Parkinson: trovata la proteina che può curare il morbo

Pubblicato: 31/08/2012 in 1.1 dal mondo, 1.3 scienze&salute, 3.1 QUELLO CHE NON SAI...

di Giuseppe Annunziata

Il Parkinson, detto anche paralisi agitante, è una malattia neurodegenerativa, causata da una progressiva e cronica degenerazione delle strutture nervose che costituiscono il sistema extrapiramidale. Questa alterazione interessa particolarmente un’area del SNC, la sostanza nera, situata a livello del mesencefalo, dove viene prodotta dopamina – un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolamine – che svolge un importante ruolo in funzioni quali comportamento, cognizione, movimento volontario, motivazione, punizione e soddisfazione, nell’inibizione della produzione di prolattina (coinvolta nell’allattamento materno e nella gratificazione sessuale), sonno, umore, attenzione, memoria di lavoro e di apprendimento.

La patologia, caratterizzata da progressivi tremori e difficoltà nei movimenti, è stata per lungo tempo sottoscritta nel grande albo delle malattie non curabili e trattabili con terapie mirate esclusivamente ad alleviare i dolori.

E’ notizia recente, invece, la scoperta di una possibile cura definitiva per il Morbo di Parkinson.

Una ricerca condotta dall’Istituto nazionale di Neuroscienze, guidata dal Prof. Paolo Francesco Fabene, ha fatto luce sulla patogenesi di questa patologia che colpisce ad un’età media di 55 anni (più comunemente sopra i 60 anni, ma molti casi sono diagnosticati intorno ai 40 anni o anche al di sotto. Il tasso di incidenza aumenta notevolmente con l’età: dai 20 casi su 100.000 nella popolazione totale si passa ai 120 casi su 100.000 nella popolazione oltre i 70 anni).

La scoperta riguarda essenzialmente le caratteristiche di una proteina, C-Rel, in grado di proteggere i mitocondri dall’azione dei radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento. L’assenza di tale proteina è responsabile dell’insorgenza dei classici segni e sintomi del Parkinson.

Lo studio è stato accompagnato a quello del trattamento, ad oggi più efficace, a base di L-Dopa (o Levodopa, intermedio nella via biosintetica della dopamina, usato proprio per il trattamento del sopracitato Morbo) che combatte la deficienza di dopamina, altra causa dell’insorgere della patologia. Tale studio è stato condotto su una serie di topi di 18 mesi d’età (corrispondenti a 60 anni umani), nei quali si è dimostrato che, bloccando le funzioni della C-Rel, si sviluppano i sintomi del Parkinson, i quali, poi, migliorano con trattamento farmacologico a base di L-Dopa.

E’ stata, dunque, aperta una strada che riserva ottime prospettive per una cura efficace e definitiva del Parkinson.

commenti
  1. francesco scrive:

    Grazie dott.Fabene di questa scoperta aspetto
    con ansia un farmaco.che mi possa guarire.
    nel frattempo ho iniziato attivita fisica..la
    cosidetta camminata nordica “nordik wlking”
    ottimi risultati..attendo notizie sulla scoperta
    .f.federico@live,com

    • Fernanda scrive:

      Federico buonasera, mi darebbe qualche informazione in più sulla “camminata nordica”?
      Ho lo stesso problema suo e mi hanno proposto questa terapia fisica oltre a quella con i medicinali, inizierò a breve a camminare.
      La ringrazio in anticipo
      mariacarla53@yahoo.com

  2. Ringrazio, innanzitutto, entrambi per averci letto e commentato.

    La nordic walking è una forma di terapia fisica molto utilizzata per malati di Parkinson. L’ammalato di Parkinson tende ad avere una andatura a piccoli passi, con la postura flessa e il baricentro in avanti, con le mani che vengono tenute generalmente sull’interno delle anche, con pochissima escursione. Le maggiori difficoltà del parkinsoniano sono quelle a muovere il primo passo, a fermarsi, a fare dietro-front e a passare vicino a degli ostacoli.

    Nella pratica del Nordic Walking, l’utilizzo dei bastoncini oltre a dare una grande sicurezza al paziente, permette da subito di ampliare di molto l’escursione delle braccia e di conseguenza anche allungare il passo mantenendo un saldo equilibrio. Anche la postura viene migliorata di molto mediante l’appoggio del bastoncino.

    (fonte: web)

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