SPECIALE ELEZIONI 2013 – Rivoluzione civile non resiste al fascino: anche Ingroia candita un indagato

Pubblicato: 29/01/2013 in 0.0 L'altra faccia della politica - Editoriale, 1.1 dal mondo, 3.1 QUELLO CHE NON SAI...

Eccoci alle solite: un partito italiano che presenta in lista un cosiddetto impresentabile. Il partito in questione, sta volta, non è tinto di azzurro ma di arancione ed il leader fa il pm. L’impresentabile? Un certo Marino Andolina, medico chirurgo specialista in pediatria, consigliere comunale di Rifondazione comunista, candidato capolista al Senato per il Friuli Venezia Giulia ed indagato per associazione a delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e pericolosi per la salute pubblica e truffa. In pratica, il dottor Andolina ed altri colleghi effettuavano terapie con cellule staminali, non autorizzate dal Ministero della Salute, a pazienti affetti da gravi patologie, alimentando false speranze di guarigione, da qui la truffa. A mettere, per così dire, altra carne sul fuoco, il fatto che il gruppo di ricerca fai-da-te di cui prima manipolava fluidi e tessuti organici senza le dovute precauzioni, ricavando laboratori da scantinati. Insomma, un bel guaio che, se i medici saranno giudicati colpevoli, si concluderà sicuramente con una radiazione dall’Ordine nazionale, accompagnata da altri provvedimenti disciplinari che, francamente, ignoro.

Che dire? Di sicuro non si parla di concorso in mafia o di altrettanti gravi capi d’accusa ma, comunque, si tratta di un indagato candidato al Senato.

Adesso anche il magistrato mi combina questi macelli? Non può e non deve esistere un governo sorretto da una certa percentuale di indagati. Ma come possono queste persone creare delle leggi per noi se prima loro non rispettano quelle esistenti? Con quale coraggio si presentano dinanzi ad un cittadino biasimando un suo eventuale gesto se già la loro coscienza non è candida?

E’ insostenibile una tale situazione.

Allora mi chiedo, quando finirà questo malcostume politico che sta da anni investendo l’Italia mostrandola agli occhi del Mondo come il Paese dai mille reati, popolo di galeotti che sfruttano la politica come escamotage alla galera?

Se questa situazione ci sta stretta, non serve rammaricarsi, bisogna reagire, o meglio agire, usando l’arma più temuta per antonomasia, il voto.

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