Matrimoni gay: ecco cosa ne penso

Pubblicato: 08/02/2013 in 1.1 dal mondo, 1.4 sesso&comportamento

E cosa dire delle nozze gay? Sinceramente, non ho nulla in contrario, anzi, sono proprio d’accordo! Perché mai dovrei impedire l’unione di due persone che si amano? Chi sono io per poterlo solo pensare? Uno Stato civile, e non sotto la sudditanza politico-economico-culturale-psicologica della Chiesa, dovrebbe considerare l’omosessualità un comune modo di pensare e di vivere la propria sessualità, e non quasi un reato che toglie alcuni diritti. Perché oggi, in Italia, è questo che accade, l’omosessuale perde alcuni importanti diritti.

Io personalmente guardo ad altro: per me l’omosessuale è prima di tutto un essere umano e, in quanto tale, degno di rispetto e dignità, valori a cui nessun partito politico e nessun credo religioso può mai minare.

Ciò, invece, che ancora mi lascia pensieroso è l’affidamento di un minore. Allora, non sono contrario all’adozione per le più stupide e comuni ragioni: il bambino deve avere madre e padre, ed ha bisogno delle due figure sessuali in famiglia, per salvaguardare la sua psicologia. Sinceramente, conosco figli di un uomo ed una donna, nati e cresciuti in una famiglia “normale” che mostrano evidenti segni di un’instabilità mentale per la quale, talvolta, sarebbe addirittura necessario l’intervento clinico. Sono per me, queste, ragioni da non prendere neanche in considerazione. Il bambino, soprattutto nelle prime fasi della vita, ha bisogno di affetto, vero Amore: preferisco che cresca con due uomini (o donne) che lo Amano, piuttosto che con due individui XY e XX (non possono essere ritenuti uomini o donne!) che trasmettono sentimenti lontani anni luce dall’Amore e, magari, lo abbandonano, arrecando al futuro giovane danni a livello psicologico, spesso irreparabili.

Detto questo, quello che non condivido è la scelta di avere il cosiddetto “bambino tutto loro” utilizzando sotterfugi, consentitemi, contro natura:  un partner dona il seme che viene fecondato in vitro dall’ovulo di un’anonima donatrice; lo zigote, poi, viene cresciuto nell’utero di un’altra donatrice, diversa dalla prima, con, tra l’altro, esorbitanti spese, talvolta di centinaia di migliaia di dollari.

Insomma, credo si tratti di artificiose macchinazioni per ottenere qualcosa che la Natura non ha previsto né stabilito. Quante impronte energetiche avrà il bambino? Ma lo sapete che già dal momento della fecondazione (quando cioè lo spermatozoo si fonde con l’ovulo) inizia a formarsi la coscienza psicologica del nascituro? E cosa ne sarà di quella di questo bambino fecondato in vitro, con l’ovulo di una donna e cresciuto nell’utero di un’altra? Non sarebbe meglio andare a strappare un bambino dalla povertà o dalla tristezza di un orfanotrofio?

commenti
  1. Maria scrive:

    Sono certo che la maggior parte dei genitori omosessuali preferirebbe adottare. Avendo provato la solitudine e l’esclusione nell’infanzia, credo sentano il dovere di aiutare i bambini soli e orfani.

    In ogni caso, non mi sembra il caso di definire “artificiose macchinazioni” le gestazione di supporto o l’inseminazione. La Natura non stabilisce o prevede nulla, la Natura è superiore alle distinzioni, perché Natura è ogni cosa. Se no potremmo anche dire che la Natura avrebbe stabilito che l’uomo non potesse volare, eppure usiamo un’articioso marchigegno chiamato aereo.

    C’è questo articolo simpatico di Claudio Rossi Marcelli: http://www.internazionale.it/opinioni/claudio-marcelli/2012/11/30/capricci-in-cucina/

    • Ciao Maria,
      ti ringrazio innanzitutto per averci letto. L’espressione in questione non era riferita alla fecondazione in vitro in sé o all’ “affitto dell’utero”. Sono un Biologo e non posso, per etica professionale, essere contrario alla fecondazione assistita. La ritengo, invece, un grande progresso della nostra scienza che, però, non può prendere il largo in questa Italia sottomessa alla Chiesa! Ciò che, invece, ritengo artificioso è il fatto che la fecondazione di un futuro bambino debba passare per ben tre partner differenti. E’ solo questo ciò che non condivido. Per la mia formazione ritengo molto importanti, sia dal punto di vista scientifico che spirituale, le primissime fasi dello sviluppo prenatale, dalla fecondazione alla vita uterina, pertanto non riesco a comprendere un simile sballotamento.

      Spero di essere riuscito ad esprimere in maniera chiara il mio pensiero. Ringraziandoti nuovamente per l’attenzione offertaci, ti invio cordiali saluti
      Giuseppe Annunziata

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