Archivio per la categoria ‘1.9 musica&tendenze’

di Giuseppe Annunziata

Classica, moderna, rock o disco, la musica ha sempre il suo fascino. E chi più, chi meno, l’ascoltiamo un po’ tutti, e tutti, prima o poi diciamo di non poterne fare a meno. Del resto, tra radio, iPod e telefoni cellulare, è sempre più difficile non sentire un brano musicale per più di un paio d’ore.

Ma chi realmente Ama la musica, in maniera del tutto generale, o meglio chi ha davvero l’orecchio sensibile alla musica?

Da un recente studio condotto dall’Università di Helsinki è emerso che sensazioni ed emozioni che si avvertono ascoltando un brano musicale, derivano da un fattore biologico. Spieghiamoci meglio. Secondo la Prof.ssa Irma Jarvela, che ha diretto lo studio, la predisposizione all’ascolto della musica è una questione genetica. Lo studio è stato condotto un campione di 31 famiglie, per un totale di 437 persone di età compresa fra i 9 ed i 90 anni. Tra questi c’erano musicisti, amanti della musica ed incompetenti in materia. E’ stato eseguito loro il test del DNA, poi sottoposto un questionario per valutare il rapporto con questa forma artistica. E da tali costatazioni è stata formulata la teoria della Jarvela.

Dunque, se una data melodia suscita una determinata reazione emotiva in un soggetto, secondo tale teoria, questo soggetto avrà un patrimonio genetico più ricettivo, su questo fronte.

La sensibilità verso la musica o le spiccate doti artistiche, quindi, non sarebbero frutto del contesto socio-culturale o familiare di un individuo, ma un vero e proprio dono innato derivante da una più “fortunata” predisposizione genica.

Nella fattispecie, si tratta di una relazione tra l’ascolto della musica e le varianti genetiche del recettore 1A della vasopressina arginina (AVPR1A), gene associato alla comunicazione sociale.

In Finlandia, dunque, credono che la sensibilità possa essere spiegata scientificamente. Sarà, ma le emozioni restano una vibrazione dell’anima e non la chimica di una qualche reazione!

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Tamburi & congas

Pubblicato: 26/04/2011 in 1.9 musica&tendenze

di Rita Leone

Quasi tutti sappiamo che in Africa la musica tradizionale è caratterizzata dall’utilizzo di particolari strumenti musicali, spesso prodotti con materiali naturali come zucche, corna, pelli e conchiglie anche se attualmente è in uso una vasta tipologia di materiali artificiali, perlopiù in alluminio o in metallo come lattine, stringhe, tappi di bottiglia, bidoni.

Oltre agli strumenti in senso proprio, troviamo una serie di oggetti che pur non essendo classificabili come strumenti, sono suonati e definiti da queste stesse popolazioni “strumenti ritmici”, vale a dire: sonagli, pendagli, fischietti, bracciali, conchiglie etc. Fra di essi uno dei più antichi fu l’arco, che oltre alla funzione di arma, nel caso dei Boscimani, grazie alla corda pizzicata o toccata, amplificata da vasi di legno o zucche vuote posti all’estremità, assunse anche il ruolo di strumento.

Fra gli strumenti musicali africani si ricordano il tamburo, il gong e la campana duplice, mentre fra gli strumenti melodici si annoverano gli archi, diversi tipi di arpa, il kora, il violino, molti tipi di xilofono come il balafon, e diversi tipi di strumento a fiato come il flauto e la tromba.

Il grande numero di tamburi usato nella musica tradizionale africana include il tama (tamburi parlanti), il bougarabou e il djembe nell’Africa occidentale, tamburi ad acqua nell’Africa centrale e tipi diversi di tamburi spesso chiamati engoma o ngoma nell’Africa meridionale.

Durante l’epoca coloniale, strumenti europei come il sassofono, le trombe e la chitarra furono adottati da molti musicisti africani; i loro suoni furono integrati nei modelli tradizionali e sono usati in maniera estesa nella musica popolare africana.

Da ricordare la conga, che è uno strumento musicale della famiglia dei membranofoni usato nella musica afro-cubana. Si tratta di un tamburo alto e stretto con la testa singola, derivato dal makuta congolese. In origine esso si ricavava da un tronco svuotato con una pelle bovina cucita o legata sopra e veniva suonato nelle cerimonie religiose.

Attualmente è costruito in fibra di vetro o legno e la pelle, che può essere anche di capra, di cammello, di bue, o sintetica, è messa in tensione con delle viti. Normalmente si utilizzano da due a quattro e si suona con le dita e i palmi della mano.

La tecnica si basa sui seguenti colpi:

  • manoteo: movimento basculante di palmo e dita;
  • slap: la mano leggermente arcuata colpisce quasi al centro del tamburo creando un colpo secco;
  • aperto: la mano colpisce il bordo con la base delle dita;
  • basso: il palmo colpisce il centro della pelle;

Chi suona le congas si chiama conguero. Fra loro sono degni di nota:

  • Jose Luis Quintana “Changuito”
  • Poncho Sanchez
  • Vincenzo Angelini
  • Nicola Trifuoggi

Diamo spazio alla fantasia e teletrasportiamoci nel mondo africano, pieno di strumenti  a percussione, e non pensiamo solo a cose negative!

di Rita Leone

Violino classico

Violino classico

Il violino è uno strumento musicale appartenente alla famiglia  degli archi, capace di realizzare note più acute rispetto agli altri strumenti che la costituiscono. Le partiture per violino utilizzano sempre la chiave di Sol, detta comunemente chiave di violino.

Questo strumento è costituito da una scatola cava in legno, da una tavola armonica e da un fondo uniti da fasce di legno curvato, da un piano in cui vi sono ricavate le uniche due aperture della cassa, dette effe per la loro forma che ricorda esattamente la lettera dell’alfabeto.

Per quanto riguarda invece le corde, diciamo una piccola notizia del passato: esse un tempo erano fatte utilizzando budello animale, soprattutto di pecora, lavato, trattato ed arrotolato a formare un filo. Ora non si usa più tale materiale, anche perché si rompeva molto facilmente, ma viene utilizzato un composto in fibra sintetica (nylon, rayon, o anche carbonio), oppure in budello, circondata da un avvolgimento di seta e sempre rivestite esternamente con una sottile fascia di metallo (acciaio, alluminio, argento e persino oro).

Bisogna sapere anche che dalla qualità della vernice e del legno, e dalle minime variazioni di spessore e di sagomatura di quest’ultimo, derivano in gran parte i pregi e i difetti acustici del violino.

La costruzione di tale strumento richiede un lavoro specializzato. Soprattutto perché il legno deve essere invecchiato mediante stagionatura naturale. La vernice, oltre che per la qualità del suono, è di rilievo anche perché preserva lo strumento dai danni del tempo.

Come impugnare il violino?

Violino elettrico

Violino elettrico

Semplice: l’arco de violino si impugna con la mano destra, all’estremità dove si trova il tallone o nasetto e viene fatto scorrere perpendicolarmente alle corde, mettendo in vibrazione la corda prescelta.

Ricordate di controllare bene l’altezza delle note è dalla mano sinistra, regolando la lunghezza della parte vibrante della corda mediante la pressione delle dita sulla tastiera.

Questa era una sintesi del violino classico, ma quello elettrico è uno degli strumenti più belli, dal punto di vista esteriore!

Da non dimenticare che uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi fu Niccolò Paganini, musicista, compositore nonché  chitarrista.

Egli è stato considerato un autodidatta, poiché i suoi due maestri furono di scarso valore, e già all’età di dodici anni si faceva ascoltare nelle Chiese di Genova…un grande!

 

 

Grazie alla chitarra…

Il chitarrista Eric Clapton

Il chitarrista Eric Clapton

Come si può volare per noi umani se non col pensiero?

 

Tutto ciò lo possiamo fare solo attraverso degli strumenti particolari, come la chitarra!

Esso è uno strumento musicale, che viene suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro. Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra del piano armonico che, a sua volta, poggia sulla cassa armonica che amplifica il suono.

Sul manico, la tastiera consente di accorciare la lunghezza della parte di corda vibrante e di suonare la nota o le note desiderate premendo la corda stessa appena dietro il rispettivo tasto.

La chitarra discende dall’antico liuto arabo. Esso è  sia lo strumento musicale sia la particolare famiglia di strumenti cordofoni composti da un manico sul quale l’esecutore preme con le dita le corde nelle posizioni opportune e da una cassa armonica. C’è da dire, però, che  la chitarra ha avuto una storia evolutiva totalmente differente dal liuto.

Le chitarre possono essere suddivise innanzitutto in due categorie, a seconda del modo in cui viene amplificato il suono delle corde in vibrazione:

  • acustiche, con un corpo vuoto a formare la cassa armonica, quando è principalmente prevista una amplificazione che sfrutti le naturali proprietà della fisica del suono, secondo un tipo di amplificazione che potremmo definire meccanico;
  • elettriche, con un corpo “pieno” e solido nella maggior parte dei casi, per le quali è necessario l’ausilio di una amplificazione elettrica.

Il suono acustico di una chitarra elettrica a corpo solido è molto debole e poco percepibile, data l’assenza di cassa di risonanza.

I vari tipi di chitarre:

  • chitarra classica,
  • chitarra elettrica,
  • chitarra elettro-acustica,
  • chitarra folk,
  • chitarra semi-acustica,
  • chitarra a dodici corde,
  • chitarra a 7 corde,
  • chitarra-arpa,
  • chitarra battente,
  • chitarra decacorde,
  • chitarra portoghese,
  • chitarra preparata,
  • chitarra resofonica,
  • chitarra soprano,
  • chitarra tenore …
Il chitarrista Carlos Santana

Il chitarrista Carlos Santana

Ed infine per terminare il nostro articolo citiamo tre grandi chitarristi della storia, che credo che molti li conoscono:

Eric Clapton chitarrista britannico considerato << l’uomo del Blues>>. E’ uno dei più famosi e influenti chitarristi blues bianchi.

Carlos Santana chitarrista messicano, tra i musicisti di maggior successo nella storia del rock. Ha iniziato mescolando vari generi, quali salsa, rock classico, blues e ha venduto più di ottanta milioni di dischi ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti.

 

Rita Leone

 

Tutto ciò si può, grazie agli strumenti musicali

Dopo aver accennato, nei vari articoli, i diversi generi musicali, vi parlerò delle basi fondamentali per qualsiasi tipo di musica: gli strumenti, grazie ai quali la nostra musica è ancora più emozionante!

Per quanto riguarda l’articolo d’oggi parleremo del pianoforte, strumento capace di produrre il suono grazie a corde che vengono percosse per mezzo di martelletti azionati da una tastiera.

Perché non fare un passo indietro? Ma chi ha inventato il pianoforte?

E’ stato Bartolomeo Cristofori un artigiano italiano, costruttore di clavicembali e altri strumenti a tastiera. Tra il 1698 e il 1700 inventò il Gravicembalo con il piano e il forte (successivamente chiamato fortepiano), strumento precursore del pianoforte, sostituendo, nel clavicembalo, al meccanismo dei salterelli quello dei martelletti con lo scappamento, in modo da variare l’intensità del suono a seconda della pressione del tasto, ed è per questo motivo che viene denominato tale, proprio perché lo strumento offre di suonare note a volumi differenti in base al tocco, ovvero alla forza applicata dalle dita del pianista sui tasti.

Bill Evans

Bill Evans

Il pianoforte è costituito dalle seguenti parti principali:

  • la cassa e la tavola armonica, che sono fatte generalmente in legno. Il somiere, parte in cui stanno le caviglie (o piroli) per tirare o allentare le corde è fatto spesso in legno di faggio;
  • la tastiera è quella parte del pianoforte dove sono posizionati i tasti. Lo strumento dispone generalmente di 88 tasti, 52 bianchi e 36 neri, disposti nella classica successione che intervalla gruppi di due e tre tasti neri;
  • la meccanica è una delle parti fondamentali del pianoforte perché vi stanno tutta una serie di strumenti e sistemi che permettono la produzione del suono con l’azione del martelletto sulla corda attraverso l’abbassamento del tasto.

I  pianoforti, inoltre, possiedono due o tre pedali, a seconda del costruttore e dell’epoca di costruzione. Si tratta di leve poste in basso centralmente, azionabili con i piedi. La loro funzione consiste nell’alterare il suono in vario modo.

Ray Charles

Ray Charles

Esistono anche diversi tipi di pianoforte:

  • orizzontale, più comunemente conosciuto come pianoforte a coda;
  • verticale, che è disposto verticalmente, così come la sua tavola armonica e le corde che stanno dietro alla tastiera;
  • a giraffa, prototipo più antico di pianoforte verticale, che fu inventato nel 1739 da Domenico Del Mela. Non è fornito di scappamento;
  • a piramide. Fu costruito nel XVIII secolo e fu utilizzato molto a Vienna. È molto simile ad un pianoforte verticale, ma la sua cassa armonica è a forma piramidale;
  • cabinet, in italiano significa armadio; fu costruito per la prima volta in Inghilterra nella prima metà del XX secolo. Questa disposizione fu inventata sia dall’inglese John Isaac Hawkins che dal viennese Matthias Müller;
  • pianino che fu inventato a Parigi nel 1815 da Ignaz Josef Pleyel e commercializzato con il nome di “pianino”. rettangolare (o a tavolo): la pianta è rettangolare; la tavola armonica sta sulla destra, mentre la tastiera è a sinistra. Il primo modello fu realizzato nel 1766 da Johannes Zumpe;
  • pianola, uno strumento integralmente elettronico, particolarmente mirato però a riprodurre le sonorità ed il tocco del pianoforte acustico;
  • tastiera, strumento musicale elettronico in grado di riprodurre i timbri di molti strumenti musicali attraverso un sintetizzatore, azionato mediante la pressione di tasti, analoghi a quelli del pianoforte. Spesso è munita di altoparlanti interni, mentre alcuni modelli necessitano di essere collegati a cuffie o amplificatori esterni;
  • elettrico, pianoforte elettromeccanico a tastiera molto in voga negli anni sessanta e settanta. Il primo modello fu costruito dalla C. Bechstein Pianofortefabrik nel 1931;
  • da viaggio. Si tratta di un modello che risale alla seconda metà del XVIII secolo.È uno strumento portatile e non ha supporti particolari, ma solo delle maniglie per il trasporto.
Renato Carosone

Renato Carosone

Infine  al mondo d’oggi, visto che sul pc troviamo di tutto,  abbiamo la possibilità di navigare su siti che permettono di suonare un pianoforte virtuale o una tastiera online semplicemente cliccando con il mouse o tramite la tastiera del computer.

Certo non è la stessa cosa che suonare un pianoforte vero, ma sicuramente è appassionante e  spassoso.

Oltre ai pianoforti virtuali online, cioè accessibili semplicemente navigando su internet e suonabili tramite il browser, esistono anche dei programmi eseguibili e suonabili sul PC anche senza collegarsi in rete, semplicemente scaricabili.

Terminiamo il nostro articolo facendo un raccolta dei più grandi pianisti della storia. Sono loro, a mio modesto avviso, i più grandi, anche se ve ne sono molti altri strepitosi:

Bill Evans, considerato il re dei pianisti jazz, Ray Charles, cieco dall’età di cinque anni, seppe coniugare sonorità diverse e avendo uno straordinario talento artistico e  per finire Renato Carosone, il miglior pianista napoletano per eccellenza; saranno anche tre pianisti differenti tra loro, come genere di musica, ma tutti e tre spettacolari.

Rita Leone

 

Heavy metal

Pubblicato: 11/01/2011 in 1.9 musica&tendenze

Il genere << heavy metal>>,  deriva dall’hard rock.

Questo tipo di musica è caratterizzata da ritmi fortemente aggressivi e da un suono potente, per non dimenticare le tematiche musicali che sono molto rabbiose o violente. E’ per questo motivo che si enfatizza il suono degli strumenti e persino della voce del cantante.

Non dimeno il termine Heavy metal è molto generico per definire un’ampia musica generalmente considerata rumorosa e aggressiva.

Molti dei primi esponenti dell’heavy metal, tra cui Led Zeppelin, Deep Purple, ebbero origine negli anni sessanta a Birmingham, importante centro industriale inglese.

A dare ufficialmente inizio alla nascita dell’heavy metal furono molto probabilmente  proprio i britannici Led Zeppelin.

C’è da dire però che l’ heavy metal non è limitato al format basato su chitarre e batteria. Si ricordi il trio finlandese “Apocalyptica”, che ha creato una nuova interpretazione del concetto di heavy metal, difficile da classificare ma vicina ai generi più dark.

I temi dell’heavy metal sono tipicamente più angoscianti di quelli della musica pop degli anni cinquanta, sessanta o settanta.

Infatti escludendo il filone demoniaco, fra i temi più frequenti si trovano la guerra, la catastrofe nucleare, la distruzione dell’ambiente, la propaganda politica e religiosa, disagio, amore, conflitto, disperazione, solitudine, aggressione e in rarissimi casi estrema violenza, argomenti tutti ispirati indubbiamente dalla situazione globale attuale.

Poiché l’heavy metal utilizza temi apocalittici e immagini di potere e oscurità, è fondamentale utilizzare temi musicali appropriati per comunicare questo tipo di concetti, facilitati da un impatto classicheggiante e spesso servendosi d’intere orchestre sinfoniche. Uno dei primi esempi eccellenti fu l’album Powerslave degli <<Iron Maiden>>.  La copertina, infatti, rappresentava una particolare piramide egizia, e molti dei brani che  trattavano temi legati alla vita e alla morte utilizzando anche metafore esotiche e mistiche.

I gruppi heavy metal più importanti sono Iron metal, Metallica, Judas Priest, Venom, Lacuna Coil.

Questo genere di musica può distrarci da quei momenti no, dalle troppe ore di studio, magari per distendere i nervi tra una pausa di studio e l’altra, soprattutto per quei brani che danno molta carica e motivano la giornata.

Allora ascoltiamo un bel brano Heavy metal per puro caso e facciamo nascere in noi un’altra passione musicale.

Rita Leone

 

La musica Natalizia

Pubblicato: 19/12/2010 in 1.9 musica&tendenze

Cari Lettori,

mi scuso con tutti Voi per il ritardo nella pubblicazione di questo articolo, in normale uscita il Mercoledì. L’articolo è stato inviato in redazione il giorno 15/12 ma la sua pubblicazione è stata posticipata a causa di problemi tecnici.

Scusandomi ancora una volta con tutti Voi, Vi invio cordiali saluti.
Buona lettura

Giuseppe Annunziata

La canzone natalizia è un componimento che espone come argomento principale il Natale, collegato molto spesso col campo religioso.

Questo tipo di musica purtroppo viene ascoltata solo nel mese di dicembre.

Tra le più importanti canzoni c’è Jingle Bells, che è stata scritta da James Pierpont nel 1857.

Per non dimenticare We Wish You a Merry Christmas” un canto natalizio risalente al XVI secolo proveniente dall’Inghilterra. Essa unisce in sé anche la celebrazione della festa profana del Capodanno, oltre quella Natalizia.

Esistono, inoltre, canzoni natalizie che non riguardano temi religiosi, come Last Christmas di George Michael, Happy Xmas di John Lennon.

Il Natale è una festa accompagnata da diverse tradizioni, sociali e religiose, spesso variabili da paese a paese, per questo vi sono canzoni sia a sfondo religioso che laico.

Il giorno di Natale diamo un bell’esempio attraverso la musica: uniamoci tutti quanti, ascoltiamo questo genere più spesso capendo anche il vero significato, e poi a limite finiamo un anno in modo ottimo per poi iniziarne un altro ancora meglio, magari con più pace e bontà.

Rita Leone