Archivio per la categoria ‘1.6 economia’

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Io, Gianluca Bellan, laureato in Economia e studente presso la Copenhagen Business School, e il collega Giuseppe Annunziata, laureando presso la Facoltà di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli – Federico II, ci proponiamo, attraverso la nostra esperienza di studenti negli atenei Italiani ed esteri, di portare alla vostra attenzione i maggiori punti sui quali insistere per portare uno sviluppo concreto nelle Università Italiane e una maggiore vicinanza tra Lavoro e Università.

Nella realtà sociale dei nostri giorni, in cui si fa sempre più difficile per noi giovani valicare il confine che ci separa dal mondo del lavoro, URGE una ventata di cambiamento, una serie di Riforme mirate esclusivamente a rendere più coesi il mondo del lavoro e di Università e Ricerca. Si deve perciò assistere alla possibilità, da parte dei neolaureati, di ottenere un’ “indipendenza culturale” dettata dalla facoltà di avere un posto di lavoro che rifletta ciò per cui ci si è formati e, soprattutto, ripaghi dei tanti sacrifici di anni di studio. Insomma, è necessario smetterla di rimanere inermi ad attendere che lo stato delle cose cambi da solo. Le proposte devono arrivare proprio da noi, popolo di giovani elettori, perché siamo noi a conoscere le vere difficoltà, la triste realtà in cui versano i nostri Poli universitari e, in particolare, cosa ci “tarpa le ali”, impedendoci di emergere.

Un recente rapporto OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha definito le spese dell’Italia per l’Università carenti. La cifra che il nostro Stato stanzia annualmente per ciascuno studente è in media con quelle degli atri Paesi europei, MA SI SPENDE POCO PER L’ISTRUZIONE TERZIARIA. Dal 2007 gli Atenei italiani hanno visto una riduzione di 1 miliardo di Euro da parte del Fondo di Finanziamento Ordinario, finanziamento statale che rappresenta la principale fonte di entrata per le Università. Il FFO per il 2012 è stato pari a 7.08 miliardi di Euro. Nel 2008, a seguito dell’emanazione del DM 113/08 (art. 66, comma 13), il FFO è stato ridimensionato di 63.5 milioni per il 2009, 190 milioni per il 2010, 316 milioni per il 2011, 417 milioni per il 2012 e 455 milioni per il 2013…Tanto per fare un paragone, per le BABY PENSIONI vengono spesi 9.4 miliardi di Euro, PER L’UNIVERSITA’ 6.6 miliardi.
Per l’Università, l’Italia spende l’1% del PIL, a fronte della media europea che è all’1.5%. Per ciascuno studente, lo Stato versa circa 9500 Euro, a fronte dei circa 13000 di media (il 30% in meno)…E GLI STUDENTI ITALIANI PAGANO LE TASSE PIU’ ALTE D’EUROPA, DOPO INGLESI ED OLANDESI.
Per quanto riguarda la Ricerca, invece, l’Italia investe l’1.26% del PIL a fronte del 2.26% della Francia, 2.28% della Germania e 1.77% del Regno Unito.

Su cosa ci batteremo con il nostro programma:

  1. Politica di austerità in scuola ed Università ma solo in ricambio di un ripristino dei fondi per Borse di Studio tagliati con la Riforma Gelmini, tagli di oltre il 90% in 3 anni (da 246 milioni di Euro del 2009 a 13 milioni del 2012), che hanno cancellato, dunque, il contributo dello Stato agli studenti meno abbienti;
  2. Maggiore impiego di fondi pubblici in Università e Ricerca: la Riforma del Paese deve partire dalle Università, perché devono essere i giovani a gettare le basi per il loro futuro;
  3. Principio di meritocrazia in poltrone dirigenziali ed occupazioni nel campo della ricerca. Per far questo è necessario portare fisicamente i centri ricerca nelle aule Universitarie. Bisogna, dunque, mettere in campo norme che vadano a contrastare e combattere il nepotismo, vero cancro della società italiana, ampiamente diffuso nell’ambiente universitario. Per far vincere il principio di meritocrazia, bisogna portare nelle Università strutture esterne che, almeno, dovrebbero essere “vaccinate” da questa triste verità. E’, inoltre, altrettanto necessario aumentare le ore di laboratorio per meglio formare gli studenti. Si tratta di un punto importantissimo sul quale batterci poiché la formazione in Italia è carente, ed ancor più quella pratica. E’, dunque, d’obbligo fare in modo da poter elargire agli studenti l’esperienza necessaria per entrare nel mondo del lavoro subito dopo terminato gli studi. E una migliore formazione serve anche ad alzare gli standard di preparazione degli stessi studenti che possono, dunque, più facilmente concorrere per il suddetto principio di meritocrazia;
  4. Incentivi ad imprese, aziende ed Istituti di ricerca che offrono opportunità a neolaureati o laureandi: bisogna includere le aziende nel processo di funzionamento delle Facoltà Universitarie. In questo modo i manager potrebbero prendere parte a lezioni e case competitions, offrire corsi in partnership (uno dei corsi che il collega Gianluca Bellan ha frequentato alla CBS, Innovation and Knowledge, era sponsorizzato dalla Novo Nordisk, nota azienda farmaceutica), incentivare la competizione con lavori di gruppo piuttosto che favorire l’individualità nello studio sui libri. Così facendo le aziende stesse potrebbero contribuire a sviluppare un loro “vivaio”, tenendo d’occhio studenti interessanti con la possibilità di assumerli nelle loro aziende;
  5. Migliore impiego delle risorse pubbliche al fine di creare opportunità di crescita per gli studenti: un esempio potrebbe essere abbassare l’offerta delle 150 ore previste dai vari ESU per impiego negli uffici didattici ad 80 ore. In questo modo si impiegherebbero due studenti anziché uno, dando a più la possibilità di comunque fare esperienza anche all’interno dell’Università;
  6. Abbattimento del “monopolio culturale e didattico” della ormai centenaria docenza, offrendo più possibilità a giovani ricercatori; un esempio potrebbe essere la suddivisione delle ore offerte da un particolare corso tra il docente e i suoi ricercatori: il docente terrebbe lezioni teoriche, mentre i ricercatori si occuperebbero della parte pratica. Con questo punto si intende combattere la piaga dei docenti centenari titolari di numerose cattedre e, contestualmente, direttori di progetti di ricerca, il tutto a scapito di giovani ricercatori costretti, per anni, ad essere assistenti non retribuiti dei suddetti docenti per sperare in un futuro e poco probabile posto nella docenza universitaria;
  7. Istituzione di un maggior numero di progetti di ricerca su scala nazionale;
  8. Incentivi e sgravi fiscali per gli Enti pubblici e privati che si offrono di sovvenzionare progetti di ricerca;
  9. Contratti di inserimento per studenti fin dai primi anni di Università: contratti flessibili di impiego presso le aziende nel network dell’Università, così da appoggiare alla formazione teorica Universitaria la formazione pratica che verrebbe a consumarsi nel dopo-lezione, o nei giorni liberi dello studente. In questo modo lo studente imparerebbe ad organizzare la propria agenda, sentirsi al centro dell’attenzione, e sviluppare skills che sui libri non si sviluppano.
  10. Eliminazione dell’ammissione a numero programmato per le Università, chiaro impedimento del diritto allo studio e metodo antidemocratico per la scelta di futuri professionisti, ed istituzione di uno sbarramento fissato al II anno del corso di laurea caratterizzato dal superamento di un certo numero di esami ed il raggiungimento di un certo numero di CFU, stabiliti, a livello nazionale, per ogni singola facoltà. All’atto dell’iscrizione sarà, invece, effettuato un test NON a carattere selettivo, ma mirato solo a mettere in luce eventuali lacune dello studente che dovranno, poi, essere recuperate nell’arco degli stessi due anni, mediante la frequenza di specifici corsi
  11. Abolizione della formula 3+2 per alcune Facoltà scientifiche, così da consentire una migliore formazione dei giovani laureati e, soprattutto, ridurre spese pubbliche e private, giacché, il solo conseguimento della laurea triennale lascia il tempo che trova, e non consente, giustamente, al laureato di poter iniziare la carriera professionale, divenendo, così, causa di perdita di tempo e denaro. Sarebbe meglio, dunque, un ritorno alle lauree a ciclo unico, in cui lo studente consegue il titolo in un più ampio arco temporale prefissato che consente allo stesso una migliore gestione dei propri piani di studi evitando, così, il dramma del “fuori corso” che crea laureati troppo avanti con l’età e porta ad un eccessivo aumento delle spese per le tasse già di per sé elevate.

Fate le vostre proposte ed insieme cresceremo.

Giuseppe Annunziata
Gianluca Bellan

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di Dominic Salamone

Divide et Impera, che dal latino significa Dividi e Domina,è il mezzo che viene usato nelle democrazie borghesi. La democrazia borghese è stata portatrice di idee come la destra e la sinistra, il comunismo e il fascismo oppure nazionalismo e socialismo o anche liberismo e neoliberismo che è stata utile per dividere le masse e nel contempo concentrare le mani nel potere di poche persone portando cosi ad una oligarchia. Il metodo con cui queste persone gestiscono il potere è la massoneria. La Massoneria è stata importante dal 1700 fino ad oggi perché ha permesso di portare alla formazione di democrazie, a partire dalla rivoluzione americana distorcendo il pensiero illuminista di libertà, uguaglianza e fratellanza. Il primo obiettivo della massoneria fu quella di eliminare il termine cittadino e società sostituendolo, in età romantica, con idea di individuo e popolo. Il secondo, invece, riguardò l’ingresso di società segrete all’interno dei movimenti politici, culturali, artistici e letterali. La massoneria ha svolto ruoli importanti nella rivoluzione americana, e francese ma anche nell’unità d’Italia con la formazioni di società segrete come La Giovine Italia o La giovine Europa. Queste società sono continuate ad esistere fino ad oggi, ma perché? Semplice, perché il loro obiettivo è prima di tutto rendere schiava la gente utilizzando i mass media che sono in mano al politici e banchieri e in questo modo addormentare la gente in modo tale da evitare la formazione di nuove rivoluzioni facendo credere che il popolo sia libero. La massoneria governa il mondo dividendo le masse mediante i politici che creano fazioni e successivamente il popolo risulterà essere diviso e facilmente manipolabile importando cosi un oligarchia dove il potere risiederà nel nome dei noti. Il nostro voto fa la differenza? NO, il nostro voto non fa alcuna differenza semplicemente perché già si sa chi deve governare. Ma se una società e libera e democratica perché il voto è segreto? La risposta è semplice perché con un voto segreto l’elezione può essere facilmente frodata e far governare il politico che hanno deciso le società segrete. Un esempio di questo processo è la Loggia P2 di Gelli. Tra i partecipanti di questa loggia vi troviamo Silvio Berlusconi (Pdl), o Rolando Piccioni (Pd) Maurizio Costanzo e anche banchieri. Durante la seconda Repubblica Berlusconi e il PD si sono dedicati a scontrarsi apparentemente, mentre volevano portare un bipolarismo in modo tale da avere un controllo più efficace sulle masse. Il Club Bilderberg è un’altra loggia massonica che influenza la politica mondiale. I partecipanti sono le persone più influenti nel mondo e vengono invitate su invito e si trovano banchieri, politici, giornalisti e altre figure di spicco. Questo Club può essere considerato come il Grande Fratello Orweliano dato che controlla tutto il globo sia dal punto di vista economico che politico. Sono i fautori di una politica globalizzata con la formazione di strutture sovranazionali come l’UE. Il loro obiettivo è quello di gestire l’industria e la politica di intere nazione. Il compito della Massoneria contemporanea è quella di ingannare il popolo facendolo diventare un insieme di numeri perché hanno paura di un risveglio degli individui e la loro metamorfosi in cittadini che pretendono i loro diritti, che vogliono decidere per il loro futuro. Kennedy accusò queste società dicendo testuali parole: “esistono forze oscure, società segrete che decidono per il futuro di questa nazione ma in una società libera e democratica a cosa servono società segrete?”. Ognuno di noi deve riscoprire i Lumi della ragione per liberarsi dalle catene e divenire cosi Libero e diventare cosi artefice del proprio destino senza dipendere dagli altri.

di Dominic Salamone

Che cos’è il debito pubblico? Il debito pubblico è un debito dello Stato nei confronti di imprese, Banche e altre nazioni. Se questo debito è contratto con uno Stato Estero verrà definito Debito Estero mentre quando è contratto con imprese nazionali verrà definito Debito Interno. Il debito pubblico potrà essere saldato? NO. Il debito pubblico non potrà mai essere saldato semplicemente perché è una truffa ai danni dei cittadini che lo pagheranno a loro spese. Le banche internazionali prestano i soldi allo stato indebitandoli e su ogni moneta prodotta vi è il 3% di interesse. Ad esempio una banconota di 100 euro viene pagata dallo stato italiano 103 euro. Quindi l’effettivo valore di tutti i soldi che circolano nello stato italiano è più o meno pari al valore del debito pubblico ovvero di 2000 miliardi di euro. Ma la truffa di questo debito sono gli interessi perché in questo modo il debito non risulterà essere saldato se non si pagano gli interessi e quindi cosa accade? Semplice accade che le nazioni (che ormai corrispondono a delle vere società) cercano un prestito alle banche internazionali ma queste non possono pagare il debito e di conseguenza pensano a pagare gli interessi tassando i cittadini ma il debito pubblico aumenta perché lo stato è costretto a richiedere un nuovo prestito e di conseguenza aumentano anche gli interessi. Il debito pubblico non potrà mai essere cancellato oppure diminuire, al massimo può restare costante per un determinato periodo di tempo. Quali sono le garanzie del debito pubblico? Possono essere industrie, banche e università statali ma nel caso dell’Italia la garanzia risulta essere molto più elevata. Questa garanzia è il patrimonio dell’unesco italiano. Supponiamo che un giorno l’Italia andrà in default cosa accade? Accade che i monumenti italiani andranno in mano a banche internazionali e di conseguenza l’Italia perderà la sua fonte economica principale ovvero il turismo. E bene si la Storia dell’Italia è schiava del debito pubblico, di questa grande truffa ai danni del cittadini e in questo caso ai danni di personaggi che hanno reso grande questa nazione. Ma c’è un modo per evitare il default? L’unico modo per evitare il fallimento è la statalizzazione della moneta anche perché costituzionalmente ogni Stato può essere produttore di moneta in base alla quantità di oro che possiede. Questo eviterebbe anche il generarsi di debito pubblico e di conseguenza l’inflazione e la pressione fiscale non sarebbero costrette ad aumentare. Purtroppo questo gioco fa bene soprattutto a varie elité finanziare, alle banche, alle multinazionali e anche ai nostri politici ma a pagare ci rimetteremo sempre noi che non abbiamo generato alcun debito ma siamo vittime di questo sistema bancario. L’elitè vede le masse come un aumento del loro profitto dato che i soldi che queste società producono, vengono prodotte nella banche e vengono utilizzate dai singoli individui per poter acquistare e vendere merce per poi ritornare alla banca. E quindi noi per chi lavoriamo? Per la banca e li che nascono ed è li che devono finire i soldi

di Dominic Salamone

L’Italia è stata fondata 151 anni fa con l’annessione del Regno delle 2 Sicilie al Regno di Sardegna. Un’ unità che si è dimostrata l’ennesima divisione per questa penisola. Una penisola spaccata al Nord con tutti i settori all’avanguardia mentre un Sud nel degrado più assoluto anche se 151 anni fa le cose erano invertite. E’ da 130 anni che esiste questa questione meridionale che nessuno ha saputo risolvere. Perché? Perché la situazione fa comodo cosi. E’ importante che il Sud di questo paese non cresca sia dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista dell’istruzione. Hanno ridotto Napoli, una capitale europea che primeggiava nel mondo insieme a Londra e Parigi, in un inferno, hanno distrutto la potenza industriale che stava crescendo in Calabria, hanno cancellato i primati agricoli che avevano la Sicilia e le Puglie. Il Sud viene continuamente tartassato dai mass media come un far west, come un luogo abbandonato da Dio e ci chiediamo ormai da anni il perché. La differenza tra il Nord e il Sud la fa la politica. Nel Sud esistono delle gerarchie politiche che governano questo paese da anni, ma la politica nazionale non ha fatto nulla per rimuovere queste caste, semplicemente perchè sono utili per portare voti attraverso il clientelismo. A livello di produzione industriale non esiste nessuna differenza   tra nord e sud, l’unica differenza incide nel guadagno, nel Sud i controlli e la pressione fiscale risultano essere 2 volte superiore al nord. La Lega Nord accusò Equitalia di non aver fatto controlli fiscali al sud, cosa assolutamente falsa. Molte imprese meridionali hanno chiuso. Inoltre ditte settentrionali hanno comprato appalti edilizi nel meridione creando una speculazione ai danni del Sud. La questione meridionale è necessaria ed è fondamentale per l’Italia affinché i politici possano raccogliere consensi. Ma vi siete chiesti chi paga la nuova manovra effettuata da Monti? La paga il Sud con i tagli alla sanità pubblica e alla giustizia e questo significa un maggior numero di disoccupati. Nel sud migliaia di giovani, di padri di famiglia perdono il lavoro e vengono abbandonati dalle istituzione e questo è il terreno fertile per la crescita della criminalità organizzata. Una criminalità organizzata che si sta diffondendo, anzi che è sempre stata diffusa al nord ma soltanto ora i mass media se ne sono accorti. Il problema risiede nell’origine di questa nazione. In questo paese ci sono 2 pesi e 2 misure . Se il Sud non cresce di conseguenza non crescerà neanche l’Italia ma i politici l’hanno già capito e di conseguenza vogliono portare a compimento il federalismo fiscale il prima possibile, un altro provvedimento che indicherà fallimento per il Sud. Ma il Sud può e deve riscattarsi. Vibo Valentia e Crotone sono le città meno indebitate della penisola mentre Milano e Torino risultano essere le più indebitate. I meridionali devono credere nella loro forza perché chi è stato “Padrone” del sud ha sempre avuto un popolo di elevata cultura. Il Sud potrebbe rinascere dall’agricoltura ma anche dal turismo considerando che ogni singolo paese ha una sua determinata storia.  Il problema però che il SUD non crescerà finchè esiteranno le idee della Lega perché queste non esistono solo nel partito LEGA NORD ma anche negli altri partiti di Destra e Sinistra. I Cittadini meridionali non potranno mai diventare tali finchè i libri di Storia non racconteranno il loro glorioso passato semplicemente perché chi non conosce il suo passato non può avere futuro ma chi detiene il potere in Italia questo lo sa benissimo.

(fonte foto: web)

di Dominic Salamone

La commissione trilaterale è un organizzazione fondata da David Rockfeller ed è una commissione che riunisce economisti neoliberali di Usa, Europa e Giappone. Questa commissione ha fortemente influenzato l’economia dell’Occidente e ha introdotto il termine Tecnocrazia ovvero gli Stati, in caso di problemi economici, cedono il loro potere democratico ad un governo tecnico, costituito da esperti di economia che dovrebbero far rialzare un paese da una crisi economica. Un esempio di Tecnocrazia è l’Europa.

Esistono moltissimi legami tra l’Europa e la Commissione Trilaterale. Il presidente del consiglio europeo Van Rompuy è un membro della trilaterale e rappresenta i 500 milioni cittadini europei. Ma la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: Chi l’ha eletto? Chi gli ha dato il consenso di rappresentare 500 milioni di abitanti? Mario Draghi direttore generale della BCE anche esso è membro della Commissione Trilaterale. Chi assume un ruolo di prestigio all’interno dell’Europa Unita appartiene a questa società neoliberista. Il progetto della Trilaterale è quello di un Europa Unita che dovrà essere governata da Tecnocrati ovvero da banchieri e tutto questo avviene senza chiedere il consenso ai cittadini. David Rockfeller affermò in un intervista che le nazioni erano concetti che appartenevano al passato e che era arrivato il momento di costruire unita sovranazionali governate da un elite di banchieri. I Politici Europei stanno cedendo la sovranità politica di intere nazione in mano a dei banchieri internazionali e la crisi economica è stata creata per raggiungere questo scopo. Le situazioni di Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Italia sono dovute a speculazione di banche internazionali ed ora i politici di questi paesi stanno inculcando l’idea nei cittadini che l’unico modo per uscire dalla crisi è rafforzare l’Europa una cosa che è assolutamente falsa. Hanno imposto una moneta unica per potersi prendere il potere legislativo di intere nazione e questo è avvenuto mediante dei trattati internazionali senza chiedere il consenso delle popolazioni europee. Il trattato di Lisbona del 2005 è un trattato internazionale dove il governo Prodi ha venduto l’Italia alle banche private. L’unico modo per uscire dalla crisi è soltanto ritornare ad una sovranità monetaria dove la moneta è gestita dallo Stato e le monete vengano prodotte secondo un criterio e non speculando. La speculazione ha reso molte nazione schiavi ma come diceva John Adams secondo presidente degli Stati Uniti ci sono 2 modi per rendere schiava una nazione: Le spade o il Debito Pubblico e bene si ora non si usano più le armi (o almeno apparentemente è cosi) per fare la guerra ma vengono utilizzati i debiti pubblici, ovvero mediante banche private gli stati vengono indebitati e devono cedere grandi industrie o come nel caso dell’Europa cedere la sovranità nazionali.

di Dominic Salamone

Il Neoliberismo è una dottrina economica che si sviluppa nella seconda metà del XX secolo e ha come idea principale la liberazione dell’economia dallo Stato. Uno dei suoi obiettivi principali è la privatizzazione dei servizi pubblici. Secondo i teorici di questa dottrina la libertà del mercato porta ad un miglioramento dell’ economia. Inoltre è favorevole ad un mercato globale mediante gli accordi stipulate tra le singole nazioni. Il neoliberismo è soprattutto applicato negli Stati Uniti dove le maggiori industrie e banche sono dislocate oltre che sul territorio nazionale anche nelle varie parti del mondo. Ultimamente anche la Cina (uno stato comunista che dovrebbe essere contro tale pensiero) ha iniziato a dislocare le proprie fabbriche, i propri siti commerciali e anche le banche nelle restanti parti del mondo. Potremmo dividere il mondo in 2 blocchi. Il primo blocco è governato dall’ impero neoliberista statunitense ed europeo  mentre l’altro dall’impero russo-cinese. Entrambi i blocchi effettuano tra loro degli accordi commerciali in modo tale che le più grandi industrie possano svilupparsi a livello mondiale. Nella seconda metà del XX secolo iniziò nell’occidente a svilupparsi la massoneria finanziaria. Nel 1954 nasce il Club Bilderberg  una specie di società segreta costituita dai 130 membri più influenti del mondo mentre negli anni ‘70 nasce la Commissione Trilaterale, costituita da più di 300 membri che influenzano l’economia degli USA, Europa e Giappone. Queste 2 società, che hanno tra i massimi esponenti David Rockfeller, Mario Monti, Mario Draghi e anche alcuni esponenti della famiglia Agnelli, sono influenzate da un pensiero neoliberista e grazie a graduali processi di liberalizzazione avvenuti nel mondo hanno portato alla nascita di 2 nuove superpotenze: la Cina e l’India.

Mediante dei trattati economici effettuati tra Usa, UE, e Cina si è permesso l’ingresso dei cinesi nei mercati occidentali mentre Europei e Americani sfruttano le risorse della Cina. In Cina la manodopera risulta essere meno costosa rispetto al mondo occidentale e di conseguenza permette una maggiore competizione tra le grandi industrie ma le entrate dei cinesi nei mercati occidentali stanno portando alla distruzione del ceto medio. Il ruolo delle banche nel neoliberismo è importante in quanto ormai anche esse sono private e permettono che il potere economico delle nazioni sia in mano ad una ristretta elite di persone che spesso portano alla formazione di trattati economici e politici senza il consenso dei cittadini. Con la formazioni di banche private, gli Stati sono costretti a chiedere prestiti alle banche per avere i soldi, indebitando, cosi, intere nazioni.

Il neoliberismo ha fatto si che le nazioni perdessero la sovranità monetaria e diventassero serve dell’economia globale. L’esempio è la Grecia.  Se dovesse uscire dalla zona Euro, potrebbe fallire il progetto di una moneta unica europea. Ora con l’Europa Unita abbiamo ceduto solo la sovranità monetaria ma è il primo passo per la cessione della sovranità politica per la formazione degli STATI UNITI D’EUROPA. Ma una domanda che mi pongo è: Chi di noi ha votato per la formazione degli Stati Uniti d’Europa e chi per noi decide del nostro futuro?

Risale a poche ore fa la notizia riportata da tv e giornali: Il Senato taglia i deputati da 630 a 508!
Un’approvazione quasi all’unanime. L’assise di Palazzo Madama ha approvato con 212 sì, 11 no e 27 astenuti il primo articolo delle riforme costituzionali. Hanno votato a favore Pdl, Pd, Udc, Idv, Coesione Nazionale e Api-Fli. Si sono astenuti i senatori della Lega Nord. Con parere contrario rispetto ai gruppi di appartenenza, l’esponente radicale Donatella Poretti, Luigi Li Gotti (Idv) e Mario Baldassarri (Fli).
Peccato che si tratti di una grande bufala! A quanto pare, il provvedimento è inserito in un progetto che prevede una riforma della Costituzione. Capite bene che l’approvazione di tale progetto è molto difficile da parte degli stessi parlamentari.
Ad aumentare il grado d’impossibilità di approvazione c’è la questione che, tale decreto, dovrebbe passare alla Camera dei Deputati dove gli stessi politici dovrebbero lasciarsi cadere la cosiddetta zappa sui piedi: dovrebbero, infatti, autotagliarsi le poltrone. I Signori Senatori hanno pensato bene di bocciare gli emendamenti che riguardavano il taglio del numero di seggi di Palazzo Madama!
Previa approvazione alla Camera, il provvedimento dovrà essere sottoposto ad una seconda votazione (la cosiddetta seconda lettura) – da parte di entrambe le Camere – dal momento che, trattandosi di una riforma costituzionale necessita di tale procedura, senza, però, che vengano apportate alcune modifiche allo stesso! DUNQUE, SI VOTA DUE VOLTE ESATTAMENTE PER LA MEDESIMA COSA… DOPPIA PERDITA DI TEMPO E DENARO!
Appare chiaro che si tratta di una presa per i fondelli per gli Italiani… un’altra “mossa pubblicitaria” atta a raccogliere ulteriori consensi da parte del popolo, per assicurarsi, cioè, il voto certo per le prossime elezioni…
NON CADIAMO E NON CREDIAMO A QUESTE STERILI ADULAZIONI… SONO ATTI POLITICI CHE NON DIFFERISCONO MOLTO DALLE TECNICHE DI MARKETING…
…APRIAMO GLI OCCHI!