Grillo: Al Qaeda bombardi Roma. Ma diamo il giusto peso alle parole

Pubblicato: 03/02/2013 in 0.0 L'altra faccia della politica - Editoriale, 1.1 dal mondo, 3.1 QUELLO CHE NON SAI...

Il buon, caro, vecchio comico non si smentisce mai. E’ partito il 2007 a girare le piazze con tour dall’insolito nome, gridando alle masse di ribellarsi alle istituzioni ed a questa politica facendo uso del suo marcato idioma ligure,  imbracciando come arma il tanto rinomato belìn.  

E dopo 6 anni eccolo ancora qui. Il supplizio non è ancora terminato, anzi, se non stiamo attenti ce lo ritroviamo anche in Parlamento. Magari non proprio lui, i suoi uomini, ma stiamo parlando della stessa pasta. Ma cosa ha combinato questa volta?

Stesso scenario: comizio di piazza, il popolo udente, l’urlatore sul palco. E comincia subito l’escalation di critiche agli attuali governatori ed a chi vi si oppone, e di proposte, il più delle volte, belle a sentirsi, ma difficili (se non impossibili) ad attuarsi. Ed in ogni città ripete SOLO quello che  sa che chi lo ascolta vuole sentirsi dire, anche se stavolta è un po’ più difficile: Bologna è la città in cui era assessore la Salvi, da lui espulsa e che ora si dice “disgustata dal suo fare”, e sempre di Bologna è anche Giovanni Favia, ora “rivoluzionario civile” con Ingroia. Ma lui non si pone questi scrupoli e non si lascia intimorire da qualche possibile critica. E’ un animale da palco scenico, è stato per anni di fronte alle platee, figuriamoci se si preoccupa di questo. Dunque, comincia il suo monologo, che durerà meno di un’ora, ad una piazza di persone che lo ascoltano sotto un’incessante pioggia. E mentre si sta perdendo tra i soliti Monti, Berlusconi e Bersani, eccolo che arriva alla guerra dei francesi nel Mali, per la quale l’Italia ha offerto appoggio logistico. Ed ecco qui elargita la consueta provocazione che, però, questa volta è destinata a risuonare a lungo tempo, contornata da un alone di polemica. Parlando dello stesso aiuto italiano alla guerra, il comico propone una infelice battuta: “E se questa Al Qaueda si incazza e fa una rappresaglia? Se proprio hanno deciso di bombardare o di lanciare un missile, le do io le coordinate…latitudine, longitudine… E’ una cittadina carina, a sud di Bologna, si chiama Roma. C’è un punto chirurgico, si chiama Parlamento. Ma fatelo prima del 25 febbraio, se no ci bombardiamo da soli. (fonte: La Repubblica)

Inutile sottolineare qual è stata la risposta di opinione pubblica e politica a questa affermazione. Critiche da tutti i fronti e passi indietro del comico.

Ma siamo sinceri, per quanto triste e spropositata, la battuta va contestualizzata e non lasciata fine a se stessa. Si intende bene dalle parole di Grillo che il riferimento è alla stupidità della guerra e del nostro Paese di sostenerla e non certo ad una richiesta (o speranza!) di attacco al Parlamento. Anche se, a dire, il vero così poteva sembrare.

Bisogna sempre filtrare le notizie, ben ponderarle e mai commentarle ad occhi ed orecchie chiuse.

Questa volta il comico genovese tutte le colpe non le ha…per questa situazione. Ma deve sempre spiegarmi come mai dice che il vero fascismo è quello del quotidiano La Repubblica che subito ha titolato, poco inequivocabilmente, la frase di Grillo e poi, anche sta volta, a Bologna, tra la folla che lo ascoltava c’erano militanti di CasaPound…mah!

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