Hawaii,ogni uomo vive in una realtà che è la rappresentazione esatta delle proprie convinzioni,della propria mente,del proprio inconscio.

Ciò di cui siamo convinti non solo influenza,ma determina la “nostra realtà”.

Così ognuno vive una realtà diversa da quella di chiunque altro.

Questi concetti esprimono molto chiaramente il significato e l’importanza data nei secoli  dalle dottrine religiose ed esoteriche, al “pensiero positivo”,presupposto necessario per il raggiungimento dei vari livelli evolutivi dell’uomo.

Ed in questo contesto concettuale,a mio avviso,ben si inserisce oltre al pensiero positivo (il quale meriterebbe una trattazione a parte che esula dalle finalità del presente articolo) il cosiddetto

EFFETTO PLACEBO

Si parla di effetto placebo quando si ritiene che l’efficacia di un medicinale o di un determinato trattamento,sia influenzata dalla profonda fiducia che,chi si sottopone a quel trattamento,ripone nei confronti di quel trattamento stesso o verso colui che lo pratica.

Relazionando l’effetto placebo con la concezione Kahuna,nasce una possibilità:

l’efficacia di un sistema terapeutico può dipendere proprio dall’effetto placebo  e non dalle proprietà intrinseche di un farmaco o di un dato trattamento.

Sicuramente il farmaco ha un intrinseco “potere”,cioè ha un effetto sull’organismo attraverso le interferenze coi suoi meccanismi biochimici.

Ma come si può spiegare il fatto che l’efficacia terapeutica viene valutata in termini di percentuale di “successo” su un determinato numero di soggetti su cui il farmaco è stato sperimentato,e che queste percentuali di successo non raggiungono mai il 100% ?

C’è qualcosa che sfugge al ricercatore.

C’è una soggettività,nella sperimentazione,inserita tra le righe dell’oggettività.

Il “successo terapeutico” potrebbe dipendere dalla profonda convinzione che il soggetto trattato ha nei riguardi dello stesso trattamento terapeutico cui si sottopone.

Questa convinzione potrebbe rappresentare l’innesco,la messa in moto di una reazione,interna all’organismo stesso,che configurerebbe un meccanismo di auto guarigione.

L’effetto placebo,quindi,può essere inteso come la risultanza di un certo modo di percepire le cose,come il prodotto di una realtà sentita e vissuta in maniera soggettiva.

Il modo di vedere le cose,il modo di essere,il modo di percepire le cose e i fatti,le proprie credenze ed aspettative,creano e sostengono un certo Campo energetico.

L’Energia crea le forme,attira gli atomi che risuonano a quella vibrazione energetica.

Questi atomi si aggregano determinando la manifestazione oggettiva di quell’iniziale ed invisibile Energia. Prende, così,forma la Materia.

E,con la materia,si manifesta la Realtà,che necessariamente dovrà essere diversa da persona a persona,in quanto diversi sono i modi di percepire,vedere,contattare e sentire le cose e i fatti della vita.

Così come diverse saranno le qualità energetiche e le rispettive vibrazioni.

Diverse qualità avranno gli atomi che le diverse qualità energetiche attireranno.

Differenti saranno le materie formate,e differenti saranno le realtà vissute.

E’ così che l’effetto placebo assume una sua sostanzialità,un suo spessore,mettendo in discussione il concetto stesso di malattia.

Se sono affetto da una determinata patologia,che rappresenta un dato di fatto,una certezza obiettivabile,una realtà oggettiva e soggettiva,posso pensare  me stesso come il “creatore” della mia realtà che nella fattispecie comprende la realtà di quella patologia.

E,se ho “creato” la mia realtà e quella patologia,posso cercare nuovi modi di vedere e di essere,posso provare a percepire le cose in modo diverso,posso tentare di modificare la realtà che vivo,e tutto ciò che in essa è contenuto.

Posso innescare le mie risorse di auto guarigione .

E sarà il mio nuovo modo di relazionarmi alle cose e ai fatti ad indicarmi il sistema terapeutico che sarà magneticamente attratto dalla stessa patologia in me agente,attraverso quel meccanismo sopra descritto.

Infatti,in magnetismo,le polarità opposte si attraggono,e così la polarità-patologia attrarrà l’opposta polarità terapia-guarigione.

Se si pensa in questo modo si è portati ad estendere il pensiero: la malattia e l’ammalarsi sono una “creazione” soggettiva che nasce da un certo modo di pensare,vedere,sentire le cose,che determina una certa realtà. Questa realtà materializza tutto ciò che quel “sentire” ordina e dirige,sia per quanto attiene al corpo fisico,sia per quanto circonda e possiede la persona.

A questo punto il dubbio arriva spontaneo: chi o cosa è il medico?

Evidentemente egli,in questa concezione,riveste il ruolo di tramite,di strumento di trasmissione di impulsi energetici che non emanano dalla sua essenza. Certamente i suoi studi,la sua esperienza,la sua sensibilità e le sue capacità saranno fondamentali per trasferire nel mondo oggettivo ciò che non è per niente una sua soggettività,bensì dei semplici impulsi energetici che sono invece emanati dai pazienti stessi che tratta. Impulsi energetici che si materializzeranno,attraverso i vari sistemi terapeutici,nella guarigione,che sarà una auto guarigione se quel paziente è profondamente convinto della validità di quel trattamento.

Il medico assume il ruolo di titolare di quelle tecniche diagnostiche-terapeutiche,che fanno di lui un medico,nelle quali sono custoditi quei tipi particolari di atomi che saranno attratti dall’energia-intento di guarigione.

Auto guarigione che rappresenterà,così,la manifestazione del sottovalutato e denigrato “effetto placebo”.

(tratto da: michele-annunziata.docvadis.it)

Dott. Michele Annunziata

C’è una tecnica per chi mangia troppo?

Ci sono cibi che ti attirano moltissimo e l’attrazione nasce dal fatto che li vedi disponibili. Vai in un hotel, in un ristorante, e vedi certi cibi – l’odore che esce dalle cucine, il colore e l’aroma del cibo. Tu non stavi pensando al cibo, e improvvisamente ne senti il bisogno – ciò non ti aiuterà. Questo non è il tuo desiderio reale. Puoi benissimo mangiare quella cosa – e non ti sentirai soddisfatto. Mangerai senza trarne alcun beneficio; alcuna soddisfazione. E la soddisfazione è la cosa più importante. È l’insoddisfazione che crea l’ossessione.

Semplicemente, ogni giorno, prima di mangiare, medita. Chiudi gli occhi e senti di cosa ha bisogno il corpo: qualunque cosa sia! Non hai ancora visto il cibo – non hai davanti del cibo; stai semplicemente sentendo il tuo essere, ciò di cui ha bisogno il tuo corpo, ciò che desideri, che ti è assolutamente necessario.

Il Dott. Leonard Pearson definisce questi cibi “cibi risonanti” – cibi che emettono un sottile mormorio. Vai e mangiane quanto ne vuoi, ma limitati a quello. Gli altri cibi vengono definiti “cibi invitanti”: ti interessano solo quando li vedi. Perciò si tratta di una cosa mentale, non è un tuo bisogno. Il corpo desidera semplicemente ciò di cui ha bisogno, non desidera nient’altro. Questo ti sazierà, e una volta conosciuto l’appagamento, non cercherai altro cibo.

Il problema si manifesta solo se ti nutri di cibi “invitanti”: li vedi, ne divieni interessato e li mangi. Ma non possono darti soddisfazione, perché il corpo non ne ha bisogno. E non traendone soddisfazione, non ti senti sazio. Perciò mangi di più, ma per quanto mangi, non ti senti mai sazio, perché non ne avevi bisogno fin dall’inizio. Se riesci a soddisfare il primo tipo di desiderio, allora il secondo scomparirà. La gente invece non ascolta mai il primo, per cui il secondo diventa un problema.

Se ascoltassi i cibi che risuonano in te, quelli che ti invitano scomparirebbero. Il secondo diventa un problema solo perché hai scordato completamente di ascoltare il tuo desiderio interiore, e ti è stato insegnato a non farlo. Ti hanno sempre detto: “Mangia questo, non mangiare quello”, regole fisse. Il corpo non conosce regole fisse.

L’uomo ha dimenticato il linguaggio del cibo. L’uomo viene ingannato dappertutto, con la pubblicità, le immagini a colori, la televisione, il cinema. Vieni attratto verso altri cibi, e allontanato dalla risonanza del tuo corpo. Le aziende sono interessate a venderti qualcosa da cui loro traggono favori e benefici, non tu.

Ti ci vorrà qualche giorno, qualche settimana forse, per imparare a sentire ciò di cui hai bisogno. Non badare a quello che dicono gli altri. Se desideri del gelato, mangia il gelato. Mangia finché non ti senti sazio, finché ne desideri, e improvvisamente scoprirai cosa significa sentirsi appagati. Una volta conosciuto l’appagamento, non sentirai più il desiderio di abbuffarti.

È l’insoddisfazione che ti porta a riempirti sempre di più, e senza alcun risultato. Ti senti pieno, ma insoddisfatto, da qui nasce il problema. Perciò riscopri innanzitutto ciò che è naturale. Perché abbiamo solo dimenticato: è tutto lì nel corpo. Quando vai a far colazione, chiudi gli occhi e senti cosa desideri; qual è il tuo desiderio reale. Non pensare a cosa c’è; pensa solo a quello che desideri, e poi cerca quella cosa e mangiala. Fai così per qualche giorno. A poco a poco vedrai che i cibi non ti “inviteranno” più.

E poi un’altra cosa: quando mangi, mastica molto bene. Non ingoiare tutto in fretta, poiché il cibo è piacere orale, la bocca può gustarlo. Perché allora non masticarlo di più, gustarlo di più? E per rendere il gusto ancora più intenso, fai tutto ciò che puoi. Quando mangi qualcosa, prima annusa. Gustane l’aroma, perché metà del gusto sta nell’aroma. Perciò annusa il cibo, guardalo. Non c’è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi. Fanne una meditazione. Anche se gli altri pensano che sei matto, non curartene. Guardalo da ogni lato. Toccalo con gli occhi chiusi, accostalo alla guancia. Gustalo in tutti i modi, inalane l’aroma. Poi prendine un boccone e masticalo, godendone pienamente; fanne una meditazione. Una piccolissima quantità di cibo ti basterà e ti farà sentire molto più soddisfatto.

Fai una prova per tre settimane e vedrai.

(fonte: Osho Rajneesh)

(tratto da: michele-annunziata.docvadis.it)

Dott. Michele Annunziata

Il Dizionario Devoto-Oli definisce il tempo come: << Nozione che organizza la mobile continuità di stati in cui s’identificano le vicende umane e naturali,ricollegandole a un’idea di successione o di evoluzione >>.

Un po’ difficoltosa la comprensione di questa definizione,appare come un elaborato mentale. Altrettanto difficile sarà l’acquisizione della consapevolezza del “fluire del tempo”.

Il fluire del tempo: che significa? E’ qualcosa di concreto, di misurabile, è un’astrazione, è una sensazione?

Per Pasquale Alborino, neuropsichiatra infantile, il fluire del tempo è un mistero della psiche, riferendosi al “tempo soggettivo” o “tempo interno”, cioè a come il singolo individuo “vive”, “sente” e “percepisce” il tempo.

Come percepiamo il tempo?

Certamente non con i cinque sensi. Essi, infatti, ci avvertono soltanto della “dimensione spaziale” in cui si svolge. Se percepiamo la realtà attraverso i sensi, e se questi ci consentono di percepire solo lo spazio, in che modo, allora, percepiamo il tempo? E qual è l’organo del tempo? Ed ancora, se la realtà si manifesta attraverso i sensi, il tempo, che dai sensi non è “colto”, fa parte della realtà?

Noi misuriamo il tempo solo per mezzo di “misure convenzionali”, cioè inventate, quindi non reali. Conclude P.Alborino . << …il passaggio del tempo è un fenomeno psicologico di origine misteriosa, e il segreto del tempo sarà risolto solo quando comprenderemo il segreto della mente >>.

Si deduce che la “nozione tempo” gravita esclusivamente nell’orbita del mentale. La mente suddivide il tempo in passato, presente e futuro, cioè in tre tempi. Ma anche questo è “convenzionale”.

Sant’Agostino dice : << …non ci sono, propriamente parlando, tre tempi, passato, presente e futuro, ma soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente ed il presente del futuro >>.

Esisterebbe quindi un solo tempo: il presente. Ed il passato-futuro? Come e dove si collocano? Sembra più agevole acquisire la consapevolezza che il tempo è un’interpretazione della mente, una sua costruzione.

La mente è continuamente focalizzata sul passato e sul futuro. Sfugge al presente. Passato e futuro sono parte della mente, della memoria, dell’immaginazione.

Osho descrive, frequentemente nei suoi discorsi, lo stato di “non-mente”: << Quando sei in uno stato di non-mente, passato e futuro scompaiono. In questo caso sei qui e ora, nel presente. Vivere nei ricordi, nell’immaginazione, significa vivere una vita non esistenziale. E vivendo fuori dall’esistenza ti sfugge cosa l’esistenza è. Inevitabilmente sarai infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un’occasione dopo l’altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà uno solo alla volta! E quell’istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire: o ci si lascia appesantire dal passato oppure ci si fa attrarre dal futuro…e l’istante scompare. Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasicosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più ed il futuro non esiste ancora >>.

Lo stato si non-mente trascende il tempo, come noi lo intendiamo. La condizione di non-mente equivale ad una condizione di silenzio della mente, ad uno stato meditativo, ad una sospensione del “dialogo interiore”.

Il tempo è passato e futuro:  il presente non ne fa parte. Il presente fa parte dell’eternità.

Tempo è ciò che è passato e ciò che è a venire. La lucida consapevolezza è:  il tempo è sogno! La realtà è ciò che non è tempo, perché non passa mai: esiste sempre. Se coltivi lo stato di non-mente, diventi consapevole dell’irrealtà del tempo, uscirai dal sogno. Diverrai un “uomo nuovo” che vive nell’eternità. Ti allontanerai dall’ ”uomo comune” che sei sempre stato nell’istante vivendo nel tempo.

L’eternità è un fiume: << …se rimani sulla riva, il fiume continua a passare; di solito noi siamo fermi sulla riva del tempo. Il fiume scorre, un istante, il successivo, un altro ancora…e la sequenza di istanti si sussegue. Di solito noi viviamo così, viviamo nel tempo. Ebbene, esiste un altro modo: tuffati nel fiume, immergiti nell’istante, nel qui-e-ora, e all’improvviso…il tempo si ferma. Ora ti muovi in una dimensione diversa: l’eternità, l’Assolutamente Reale. Vivere momento per momento e non curarsi di passato e futuro, è la via che conduce all’uomo nuovo >>
Osho

(tratto da: michele-annunziata.docvadis.it)

Dott. Michele Annunziata