Archivio per la categoria ‘1.7 sport’

Finalmente si riparte

Pubblicato: 13/09/2011 in 1.7 sport

di Luca Cerasuolo

Erano anni che il campionato non sostava per così tanto. 108 giorni di astinenza per i “calciofili”, un record se si pensa che durante la stagione estiva ci si appiglia a tutto (triangolari improponibili con selezioni artigianali compresi) pur di ottenere la propria dose quotidiana di pallone. Ad aprire le danze sono state Milan e Lazio. A ballare sono state soprattutto le difese delle due compagini sicure protagoniste di questa stagione. 4 gol, 2 per parte e tutti nel primo tempo portano con sé l’idea che sia ancora calcio d’estate o poco più. Ibra e Cassano riacciuffano un risultato compromesso dopo neanche mezz’ora. La nuova coppia gol biancoceleste formata da Cissè e Klose ci mette davvero poco a perforare la disattenta difesa rossonera e a bagnare l’esordio con le prime marcature stagionali. Un pari salutare per entrambi che lascia la consapevolezza di uno straordinario potenziale offensivo e di meccanismi difensivi da registrare.
Gol e spettacolo al “nuovo” Manuzzi di Cesena rifattosi il look per la nuova annata. Via erba e pista d’atletica, le nuove frontiere sono il sintetico e gli spalti a ridosso del terreno di gioco. Il campo ha senz’altro aiutato lo spettacolo. Un Napoli autoritario e convinto imprime alla gara le accelerazioni volute e spegne le speranze del nuovo Cesena di Giampaolo. Lavezzi,Campagnaro e Hamsik bucano la retroguardia romagnola vanificando il pareggio momentaneo di Guana. Per gli azzurri si segnala il fiore all’occhiello della campagna acquisti, il centrocampista Gokhan Inler, autore di una straordinaria prestazione. Meccanismi da rivedere per entrambe le squadre in fase difensiva, Benalouane e Aronica si contendono a lungo il premio di peggiore in campo sino all’espulsione che vede protagonista il difensore franco-algerino.
La giornata si conclude con il posticipo al Barbera fra Palermo e Inter. I rosanero, all’esordio con il tecnico Mangia in panchina, giocano la partita perfetta pressando alto ed annebbiando le poche idee nerazzurre. Vero trascinatore del match è il palermitano Miccoli, autore di una doppietta. Nell’Inter lascia perplessi l’interpretazione del nuovo modulo da parte degli uomini di Gasperini. Troppo spesso il Palermo ha affondato il colpo con manovre elementari evidenziando falle a cui va messo al più presto rimedio. Da segnalare in positivo per la squadra del patron Moratti la ritrovata vena realizzativa del “Principe” Milito (2 gol) e il buon esordio di Forlan autore dell’inutile segnatura del 4-3 a tempo praticamente scaduto.

SERIE A 2°GIORNATA

MILAN-LAZIO 2-2
CESENA-NAPOLI 1-3
ROMA-CAGLIARI 1-2
LECCE-UDINESE 0-2
CATANIA-SIENA 0-0
JUVENTUS-PARMA 4-1
CHIEVO-NOVARA 2-2
GENOA-ATALANTA 2-2
FIORENTINA-BOLOGNA 2-0
PALERMO-INTER 4-3

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Non chiamatelo calcio

Pubblicato: 30/08/2011 in 1.7 sport

di Luca Cerasuolo

Il calcio è fatto di sogni. Passioni ed emozioni che s’intrecciano con le gesta dei propri beniamini. E’ stato sempre così. Fino ad oggi. L’amore della gente per i propri colori, per la maglia che avvertono cucita al cuore come una doppia pelle non muta di certo col passare del tempo. Affievolisce invece , giorno dopo giorno, la luce dell’intero movimento. Vile denaro. Russo,arabo o americano. Poco importa la provenienza, ciò che conta è il degrado che trascina con sé inquinando il gioco più bello del mondo. Al diavolo la competizione leale, la dignità del lavoro, il rispetto. Al diavolo, soprattutto, i sogni della gente. I miti, le leggende che vogliono un Davide, esile e minuto, vincitore su Golia. Al diavolo le sorprese, l’imprevedibilità. Al diavolo la passione,le speranze tutt’oggi vive di assistere a gare dall’esito incerto. I soldi hanno comprato tutto. Stipendi da capogiro e valutazioni astronomiche hanno impoverito tutti, senza distinzioni. Hanno ridotto uno spettacolo alla meccanica affermazione del più forte o meglio, del più ricco. Il calcio è malato, ne sono la prova le larghe vittorie di Barcelona, Real Madrid, Manchester City, Manchester UTD. Unici predatori famelici della gloria continentale. Un’industria destinata a spegnere i sogni e atrofizzare le passioni della gente. Si, chiamatela industria. Non sport. Almeno non più.

di Luca Cerasuolo

Due gol ciascuno per sbarazzarsi di velleitari sparring partner e proseguire la marcia verso il tricolore. Seedorf e Pato guidano i diavoli rossoneri alla conquista del “Franchi” rendendo vana un’altra impresa esterna, quella del Napoli di Mazzarri in terra emiliana condita dai gol della scoperta Mascara e di Hamsik. Più agevole il compito dell’ Inter che supera il Chievo e mantiene intatte le distanze dalla vetta. 3 squadre in 5 punti, 6 giornate alla fine ed entusiasmo a grappoli per un finale di campionato avvincente e combattuto. I favori del pronostico sono tutti per la Milano rossonera pronta allo sforzo massimo per gestire il vantaggio costruito sugli scontri diretti (tutti e 4 vinti con la seconda e la terza) e laurearsi campione d’Italia dopo 7 anni di astinenza e successi internazionali. La squadra di Allegri ha mostrato nell’arco del campionato una superiorità tecnico-atletica netta sebbene, nel corso della stagione, si sia concessa sporadiche pause dai pericolosi risvolti. Più del fuoriclasse Ibrahimovic, artefice del super Milan del girone di andata,la chiave di volta della squadra è il ghanese Boateng, il cui dinamismo e strapotere fisico è apparso il tassello imprescindibile per l’equilibrio di squadra. Lo svedese invece, protagonista in stagione con 14 gol ed altrettanti assist, inanella ormai squalifiche su squalifiche con atteggiamenti irresponsabili quando il campionato giunge ormai a conclusione. L’ultima in ordine di tempo, di 3 giornate, gliel’ha comminata il giudice sportivo Tosel per le frasi ingiuriose pronunciate all’indirizzo del guardalinee durante Fiorentina-Milan di ieri sera. Non sono bastate le scuse in conferenza stampa e la giustificazione offerta alla platea dal campione svedese per ammorbidire il provvedimento, l’attaccante dovrà con ogni probabilità assistere da spettatore agli impegni della propria squadra delle prossime settimane.
Problematiche ,quelle sopracitate, estranee all’ambiente partenopeo nel quale strabordano entusiasmo ed ambizione per il campionato magnificente degli azzurri. La trasferta di Bologna regala l’ennesima vittoria esterna stagionale e consacra il Napoli all’Olimpo del calcio italiano. L’undici di Mazzarri ha facilmente avuto ragione di un Bologna appagato per la stagione eccezionale sinora disputata cullando il sapore del primo posto in graduatoria per poco più di 5 ore, sino al fischio finale del posticipo. Nonostante l’assenza del Matador Edinson Cavani gli azzurri hanno gestito la partita a proprio piacimento mettendo al sicuro il risultato già nei primi 45’. Sugli scudi i 2 tasselli inseriti nel mercato di gennaio, Mascara e Ruiz. Il primo ha dimostrato di poter essere una validissima alternativa al trio di attaccanti titolari marcando anche il cartellino per la seconda volta in stagione, la prima con la nuova maglia. Lo spagnolo, reduce da soltanto 2 presenze stagionali (Parma e Villareal), dove comunque aveva ben figurato, ha sfoderato ieri una prestazione straordinaria fatta di diligenza tattica,attenzione, grinta e qualità di giocate. Nel pacchetto dei centrali azzurri l’ex dell’Espanyol ha dimostrato di essere quello più adatto ad impostare l’azione e servire ,anche in prima battut,a gli attaccanti come nel caso del secondo gol partenopeo nato da un lancio preciso del mancino iberico che ha imbeccato Hamsik e Lavezzi nell’azione che ha poi portato al rigore. Ennesima prestazione gagliarda e sogno tricolore ancora vivo per un popolo che già sogna la beffa ai rivali all’ultima giornata.
Attenta spettatrice l’Inter, chiamata a vincere in casa con il morbido Chievo dopo le scorie di una settimana terribile. In un ambiente teso per le sconfitte con Milan e Shalke04 , debacle che hanno allontanato considerevolmente la squadra nerazzurra dai 2 principali obiettivi stagionali, la vittoria è sembrata un toccasana. Mercoledì, in Germania, i campioni d’Europa dovranno cimentarsi con l’impresa impossibile di segnare 4 gol ai tedeschi senza incassarne. Un rimonta impossibile, ma alla “Pinetina” ci credono e un po’ tutti in Italia ci sperano. Non fosse altro per il bene del nostro calcio.

Grazie Inter!

Pubblicato: 17/03/2011 in 1.7 sport

– di Luca Cerasuolo

Sembrava tutto compromesso, le pretendenti italiane alla conquista della Champions eliminate una ad una dopo le debacle in casa propria. Ci si aspettava così che la sorte toccata a Milan e Roma poche settimane fa accompagnasse anche l’Inter, campione in carica. Lo spettro dell’eliminazione aleggiava sulla “Pinetina” ormai dalla gara d’andata quando una vistosa papera di Julio Cesar aveva regalato i 3 punti ai bavaresi. Ieri sera la nube sembrava infittirsi quando,nel giro di una manciata di minuti, l’estremo difensore brasiliano si ripeteva concedendo il bis a Gomez e nulla poteva sullo scavino di Muller. Il gol di Eto’o trovato al 3’ del primo tempo aveva illuso i nerazzurri di potersi travestire da corsari e strappare la qualificazione in terra ostile. Le occasioni fioccavano per entrambe le squadre e più volte il duo Ranocchia-Lucio si rendeva protagonista di svarioni colossali. La partita, giocata ad alti ritmi, ha vissuto la sua svolta nella ripresa con l’uscita del fenomenale Robben in luogo di Altintop. In quel momento la squadra di Leonardo si è trasformata tanto da schiacciare i tedeschi nella propria metà campo. Il destro chirurgico di Sneijder nell’angolino e il piatto sinistro di Pandev all’incrocio dei pali hanno ribaltato un risultato che l’11 di Van Gaal dava per acquisito. Un’impresa, nel vero senso della parola. Onore e merito ai nerazzurri, capaci di rialzare la testa dopo l’harakiri di Julio Cesar. Merito di una squadra che basa la propria manovra offensiva sull’asse Eto’o – Sneijder e di una coppia centrale di difesa tanto in tilt nella prima frazione quanto sontuosa nello stroncare i contropiedi teutonici in chiusura di gara. Dopo aver assistito al crollo deprimente di Milan e Roma contro squadre di modesta caratura internazionale, per fortuna, ci ha pensato l’Inter a tenere alta la bandiera del nostro paese facendogli un gradito regalo per i suoi 150 anni. Grazie Inter! Tanti auguri Italia!


IL TABELLINO

BAYERN MONACO-INTER 2-3 (and. 1-0)

Bayern Monaco (4-2-3-1): Kraft 5,5; Lahm 5,5, Van Buyten 6 (25′ st Badstuber 5), Breno 4,5 (44′ st Kroos sv), Pranjic 5; Luiz Gustavo 5,5, Schweinsteiger 6; Robben 7 (23′ st H. Altintop 5,5), Muller 6,5, Ribery 6; Gomez 6,5. A disp.: Butt, Timoshchuk, Ottl, Klose. All.: Van Gaal

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 4; Maicon 5,5, Lucio 6, Ranocchia 6, Chivu 6 (42′ st Nagatomo sv); T. Motta 4,5, Cambiasso 6, Stankovic 6 (6′ st Coutinho 5,5); Sneijder 7,5; Pandev 6 (44′ st Kharja sv), Eto’o 8. A disp.: Castellazzi, Cordoba, Materazzi, Mariga. All.: Leonardo

Arbitro: Proença (Por)

Marcatori: 3′ Eto’o, 19′ st Sneijder, 43′ st Pandev (I), 21′ Gomez, 31′ Muller (B)

Ammoniti: Luiz Gustavo, Breno (B), Lucio, Kharja, T. Motta (I)

Napoli, che peccato!

Pubblicato: 25/02/2011 in 1.7 sport

Emozioni di un Napoli europeo, 45 minuti per passare dal delirio allo sconforto. Un turbinio di sensazioni che ha investito tutti, dai giocatori ai tifosi. Uno straripare di affetto che ha addirittura piegato una balaustra e proiettato i tifosi in campo, non solo col cuore ma anche col corpo. Bastasse soltanto questo e il Napoli sarebbe lì, tra le 16 migliori di Europa League a contendersi i Quarti con i tedeschi del Bayer Leverkusen. Invece il calcio è dettagli ed attenzione. Ma soprattutto fortuna, quest’ultima è stata davvero poco benevola con i partenopei nel catino del “Madrigal” ieri sera. Il risultato, 2 ad 1 , maturato nel primo tempo, dice poco della gara, forse nulla. Il Napoli ha gestito il match nell’arco dei 90’ minuti, alzando ed abbassando il ritmo a proprio piacimento. Il vantaggio, ad opera di Hamsik, si è concretizzato in uno dei momenti di maggior pressione dell’undici di Mazzarri. Cross teso di Lavezzi dalla destra ed incornata vincente di Hamsik al decimo gol stagionale. Da lì in poi sagra dell’errore, appoggi difficili e palle perse. Un Napoli lezioso e molle finisce col concedere troppe seconde palle al “Submarino Amarillo”. Su una di queste, al minuto 43’, il migliore in campo Borja Valero ,dopo un rimpallo, inventa il filtrante per Nilmar, diagonale chirurgico e partita nuovamente in pareggio. Neanche 4 minuti dopo il Napoli va sotto, palla persa ingenuamente da Yebda nel cerchio di centrocampo e ripartenza fulminea degli spagnoli con Giuseppe Rossi fortunato nel concretizzare con un sinistro la cui traiettoria è vincente esclusivamente per merito della deviazione del colombiano Zuniga. E’ proprio il colombiano a guidare gli azzurri all’arrembaggio nel secondo tempo, più volte ingaggia rischiosi ma efficaci 1 contro 1 con il campione del mondo Capdevila procurando grattacapi alla traballante difesa gialla. Due legni a referto per il Napoli con il destro di Cavani, entrato in campo nel secondo tempo per uno spento Sosa, e di Lavezzi direttamente da calcio d’angolo. E’ proprio quest’ultimo, il Pocho, ad avere il match point nei primi 45 minuti con due occasioni colossali sullo 0 a 0 e sull’ 1-0 per gli azzurri. Entrambe le conclusioni dell’attaccante argentino risultano fiacche e segnano in negativo il destino di una squadra che sul campo ha legittimato il passaggio del turno. Ma si sa, il calcio è fatto di episodi.

Luca Cerasuolo

Un week-end decisamente movimentato. Vincono ma non convincono le quattro al vertice della classifica. Corsaro il Milan al “Bentegodi”. I rossoneri si sono imposti 2-1 ed hanno mantenuto invariate le distanze da Napoli e Inter che inseguono. Palesemente irregolare il gol di Robinho che ha regalato primo vantaggio per i diavoli. Controllo di braccio sotto l’occhio dormiente di Banti. Dietrologie a parte un errore grossolano e dal peso specifico notevole in chiave classifica considerando la vittoria dei cugini interisti nell’anticipo del sabato sera con il Cagliari. Neanche l’11 di Leonardo può vantarsi di una vittoria ottenuta sulle sole forze espresse considerando il gol in fuorigioco messo a segno da Ranocchia che ha praticamente risolto la gara. Tiene il passo della capolista anche il Napoli che, seppur per nulla aiutato da favori arbitrali ed orfano di Lavezzi, ha sbrigato la pratica Catania con un gol del colombiano Zuniga. Prestazione davvero incolore quella della squadra di Mazzarri passata in vantaggio verso la mezz’ora del primo tempo e poi rintanatasi a difendere sotto le sterili iniziative etnee. 3 punti che fanno morale e classifica e che aiutano i partenopei ad arrivare alla sfida scudetto di lunedì sera a San Siro con più tranquillità. Consolida il quarto posto la Lazio, abile a sfruttare la zampata di Hernanes e chiudere la pratica Bari. 2 i punti guadagnati dalla compagine biancoceleste sull’Udinese ferma sullo 0-0 al Friuli con il Brescia. Orfani di Sanchez gli uomini di Guidolin non sono riusciti ad avere la meglio di un Brescia compatto e per la prima volta accettabile in trasferta. Pari senza reti e senza emozioni anche tra due delle maggiori delusioni di questa stagione, Sampdoria e Fiorentina. Attacchi abulici, centrocampisti lenti e prevedibili hanno dato vita ad un match dall’esito scontato. 2-2 al Tardini tra Parma e Cesena. Nel derby emiliano hanno prevalso il timore per la sorte dei rispettivi allenatori, entrambi sulla graticola per le deludenti prestazioni. In gol per gli ospiti il “piccolo” Rosina e Sammarco cui hanno risposto le reti di Crespo su penalty e Palladino nel finale. Cade nuovamente il Palermo, stavolta a Bologna, nei minuti finali. Decisivo il gol di Paponi allo scadere. Capitolo a parte merita la partita Genoa-Roma. Avanti 3-0 i giallorossi si sono fatti rimontare dai “grifoni” in poco più che mezz’ora . Una debacle totale che ha spinto il tecnico Ranieri a presentare le dimissioni “per dare una scossa all’ambiente” come egli stesso ha affermato nel comunicato post gara. Le colpe nel disastro romanista vanno divise però tra la squadra, lenta e svogliata dopo aver ottenuto il triplo vantaggio, e il tecnico reo di aver inserito un trequartista (Menez) sul 3-0 in luogo di un centrocampista a risultato pressoché acquisito. La lista dei papabili alla sostituzione è ristretta e la soluzione interna appare quella più probabile con l’aereoplanino Montella in vantaggio su Conti. Mazzone è più di una suggestione per traghettare un veliero che affonda alle acque più miti di una nuova gestione societaria e tecnica.

Luca Cerasuolo

Follia Milan

Pubblicato: 16/02/2011 in 1.7 sport

Un contropiede, simbolo del calcio all’italiana. Un folletto che taglia il campo a tutta birra e serve la sfera al suo opposto, sul campo quanto nel fisico. Destro chirurgico nell’angolo alla destra di Amelia e vittoria portata a casa. Sarebbe sufficiente questo per descrivere lo “spettacolo” andato in scena alla “Scala” del calcio di San Siro con protagonisti Milan e Tottenham. Lennon, scheggia impazzita dell’11 britannico serve a Crouch, a 10 minuti dal termine, il gol della vittoria che porta in testa gli inglesi nella doppia sfida per l’accesso ai quarti di finale e che, la testa, la fa perdere al Milan e soprattutto al suo capitano Gattuso. Indegno il suo comportamento nel dopo gara con insulti e violenze nei confronti della panchina del Tottenham ed in particolare rivolti al vice del tecnico Redknapp, Jordan. La follia si è consumata al termine della partita sebbene i 2 protagonisti si siano a più riprese punzecchiati durante il match come ammette lo stesso campione del mondo ,“Jordan ha continuato a rompere le scatole per tutto il secondo tempo”. Doverose ma futili le scuse del milanista a fine gara: ”Ho perso la testa. Ho sbagliato. Non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto,non dovevo reagire così. Non vi dico quello che ci siamo detti, ma parlavamo in scozzese”.

Attimi di tensione tra il Capitano rossonero Gattuso e il vice-ct Jordan

Attimi di tensione tra il Capitano rossonero Gattuso e il vice-ct Jordan

Poco importa adesso quale sia il destino del centrocampista rossonero chiamatosi fuori dall’Europa che conta con un comportamento indecoroso che di certo non aiuta la considerazione, di per sé già compromessa, del nostro calcio agli occhi del Europa intera. Impietosa la stampa inglese che titola con il solito “Mafiosi” ed allo stesso tempo celebra le gesta dell’11 londinese. Senza dubbio il Tottenham ha legittimato la vittoria con una supremazia territoriale ed un compattezza di squadra che tanto ricordano le vecchie armi del nostro calcio, quelle capaci di donare al paese intero il lustro di innumerevoli successi internazionali. Oggi invece è l’Inghilterra a segnare in contropiede ed il Milan, orfano di Gattuso, dovrà dare battaglia a White Heart Lane per sperare di cogliere un’insperata qualificazione.

Luca Cerasuolo

IL TABELLINO

MILAN-TOTTENHAM 0-1

Milan (4-3-1-2): Abbiati (19′ Amelia) ; Abate, Nesta; Yepes, Antonini; Gattuso, Thiago Silva, Flamini; Seedorf (1′ st Pato); Ibrahimovic, Robinho.
A disp.: Legrottaglie, Papasthatopoulos, Oddo, Jankulovski, Merkel.
All.: Allegri.

Tottenham (4-4-1-1): Gomes; Corluka (14′ st Woodgate), Gallas, Dawson, Assou-Ekotto; Lennon, Sandro, Palacios, Pienaar (32′ st Kranjcar); van der Vaart (17′ st Modric); Crouch.
A disp.: Cudicini, Bassong, Pavlyuchenko, Defoe.
All.: Redknapp.

Arbitro: Lannoy (Francia)

Marcatori: 35′ st Crouch (T)

Ammoniti: Flamini (M), Yepes (M), Gattuso (M)