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JOHANNESBURG, 11/07/2010 : la Spagna è campione del Mondo.

Per la prima volta portano a casa la tanto preziosa coppa d’oro e, dopo il titolo europeo 2008, adesso anche quello mondiale. A Vienna fu decisivo Torres, a Johannesburg Iniesta. Due giocatori, due gioielli parte di team semplicemente perfetto che gioca per vincere e non torna a casa a mani vacanti.

Il Mondiale non era cominciato nel migliore dei modi per le Furie Rosse – Spagna-Svizzera del 16/06 finita 0-1 per gli elvetici. Ma è continuato decisamente meglio. Sei partite, sei vittorie, compresa la finalissima di stasera. Sono andati avanti a suon di 1-0 e, così, hanno battuto le squadre più pesanti vincendo le partite più difficili.

E dopo tanta fatica, una grande soddisfazione: la Spagna è, questa sera, campione del Mondo.

La partita di questa sera non è cominciata bene per gli spagnoli quanto per gli arancioni. Un primo tempo a tratti soporifero. Le due squadre hanno paura di sbagliare e si guardano bene dal fare qualche mossa azzardata che potesse ritorcersi contro. Ed il risultato è stato 45 minuti di gioco lento, caratterizzato da azioni che si bloccavano a centrocampo e molti, moltissimi falli.

Nella ripresa la storia non cambia. Le due squadre non mostrano cenni di ripresa. Si vede ancora un gioco molto poco attivo e continuano ad abbondare i falli, alcuni anche molto pericolosi, che costringono l’arbitro a mettere più volte mano alla tasca per ammonire i giocatori.

Finiscono i 90 minuti a disposizione delle due squadre, e di un gol nemmeno l’ombra. Si va dunque ai tempi supplementari, ma nell’aria si preannuncia una notte come quella di Berlino 2006: ansia ed emozioni fino all’ultimo calcio di rigore.

Il primo tempo sembra dar ragione alle previsioni. Le due squadre si propongono più di quanto abbiano fatto in tutta la partita. Arrivano a sfiorare il gol diverse volte, ma le porte sembrano stregate, i portieri semplicemente infallibili.

Ma nel secondo tempo supplementare la Spagna comincia a mettere la testa fuori e comincia a marcare il suo territorio. Sembra continuare a ripetere “questa notte è mia, la coppa la prendo io!”. Le azioni da gol si fanno più numerose e l’adrenalina al Soccer City Stadium sale alle stelle. Il gol è sempre più vicino ed arriva proprio all’11’ del secondo tempo supplementare, e porta la firma di Andres Iniesta.

L’intera panchina spagnola si riversa sul giocatore e nelle curve scoppia la gioia. Per l’Olanda sembra essere giunta la fine. Inutili i tentativi di Robber e compagni per cercare di salvare la partita. Il match finisce così e gli arancioni a testa bassa accolgono i vincitori, i conquistadores de el mundo!

Giuseppe Annunziata 

FINALE 3° E 4° POSTO: URUGUAY-GERMANIA

Novanata minuti di emozioni e spettacolo a Port Elizabeth. Una Germania semplicemente spettacolare che si incontra con un Uruguay che fino all’ultimo non vuole mollare e scende in campo più che mai motivato a non regalare il terzo posto agli avversari.

Ma non ce la fa! La giovane Germania è più forte, sbaglia meno. Undici uomini che sanno quel che devono fare e non sbagliano un colpo. Subiscono due gol e ne fanno tre. Una squadra che si è distinta in questo torneo battendo formazioni medie o blasonate. L’unico errore, la partita contro la Spagna, l’ha pagato. Ed anche quest’anno, come nel 2006, torna a casa con in tasca il titolo del terzo posto.

Löw lascia in panchina Miroslav Klose e getta nella mischia Cacau e Müller. Nell’Uruguay non ci sono cambiamenti per la formazione. Rientra anche Suarez, tenuto fuori a causa della squalifica contro l’Olanda.

I tedeschi impongono da subito la loro supremazia trovando il gol al 18′ del primo tempo proprio con Müller: il trequartista del Bayern è lesto a mettere in rete una corta respinta di Muslera su tiro da oltre trentacinque metri di Schweinsteiger. E’ 1-0.

I sudamericani non si abbattono e continuano a cavalcare il campo in cerca del gol del pareggio. La rete arriva esattamente dieci minuti dopo e porta la firma di Edison Cavani.

Nella ripresa l’Uruguay si fa sentire ed inizia una decisa controffensiva all’attacco tedesco che si concretizza con una spendida rete al 6′ ad opera di Diego Forlan. Arevalo mette in mezzo, Forlan a centro area batte al volo con il destro disegnando una conclusione perfetta: la sfera tocca terra e si insacca non lasciando margine di intervento al portiere tedesco.

Passano solo 300 secondi e Jansen firma la rete del pareggio: su un cross di Boateng, all’apparenza innoquo, Muslera esce in malo modo e per il centrocampista tedesco è un gioco da ragazzi colpire la palla di testa e segnare il gol del 2-2.

La partita è, dunque, riapertissima. E rimane così per quasi tutto il secondo tempo, fino al 37′ quando Khedira sigla la rete del 3-2 sfruttando un’ottima azione nata dal corner di Özil.

La Germania è praticamente terza. Una punizione concessa allo scadere del secondo minuto di recupero regala ulteriori emozioni. Dal limite dell’area di rigore Forlan inventa una conclusione magistrale ma la palla si stampa sulla traversa. A seguire il tonfo della sfera sul legno, c’è il fischio dell’arbitro. La partita si conclude così. Germania terza, Uruguay quarta.

Giuseppe Annunziata

Uruguay-Germania 2-3
Uruguay (4-2-3-1): Muslera 4; Fucile 7, Godin 6, Lugano 5.5, Caceres 6; Perez 7 (32′ st Gargano sv), Arevalo 7; Maxi Pereira 6, Forlan 7.5, Cavani 6 (44′ st Abreu sv); Suarez 6. All.: Tabarez 6
Germania (4-2-3-1): Butt 7; Boateng 6.5, Friedrich 6, Mertesacker 5.5, Aogo 5.5; Khedira 6.5, Schweinsteiger 6; Müller 6.5, Özil 6.5 (47′ st Tasci sv), Jansen 6.5 (36′ st Kroos sv); Cacau 6 (27′ st Kießling 6). All.: Löw
Arbitro: Archundia (MEX)
Reti: 18′ pt Müller, 28′ pt Cavani, 6′ st Forlan, 11′ st Jansen, 37′ st Khedira
Ammoniti: Aogo, Friedrich e Perez per gioco falloso, Cacau per comportamento non regolamentare
Recupero: 1′ e 2′
Angoli: 6-12 per la Germania

SECONDA SEMIFINALE: GERMANIA-SPAGNA

Di alta classe la partita delle Furie Rosse che hanno, del tutto, sottomesso una Germania disattenta, troppo sulle sue, a tratti timorosa e che non si è proposta poi così tanto.

Un primo tempo deludente per entrambe le formazioni. Le occasioni non mancano ma nessuna delle due squadre accenna spunti pericolosi.

Nella ripresa la storia cambia decisamente. Una più propositiva Spagna mette a disagio l’avversaria mostrandosi molto minacciosa sotto porta e sfiorando il vantaggio diverse volte. Un formidabile Iniesta regala una vera lezione di calcio a tifosi e giocatori.

La Germania vorrebbe controbattere all’attacco delle Furie ma non riesce a concretizzare. L’ingresso in campo di Kroos, per i tedeschi, migliora le cose. Ma il risultato è sempre il medesimo.

La condizione di parità dura ancora per molto nel corso del secondo tempo. La Spagna continua il suo attacco con Iniesta che si procura un calcio d’angolo. Dalla bandierina Xavi alza la palla al centro dell’area di rigore ed un perfetto Puyol insacca di testa alle spalle del portiere.

Se con una condizione di parità la Germania non riusciva a proporsi, con il vantaggio della Spagna è decisamente a terra. L’1-0 perdura per tutti i restanti 15 minuti della partita.

Dopo 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro Kassai, arriva il fischio finale. Spagna batte Germania 1-0 e si prepara all’ultima partita per il titolo Mondiale.

Giuseppe Annunziata

PRIMA SEMIFINALE: OLANDA URUGUAY

Dopo ben 32 anni l’Olanda approda all’ultima partita del campionato per Nazionali e si appresta a giocarsi il titolo di campione del Mondo. E’ finita 3-2 a Città del Capo. Nel primo tempo un pareggio, 1-1. Nella seconda fazione di gioco decisivi Sneijder e Robben. Quasi inutile il gol di Pereira sul finale.

Bellissima paritita ricca di spettacolo, quella offerta dalle due squadre stasera. Tanti gol ed emozioni in questa fase finale di Mondiale. Ma come la più elementare delle leggi darwiniane, la più forte va avanti. E l’Olanda non fa eccezione.

Iniziano proprio con il piede giusto gli arancioni che si fanno sentire già al 18′ del primo tempo con uno spettacolare gol dalla trequarti, firmato Van Bronckhorst che dipinge il pallone alle spalle di Muslera. Palo-gol ed è 1-0.

L’aspetto psicologico comincia a fare la sua parte: gli olandesi martellano ma non concretizzano, gli uruguayani sembrano subire e si fermano a centrocampo. Troppi gli errori e le palle regalate da parte di ambo le formazioni.

Ma ecco che, proprio a pochi minuti dal fischio finale del primo tempo, l’Uruguay mette la testa avanti e riapre il match. Forlan tenta di imitare Van Bronckhorst e azzecca un tiro dalla distanza. E’ 1-1.

All’inizio della ripresa la tanto favorita Olanda non sembra dare segni di cambiamento. E’ ancora timorosa ed in ansia, se ne sta sulle sue e non cerca l’occasione per spunti pericolosi.

A riportarla sulla retta via per la finale, sono i suoi due salvatori, Sneijder e Robber, l’uno con uno strano tiro, l’altro con un colpo di testa. Si allungano le distanze. E’ 3-1.

Sullo scadere del tempo a disposizione per il match, nei minuti di recupero, Pereira indovina un bel gol. Le distanze si riaccorciano, le ansie aumentano. Ma la partita finisce così. 3-2 per un’Olanda che, tutto sommato, ha meritato di vincere e che ora sta già con la testa al Soccer City Stadium di Johannesburg.

Giuseppe Annunziata

Ancora sorprese dal Sudafrica. Dopo l’uscita dal Mondiale del Brasile ecco la nuova clamorosa sconfitta: la tanto blasonata e vincente Argentina messa in ginocchio dalla Germania, la squdra di 20enni che si sta imponendo su questo campionato.

Delusione mista a gioia per le strade di Johannesburg dove la Spagna batte, agli ultimi minuti, un perfetto Paraguay che avrebbe meritato, forse più della Spagna stessa, la vittoria.

ARGENTINA-GERMANIA

Tragico epiligo per Maradona e compagni che tornano a casa con una fragorosa sconfitta. 4-0 con la Germania.

Un primo tempo decisamente di classe da parte della Germania. La formazione di Loew si propone positivamente fin dal 3′ minuto con Muller: punizione da centro campo, in area di rigore il ventenne tedesco lasciato libero insacca la palla nella porta avversaria.

L’ARgentina sembra già a terra. Poche le occasioni pericolose dei sudamericani che vengono fermati a centrocampo da una formazione tedesca che si chiude in difesa.

Sul finale della prima frazione, la Selecion si spinge maggiormente alla ricerca el pareggio: un gol annullato per fuorigioco, due punizioni di Messi dai 30 metri che finiscono alte sopra la traversa.

Nella seconda frazione continua lo stato di demotivazione dell’Argentina che non sembra capace di reagire. In pochi minuti arrivano altri due gol (Klose, Friedrich) che si sommano al terzo (Klose) per fare un risultato complessivo di 4-0, in una partita cominciata male e conclusa peggio, con un Messi che non è mai riuscito ad entrare in questo Mondiale.

E la partita finisce così, esattamente come 4 anni fa. La Germania batte l’Argentina e vola in semifinale.

PARAGUAY-SPAGNA

La fortuna aiuta gli audaci. E’ proprio vero, così com’è vero che la Spagna si sta meritando questo Mondiale, anche se stasera non ha dato il meglio di sè.

Quella di stasera non è la Spagna vista nelle precedenti partite. La squadra che non teme alcun’avversaria e che s’impone sul match sin dal primo momento. Al contrario, è una Spagna che si propone a stento, che quasi soffre ma che, alla fine, vince comunque.

I sudamericani del Paraguay danno filo da torcere agli europei, segnando anche un gol al 42′ (annullato per un presunto fuorigioco) e sbagliando clamorosamente un rigore al 13′ del secondo tempo. Casillas addirittura blocca il tiro dagli 11 metri.

Nella ripresa la musica non cambia e l’offensiva sudamericana non si arresta.

La Spagna ottiene un rigore. Dal dischetto Xabi Alonso che non sbaglia. E’ 1-0 ma l’arbitro fa ripetere il tiro per il numero troppo elevato di giocatori in area. Xabi Alonso nuovamente dagli 11 metri tira ma Villar para. Nella mischia un quasi netto fallo ai danni di Fabregas. L’arbitro lascia proseguire.

La partita si ribalta. Gli spagnoli cercano la via del gol e lo trovano con il solito Villa che dopo una serie di due pali mette la palla in porta.

Santa Cruz, sul finire, si lascia sfuggire il gol del pareggio. La Spagna è in semifinale.

Giuseppe Annunziata

Gol e spettacolo nel primo turno dei quarti di finale. Il Brasile viene clamorosamente battuto da una determinatissima Olanda che non fallisce il colpo.

Nella serata l’Uruguay cancella i sogni di gloria dei tifosi ghanesi e manda la formazione africana sul primo volo per Accra.

OLANDA-BRASILE

Una partita cominciata con il piede sbagliato per la Seleçao di Dunga. I brasiliani non riescono ad entrare nel match. Sembrano distratti e la formazione olandese ne approfitta conquistandosi il posto in semifinale.

Solo 8 minuti di gara ed il Brasile passa in vantaggio con un bellissimo gol di Robinho, scaturito da una perfetta azione al limite dell’area. La situazione di vantaggio dura per tutto il primo tempo ma gli olandesi iniziano ben presto una dura scalata che li porterà alla vittoria.

Nella ripresa la distrazione dei sudamericani si consolida e si trasforma in una vera e propria arma a doppio taglio. Gli olandesi continuano ad approfittarne fino ad arrivare al gol del pareggio firmato Snejider. E proprio il trequartista dell’Inter l’autore anche del secondo gol dei tulipani (qualcuno parla di un autogol di Felipe Melo).

Vani i tentativi della Seleçao di salvare la partita. Olanda batte Brasile 2-1.

URUGUAY-GHANA

Il Ghana chiude la partita sull’1-1. Ai calci di rigore, l’Uruguay manda gli africani a casa, tra delusione ed amarezza.

Una partita molto tirata, con le due squadre che hanno tentato di sbagliare quanto meno possibile. Tante le occasioni da gol e tanto spettacolo. Il match si conclude al 90′ sul punteggio di 1-1. Si va ai supplementari.

Stessa condizione di parità fino allo scadere del secondo tempo supplementare, quando Suarez salva una palla sulla linea con una splendida ed istintiva parata. Peccato che non era il portiere! E’ calcio di rigore e rosso diretto per l’uruguayano. Dal dischetto Gyan fallisce il tiro mandando la palla alta sopra la traversa.

Si va ai calci di rigore, ma i sudamericani non graziano il Ghana e passano alla semifinale con l’Olanda.

Giuseppe Annunziata